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Nervo: “Il miglior acquisto è avere Donadoni. Diawara non si è comportato da professionista”

Tra dieci giorni il primo impegno ufficiale in Coppa Italia, poco meno di venti all’esordio in campionato. A che punto è questo Bologna? Oggi ZO ne ha parlato con il grande ex Carlo Nervo, il quarto rossoblù di tutti i tempi per presenze nelle competizioni ufficiali (ben 417), dietro soltanto a Giacomo Bulgarelli, Tazio Roversi e Carlo Reguzzoni.

Manca ormai meno di un mese alla fine del mercato: come giudichi, finora, il lavoro fatto dal Bologna? «A me sembra un buon lavoro, anche perché stanno puntando sui giovani. C’è sempre il discorso Diawara in piedi, penso comunque che un paio di colpi il Bologna debba farli entro fine mese: ci vuole un po’ di pazienza».

Anche per te centrocampo e attacco sono i reparti da sistemare? «Assolutamente l’attacco, anche se il Bologna ha Destro che di certo è un campione, ma c’è bisogno di alternative. Penso che Bigon abbia le idee chiare e stia aspettando il momento giusto per affrontare il discorso».

L’attaccante al centro del progetto sarà ancora Destro: giusto così o si rischia di essere troppo vincolati al suo rendimento e ai suoi gol? «Quando hai un giocatore di quel valore è normale che ci tieni, a mio avviso Destro ha tutte le caratteristiche per essere il trascinatore. Ci si aspetta molto da lui e sicuramente, se non avrà grossi intoppi, penso sarà l’uomo squadra»

Per ora sono arrivati giocatori duttili, in grado di giocare sull’esterno ma anche sulla trequarti: a tuo avviso c’è un sistema di gioco che esalta maggiormente le qualità di Destro? «Questa è una domanda da fare a Donadoni, che lo vede tutti i giorni e quindi sa benissimo le caratteristiche dei suoi uomini. La mia idea è che, con un attaccante così, più palloni vengono buttati in area e più facile è segnare. Devono arrivare tanti palloni e in tutti i modi. Anche di testa è fortissimo, ma gli devono arrivare rifornimenti: impossibile fare gol da centrocampo…».

A proposito di centrocampo, che idea ti sei fatto sul caso Diawara? «La faccenda è stata gestita male, ma non dal ragazzo perché è giovane e in poco tempo si è trovato ad altissimi livelli. Sicuramente l’entourage del giocatore non è all’altezza, perché la cosa si sarebbe potuta portare avanti in un modo completamente diverso. Innanzitutto, se uno è professionista lo è per sempre, quindi in ritiro doveva andarci e fare la preparazione. Nel frattempo l’entourage avrebbe dovuto far capire alla società il suo malessere e trovare alternative a questo malessere».

Ma a 19 anni non si dovrebbe essere maturi abbastanza per pensare con la propria testa? «Se si viene dal San Marino e poi ci si trova a giocare in Serie A guadagnando sensibilmente di più, può essere difficile ragionare anche a quell’età. Le persone più grandi di lui, però, e quindi torno all’entourage, dovevano ragionare per il ragazzo».

Sinora sono arrivati due giovani italiani interessanti come Verdi e Di Francesco e due giocatori altrettanto giovani ma già con esperienza internazionale come Krejćí e Nagy: chi può essere la sorpresa della prossima stagione? «Per l’appunto sono ragazzi giovani e trovano un ambiente in cui possono crescere molto bene. Secondo me, Nagy può essere la sorpresa in positivo della stagione».

Ti aspetti il cosiddetto colpo di fine mercato, l’arrivo di un giocatore di livello in grado di accendere anche la fantasia dei tifosi, o si completerà semplicemente l’organico con qualche piccolo ritocco? «Bisognerà aspettare la cessione di Diawara. Se arrivassero soldi freschi, Saputo non è uno che se li tiene ma che li investe nel mercato».

E poi c’è Donadoni, che è una garanzia e potrà partire dall’inizio della stagione… «Sì, il miglior acquisto del Bologna di oggi è senza dubbio l’allenatore».

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