Ufficiale: risoluzione consensuale con Lorenzo Paramatti

Lorenzo Paramatti: “I rossoblù sono un grande gruppo, vorrei tornare a Bologna e restare”

La possibilità del decollo, dopo gli anni nel settore giovanile. Poi l’infortunio al ginocchio che ha pregiudicato di fatto la stagione della promoziona dalla B alla A, tre anni fa. Per Lorenzo Paramatti si sono poi aperte le porte del Siena prima e del Santarcangelo ora, ma il rapporto con il Bologna non si è ancora interrotto, e chissà che il futuro non riservi la possibilità di tornare insieme. ZO lo ha contattato per parlare della squadra rossoblù e del suo momento personale.

Gli ultimi risultati positivi hanno proiettato il Bologna nella parte sinistra della classifica: dove possono arrivare, secondo te, i rossoblù? «Vedendo le partite ho notato che c’è un bel gruppo, poi conoscendo alcuni ragazzi e sentendoli ne ho avuto la conferma. La squadra può fare tanto, è composta da giocatori giovani e più esperti come Gastaldello e Maietta che stanno dando il loro contributo. Adesso bisogna cercare di affrontare partita dopo partita e vedere a fine anno cosa si è raccolto. Il campionato di A è molto duro e non è mai facile dire dove si può arrivare».

La stagione ha visto il Bologna protagonista di una partenza sprint, poi una fase un po’ meno positiva e ora stanno tornando di nuovo i risultati: ti aspettavi un campionato del genere, visti i tanti giovani che hanno comunque bisogno di crescere? «Penso che ogni squadra abbia alti e bassi, basta vedere anche le prime in classifica. Nel calcio ci sono periodi positivi e altri meno, è una cosa più che normale. Il Bologna è riuscito ad ottenere ottimi risultati e speriamo che da qui in avanti ci sia continuità».

Che idea ti sei fatto dell’astinenza da gol di Destro? È la squadra che non lo aiuta abbastanza o lui stesso dovrebbe ‘aiutarsi’ di più?  «È sempre difficile: come dicevo prima, i periodo positivi e negativi si alternano nel gioco del calcio, questo sia a livello di squadra che di singoli. Evidentemente Mattia sta purtroppo vivendo un periodo in cui non riesce a segnare, ma appena lo farà si sbloccherà e darà il suo contribuito alla causa».

Tra i giocatori che si stanno mettendo in mostra c’è anche Federico Di Francesco: essere figlio d’arte è più un peso o un’opportunità? «Di Francesco è un ragazzo giovane e quando è stato chiamato in causa ha risposto sempre in maniera positiva, con buone prestazioni. Per quanto mi riguarda, essere figlio d’arte non mi pesa assolutamente e penso sia così anche per lui, perché sul campo sta dimostrando di essere un buon giocatore».

Adam Masina e Marios Oikonomou sono l’esempio di due giovani che, pur attraversando qualche difficoltà, hanno saputo rialzarsi da soli: da giovane, visto che hai solo 22 anni, quale pensi sia stato il segreto di questa loro crescita? «Adam lo conosco molto bene perché abbiamo giocato insieme diversi anni, ed è sempre stato un ragazzo che non ha mai mollato e ha sempre creduto in se stesso. Vale anche per Marios, purtroppo i momenti negativi capitano a tutti e bisogna trovare in se stessi la forza di rialzarsi. Siamo giovani e abbiamo tutto il tempo per poter migliorare, abbassando la testa e lavorando».

Spesso però i giovani devono andare a cercare spazio altrove: è notizia di oggi la cessione in prestito di Alex Ferrari all’Hellas. È stato così anche per te? Hai deciso di andare a cercare fuori quello spazio che a Bologna non avevi? «Non è facile trovare spazio in grandi squadre ed è giusto fare esperienza altrove. Nel caso in cui hai l’opportunità di dimostrare, bisogna riuscire a farsi trovare pronti. Penso che per Alex sia una buona opportunità, anche perché Verona è una bella piazza per mettersi in mostra».

Come sta andando la tua esperienza a Santarcangelo? «Sta andando bene. Ho avuto un inizio un po’ turbolento per un lieve infortunio ma superato quello sono riuscito a stare bene fisicamente, a trovare continuità e a fornire buone prestazioni».

Tu hai firmato un annuale e il tuo contratto con il club romagnolo scadrà a giugno: è presto per parlare di futuro? «Attualmente sono in prestito, sono legato ancora al Bologna per quest’anno e il prossimo. Adesso penso solamente a dare il massimo per il Santarcangelo e al futuro penserò in estate».

Oggi il Bologna cosa rappresenta per te? «Io sono legato al Bologna sia contrattualmente che emotivamente. Tornare mi piacerebbe moltissimo perché ho iniziato a giocare a calcio nel settore giovanile rossoblù e ho vissuto in Prima Squadra l’anno del ritorno in Serie A, anche se dal punto di vista personale è stata una parentesi un po’ sfortunata. E quindi sì, vorrei tanto poter tornare e restare lì».

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