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Pulga: “Oikonomou può diventare un grande difensore, gli manca l’ultimo salto di qualità”

Tra i giocatori più chiacchierati del momento in casa Bologna c’è sicuramente Marios Oikonomou, in costante ripresa dopo un periodo piuttosto difficile che lo aveva reso quasi irriconoscibile agli occhi dei tifosi rossoblù. In questa sessione di mercato il difensore greco è stato più volte accostato alla Sampdoria, ma le sue recenti prestazioni, unite a qualche infortunio di troppo nel pacchetto arretrato, hanno favorito la sua conferma sotto le Due Torri. Il primo contatto con l’Italia, per il ragazzo nativo di Giannina, avvenne nella stagione 2013-2014 a Cagliari, sotto la guida di Diego Lopez (da oggi nuovo allenatore del Palermo) e Ivo Pulga: solo due presenze in Serie A per lui, ma un’esperienza fondamentale ai fini della sua crescita sul piano personale e calcistico. Anche in vista del match di domenica pomeriggio al Sant’Elia abbiamo contattato proprio Ivo Pulga (una parentesi a Bologna nella stagione 1982-1983, in Primavera), che sul conto di Oikonomou ha speso parole molto importanti.

Mister, nel Bologna gioca un ragazzo che lei conosce molto bene, Marios Oikonomou: che ricordo ha di lui? «A Cagliari conoscemmo Marios grazie ad un DVD che ci aveva dato il presidente Cellino, guardandolo all’opera ci convinse e decidemmo di acquistarlo. Non dimentico la sua grande serietà, si fermava sempre un po’ di più a fine allenamento per correggere i suoi difetti e migliorare, soprattutto sul piano tattico».

E a proposito di migliorare, secondo lei quali sono al momento le principali lacune di Oikonomou? «Marios commette ancora delle ingenuità grossolane che balzano immediatamente agli occhi, come accaduto ad esempio a Torino in occasione del fallo su Sturaro, è un po’ irruento negli interventi, si sente troppo sicuro di sé. La sicurezza da un lato è un pregio ma per un difensore può trasformarsi in un difetto, credo che il suo vero salto di qualità stia nel fatto di capire bene che spesso è meglio temporeggiare, avere pazienza. Tante volte, soprattutto in area di rigore, provare ad accompagnare un attaccante, ad indirizzarlo, è meglio che aggredirlo subito per rubargli palla, è meno rischioso».

Queste sue critiche costruttive sembrano quelle di un padre che vuole vedere il talento del proprio figlio espresso a pieno… «Sì perché in lui credo moltissimo, stiamo parlando di un ragazzo ancora molto giovane a cui potenzialmente non manca nulla per imporsi ad alti livelli: possiede ottime doti fisiche e atletiche, è bravo nel gioco aereo ma anche veloce, ha grande elasticità e resistenza, e poi è molto forte tecnicamente. E sappiamo bene, nel calcio di oggi, quanto sia importante avere in squadra un difensore centrale capace di impostare l’azione».

Intanto domenica si gioca Cagliari-Bologna: come valuta la stagione delle due squadre fin qui e che partita si aspetta? «Cagliari e Bologna sono sulla stessa barca, due squadre già salve in cerca di nuovi stimoli e obiettivi dopo aver raggiunto con largo anticipo e con pieno merito quello principale. Da qui in avanti dovranno essere molto bravi gli allenatori a tenere sempre sul pezzo i loro ragazzi e fargli fare un ulteriore balzo in avanti in termini di mentalità e ambizione. La partita di domenica si preannuncia aperta allo spettacolo, senza grossi tatticismi, anche perché non ce n’è bisogno vista la classifica».

Certo è un po’ triste vedere la Serie A ridotta così, con tutte le retrocessioni già decise a gennaio… «Le tre squadre in fondo, di questo passo, faranno fatica a fare venti punti, e l’anno scorso c’era chi si lamentava di Carpi e Frosinone, che comunque hanno lottato fino all’ultima giornata. Quest’anno la lotta per non retrocedere è già finita a metà campionato e a memoria non ricordo situazioni del genere in passato, il Pescara ad esempio in ventuno incontri non ha vinto nemmeno una volta sul campo, è incredibile».

A Palermo l’ultima carta di Zamparini per tentare il miracolo si chiama Diego Lopez, Pulga invece quando lo rivedremo in panchina? «Al momento purtroppo non c’è niente di concreto, evidentemente non sono bravo a sponsorizzarmi e non ho gli agganci giusti. Quindi per ora me ne sto a casa e aspetto».

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