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Nervo: “La notte in discoteca? Non hanno pensato a chi li paga e ai tifosi. Non dovrebbero più farli giocare fino a giugno”

È nel cuore di tutti i tifosi bolognesi per la sua serietà e il suo amore per la maglia, e può essere considerato a tutti gli effetti una bandiera rossoblù. Carlo Nervo visse in prima persona un episodio simile, quando dopo una vittoria sul Milan fu visto dall’allora d.s. Lele Oriali mangiare un panino all’Autogrill a tarda notte. Contattato da Zerocinquantuno per parlare della nottata in discoteca di alcuni giocatori, l’ex ala di Bassano del Grappa ha usato parole molto dure.

Carletto Nervo, ti hanno mai beccato in discoteca quando giocavi? «In discoteca no, in Autogrill sì».

Ma è meglio o peggio? «È meglio. Anche perché avevamo battuto in Coppa Italia il Milan. Poi avevo fame e almeno un panino volevo mangiarlo».

E dovevi proprio andare all’Autogrill di Sasso Marconi? «Era tardi, non avevo voglia di andare in centro. Ho pensato all’Autogrill. Vai a immaginare che avrei trovato Oriali».

Sei stato anche sfigato. «Io non vidi lui, lui vide me. Quando mi sentii chiamare, mi son sentito una merda. Ma oh, avevo fame, e non sapevo dove andare. La mia colpa è stata quella».

E dopo cos’è successo? «Non mi pare che mi abbiano multato. Avevamo anche vinto».

E Ulivieri cosa ti disse? «Le solite sue frasi. “O che sei ciucco… Svegliati!”».

Da allora a oggi è cambiato tutto. «Invece non deve essere cambiato niente. Perché ci sono momenti e momenti, posti e posti».

Cosa vuoi dire? «Sono giovani, ma ci sono anche delle regole. E questo era un momento particolare. Le sconfitte, la contestazione, lo sciopero dei tifosi. Non hanno pensato a chi li paga, a chi li applaude. Hanno sbagliato, punto e basta».

Per il Bologna è stata una ragazzata… «Tutti da giovani abbiamo commesso errori, ma in questo momento sono poco tollerabili».

Se tu fossi un dirigente cosa faresti? «Chiederei all’allenatore di non farli più giocare fino a giugno. Indipendentemente dalla loro importanza».

Sei troppo duro… «Molto. Ma su queste cose non transigo. Sono un dirigente d’azienda e so come ci si deve comportare, do grande rispetto a tutti ma pretendo grande rispetto da tutti».

Sei addirittura peggio di Ulivieri… «Ulivieri ha condizionato molto il mio carattere. Un giorno gli ho detto che gestisco la mia azienda come lui gestiva la squadra».

E lui cosa ti ha risposto? «Che finalmente avevo capito e che la gestivo bene di sicuro».

Sul Bologna di oggi cosa dici? «Dico che c’è un grande presidente, sicuro, e che c’è un grande allenatore. Ma che ci sono anche delle regole. E queste regole vanno rispettate dai giocatori e fatte rispettare dalla società».

Certo se i tifosi sono arrivati a fare sciopero… «Vuol dire che anche loro hanno il sentore che qualcosa non funziona».

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