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Iori: “Dopo una promozione e una salvezza, quest’anno dal Bologna mi aspettavo di più”

Dal campo alla società, da Mattia Destro a Joey Saputo, dalla delicata trasferta di Pescara all’ormai imminente riapertura del mercato: per analizzare il momento non proprio esaltante vissuto dal Bologna e fare il punto della situazione sia in casa rossoblù che sul campionato di Serie A abbiamo contattato il collega Alessandro Iori, giornalista di Mediaset Premium e TRC.

Alessandro, come hai visto il Bologna fin qui? Campionato in linea con le aspettative o un po’ sottotono? «Onestamente il campionato disputato fin qui dal Bologna non può essere considerato positivo, io peraltro mi aspettavo qualcosa di più già in sede di mercato. Nelle ultime settimane ho anche seguito un po’ sui social network la diatriba all’interno della tifoseria tra ottimisti filosocietari fino alla morte e ‘maigoduti’ ipercritici, e francamente tutto ciò mi fa abbastanza sorridere. Mi sembra un dibattito piuttosto sterile, per certi versi anche provinciale, come se ogni risultato potesse dare ragione a una parte o all’altra. A me pare che si possa dire, senza oscurare quanto fatto negli ultimi due anni dalla nuova proprietà, che il cammino di quest’anno per ora sia deludente, se lo mettiamo nella prospettiva di una società che vuole crescere, con una certa ambizione e un certo tipo di programma».

Il progetto è pluriennale e Joey Saputo ha già sostenuto sforzi economici importanti, però è anche normale che il tifoso tenda a guardare prima di tutto la classifica… «Con l’arrivo di Saputo mi aspettavo che il primo passo fosse la promozione in A, ed è stato compiuto anche se con qualche brivido di troppo, il secondo passo il consolidamento nella massima serie, e pure questo è stato fatto nonostante un brutto avvio, ecco allora che quest’anno auspicavo un passo avanti in più, ovvero che il Bologna mirasse ad entrare nelle prime dieci se non nelle prime otto della classifica. E da questo punto di vista sia il mercato che poi la resa sul campo sono stati al di sotto di quello che immaginavo io, che poi non so se erano esattamente i piani della dirigenza, però pensavo ad una crescita un po’ più rapida e convincente sia da parte della società che della squadra».

Il rischio più concreto è quello di accontentarti e sprofondare nella mediocrità. «Qualcuno dice che arrivare quindicesimi è uguale ad arrivare decimi: secondo me è un grande errore, nel senso che se non ti dai degli obiettivi intermedi, in un campionato in cui valgono le prime cinque-sei posizioni e le ultime tre, muori di noia. Davanti ci sono appunto cinque-sei club che difficilmente nel breve periodo possono essere raggiunti, e in fondo tre-quattro squadre improponibili, quindi cosa fai, ti limiti a sopravvivere per tutta una stagione? Ecco perché è necessario porsi degli obiettivi intermedi, che si tratti di conquistare vari punti in più dell’anno prima o una determinata posizione, per cercare di migliorare gradualmente, altrimenti non si cresce mai».

Questo Bologna, nel complesso, è migliore o peggiore di quello dello scorso anno? «Sul piano qualitativo la rosa è leggermente peggiorata rispetto all’anno scorso, all’interno di un campionato anch’esso peggiore di quello 2015-2016, nel senso che ci sono tre o quattro squadre ancora più forti, penso alla Juventus, alla Roma e anche al Napoli se ci fosse stato sempre Milik, ma in generale è impossibile retrocedere. Dei 17 punti attuali conquistati dal Bologna, 6 sono arrivati da vittorie contro Crotone e Palermo in casa, e al momento pensare a qualche impresa dei rossoblù, come ad esempio accadde nella passata stagione a San Siro con il Milan, mi viene difficile. Partite davvero entusiasmanti, che abbiano un po’ affascinato il pubblico, non ne ricordo, mi pare che fin dall’inizio il Bologna si sia limitato a vivacchiare».

