Monguzzi, primo preparatore di Santurro tra i pro:

Monguzzi, primo preparatore di Santurro tra i pro: “Esplosività e senso della posizione, Antonio è un portiere di sicuro avvenire”

Maurizio Monguzzi, ex estremo difensore di Lecco, Modena, Monza, Pro Sesto e Solbiatese, attuale preparatore dei portieri del Renate in Serie C, è stato il primo ad allenare Antonio Santurro tra i professionisti. Era il 2012, proprio in Brianza, e questo ragazzone di 192 cm faceva già intravedere quelle qualità che lo hanno poi portato fino a Casteldebole. Il prossimo 31 marzo, al Dall’Ara contro la Roma, Santurro farà il suo esordio assoluto con la maglia del Bologna e in Serie A, e per conoscerlo meglio ZO ha contattato proprio Monguzzi, che non si è mai dimenticato di lui.

Maurizio, che ricordo hai di Antonio Santurro? «Quello di un buonissimo ragazzo, una persona spettacolare che lavorava e non si risparmiava mai. E con una struttura da portiere già importante».

Sei rimasto sorpreso quando il Bologna lo ha ingaggiato? «Assolutamente no, ho continuato a seguirlo e anche a Siracusa aveva fatto un campionato strepitoso, è comprensibile che Bucci lo abbia voluto a Bologna. Lo conosceva fin dai tempi delle giovanili del Parma, e appena ha potuto lo ha preso con sé».

Finalmente una grande chance e un po’ di stabilità, dopo tanto girovagare. «Sì, è proprio il caso di dirlo. Se penso ad esempio che il Siracusa lo prese a zero dal Melfi… Ancora non riesco a capire come un ragazzo con le sue doti si sia ritrovato in quella situazione contrattuale».

A proposito, quali sono i suoi punti di forza? «Quando ho iniziato ad allenarlo al Renate non c’era un fondamentale in cui eccelleva, ma sapeva fare tutto: tra i pali, nelle uscite e anche coi piedi. Fin da allora dimostrava un’incredibile esplosività e un grande senso della posizione».

Dalla Serie C direttamente in A: pensi che il doppio salto di categoria si farà sentire? «Non vorrei gufarlo ma spero, anzi, sono convinto che farà bene. Ho sempre pensato che la C gli andasse stretta, ma nel calcio succedono cose inaspettate: magari esce uno che non vale granché solo perché coglie l’occasione giusta al momento giusto, mentre resta nell’anonimato chi di qualità ne ha tante. Francamente non mi stupirei se Santurro facesse strada anche in Serie A».

La partita contro la Roma, per Santurro, sarà l’inizio del futuro. Un futuro che si preannuncia importante. «Per quello che ho visto di persona, per come è cresciuto e per quello che ha fatto a Siracusa, penso che Santurro sia un portiere di sicuro avvenire. E poi in fondo è del ’92, e se giochi in porta a 26 anni sei ancora giovanissimo. Gli auguro tutto il bene possibile perché come ragazzo e come professionista se lo merita».

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