La squadra fatica a segnare e sul banco degli imputati è finito anche Mattia Destro, che alterna prestazioni esaltanti ad altre più opache: qual è la tua opinione su di lui? «A me Destro è sempre piaciuto molto, però credo che al di là dei problemi fisici non riesca ancora ad accettare pienamente di aver perso un certo tipo di treno, prima alla Roma e poi al Milan, e di doversi un po’ ricostruire. L’accoglienza che gli è stata riservata al suo arrivo dai tifosi del Bologna è stata bellissima, lui è un gran bel giocatore, potenzialmente un attaccante di livello assoluto, però mi pare faccia fatica a calarsi in questa nuova situazione. Dovrebbe tornare quello di Siena, che era stata la sua rampa di lancio, vivendo Bologna con un briciolo di entusiasmo, di partecipazione e di convinzione in più proprio a livello di realtà, al di là di quelle che sono le sue pur buone cifre personali. Bologna è comunque una piazza che ti dà tantissimo, lo possono testimoniare giocatori come Baggio, Signori e Di Vaio, tutti attaccanti che sono arrivati sotto le Due Torri per ritrovarsi e sono stati rigenerati».

C’è qualche giocatore dal quale ti aspettavi qualcosa di più? «Visto che durante l’estate mi ero ampiamente esposto in merito, sono deluso e mi sento abbastanza ‘tradito’ (ride, ndr) da Sadiq, che l’anno scorso avevo seguito a lungo fra campionato Primavera e Youth League, pensavo davvero che potesse essere un giocatore già pronto per dare un contributo importante. Poi certo, ci si è messa anche una sfortuna enorme sul piano degli infortuni, ma mi ha sempre dato l’impressione di non essersi calato alla perfezione nella realtà felsinea a livello psicologico».

Dopo lo scialbo pareggio al Dall’Ara contro l’Empoli, domenica i rossoblù saranno di scena a Pescara: si può sperare in una vittoria o è chiedere troppo? «Anche l’Empoli ha delle difficoltà enormi a segnare, ma fargli gol non è così semplice, ha pareggiato 0-0 pure con la Roma. È vero che arrivava da tre sconfitte pesanti contro Fiorentina, Milan e Sassuolo, ma è comunque un’avversaria che se riesce a non subire la rete che sblocca l’incontro diventa fastidiosa, persino la Juventus al Castellani ha sudato fino a metà del secondo tempo prima di trovare il vantaggio, dilagando solo nel finale. La squadra di Martusciello ha una sua struttura, soffre soprattutto il fatto di avere degli attaccanti ‘ottuogenari’ che hanno ormai esaurito il credito, per il resto si nota un’idea di gioco ben precisa. Il Pescara, invece, nasce completamente senza punte, e mi sembra un nonsenso nella storia recente della Serie A. Credo che con un pareggio all’Adriatico il Bologna possa già considerarsi salvo e affrontare quindi la sosta con maggiore serenità, avendo anche a disposizione più tempo rispetto alle altre squadre visto il rinvio della partita contro il Milan».

Intanto il mercato di riparazione è ormai alle porte: quanti e quali tasselli andranno aggiunti per rinforzare nel modo giusto la rosa? «È fin troppo evidente che serva un altro centravanti, perché come detto pocanzi questa squadra fa una fatica tremenda a segnare, ma un’altra punta servirebbe anche per dare una variante all’impostazione tattica di Donadoni. Spesso avere due attaccanti in campo ti permette di riempire meglio lo spazio in area, perché al di là del buon lavoro fatto fin qui dagli esterni rossoblù, in particolare da Verdi prima dell’infortunio, stringi stringi quando arriva un cross nel mezzo c’è sempre e solo Destro, che lì davanti rischia di morire di solitudine. Poi qualcosina anche dietro, nello specifico un centrale e magari anche un terzino sinistro, sempre in ragione di quello che sarà il budget da destinare al mercato. A costo zero si possono fare anche degli affari ma di sicuro non sono prime scelte: nel mercato di gennaio i giocatori di livello difficilmente si muovono, bisogna essere bravi e fortunati».

Come avvenuto per Adam Nagy, servirà qualche altra buona intuizione di Riccardo Bigon e del suo staff: come giudichi l’operato del nuovo d.s. fino ad oggi? «Tutto sommato abbastanza positivamente, l’unica cosa che mi sento di dire è che si potrebbe anche ampliare un po’ lo spettro degli interlocutori, senza limitarsi a Roma e Verona. Per il resto penso che Bigon sappia fare abbondantemente il suo mestiere senza bisogno del mio giudizio, però l’impressione da fuori è che finora ci siano due corsie privilegiate e che si trascurino un pochino tutte le altre».

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2 Responses

  1. alex0206

    Questo è da fare santo subito, ha detto per filo e per segno tutta la verità, solo la verità e null’altro che la verità in modo perfetto e senza una sbavatura. Vediamo di prendere sempre gente di questo livello a commentare su 051. Complimenti.

  2. Zippo

    Veramente molto bravo questo Iori, ha detto come stanno le cose con una semplicità incredibile.