Sabrina Orlandi: “Corvino ha fatto un ottimo lavoro. Diawara? Non c’è bisogno di vendere”

Calato il sipario sul campionato, è già tempo di iniziare a delineare le strategie in vista della prossima stagione, con il mercato che aprirà ufficialmente i battenti tra poco più di un mese. ZO ha fatto il punto della situazione con la giornalista di èTV Sabrina Orlandi.

Il Bologna ha chiuso la stagione al 14° posto e ora l’obiettivo dichiarato per il prossimo anno è la parte sinistra della classifica. Una crescita che passa solo ed esclusivamente dal mercato o ci sono anche altre componenti? «Sicuramente il mercato farà la differenza, perché prima di pronosticare quale campionato potrà fare il Bologna, occorrerà conoscere la squadra. Di sicuro la differenza quest’anno la farà anche la presenza, sin dall’inizio, dell’allenatore che hanno deciso di avere nel progetto. Lo scorso anno si era partiti con Delio Rossi, ma sapevamo anche che probabilmente è stato così più perché aveva ottenuto la promozione che non per una reale volontà di fare la Serie A con lui: non aveva quella piena fiducia di cui sembra invece godere Donadoni. Certamente aiuterà avere sin dall’inizio l’allenatore, che contribuirà sia a formare la squadra sul mercato, sia a plasmarla sul campo dal ritiro. Le ambizioni di crescita del club sono legate anche al restyling del Dall’Ara e agli introiti che ne dovrebbero derivare, ma questo sembra un discorso che si potrà fare più avanti. Nell’immediato la crescita è soprattutto legata al campo, e questo chiama in causa la squadra, l’aspetto tecnico e il mercato. Servirà anche continuità dirigenziale: qualunque sia il direttore sportivo che arriverà speriamo possa lavorare qualche anno perché cambiare continuamente non aiuta a far crescere un club».

Pensi che la cessione di Diawara sia scontata? «Assolutamente no, non penso che sia scontata. Sono dell’idea che quello che dicono sia reale, e cioè che verrà ceduto solo se dovesse arrivare un’offerta davvero allettante. Diversamente non credo che il Bologna abbia bisogno economicamente di venderlo per poi andare a prendere un altro giocatore che magari costa uguale, se la cifra che offrono non è quella adeguata. La sua cessione può essere probabile, ma non è scontata».

Il messaggio che arriva è comunque chiaro: a differenza del passato, il Bologna non ha bisogno di vendere per fare cassa.  «A sentire sia Fenucci che Di Vaio, il Bologna non ha bisogno di vendere per fare cassa. Che poi il Bologna possa vendere perché nell’ambito del progetto tecnico la cessione di un giocatore può essere funzionale per migliorare la situazione in altre zone del campo, dove hai necessità di inserire giocatori di livello superiore, può essere. Se il Bologna vende Diawara perché con quei soldi poi compra un’ottima seconda punta o un terzino destro, puntellando la squadra dove c’è necessità, potrebbe avere un senso. Non mi sembra che questa società abbia bisogno di vendere semplicemente per fare cassa e solo per rientrare di alcuni soldi».

Sono le stesse valutazioni che si possono fare per Giaccherini? «In questo caso la situazione è diversa perché si tratta di un tipo di investimento diverso e sono trattative diverse. La volontà di tenerlo c’è, bisogna trovare la condizione economica adeguata al valore del giocatore oggi, senza dimenticare che il Bologna si ritroverà un giocatore reduce dall’Europeo, quindi forse con meno obiettivi e un po’ più di stanchezza. Quest’anno Giaccherini ha giocato anche molto bene, aveva un forte obiettivo come quello di riconquistarsi la Nazionale e giocare l’Europeo. In più, in caso di riscatto, verrà probabilmente fatto un biennale o un triennale, verrà portato a scadenza di contratto e non ci sarà quella plusvalenza che si potrebbe invece avere contrattualizzando un giocatore giovane che nel tempo si può pensare di riutilizzare sul mercato. Sono due cose diverse, credo che la volontà sia di tenere entrambi ma poi saranno le condizioni del mercato a decidere».

Per quanto riguarda le entrate cosa dobbiamo aspettarci? Tra i 4-5 acquisti ipotizzati potrebbe esserci anche un giocatore in grado di accendere la fantasia dei tifosi? «A sentire i dirigenti, direi di no. Lo stesso Saputo, nell’ultima intervista rilasciata a Sky, ha detto che i campioni fatti e finiti non verranno acquistati e si cercherà di costruirli in casa. Stando dunque a queste dichiarazioni credo di no, poi non si sa mai che in fase di mercato, magari negli ultimi giorni, si possano creare le condizioni per un arrivo che sia funzionale alla squadra e quindi utile all’aspetto tecnico e magari anche a quello del marketing e della fantasia del tifoso. Non si può escludere a priori, ma sentendo la linea che si sono dati non è quello che stanno cercando: poi non si sa mai».

Quanto può complicare le cose il fatto che non c’è ancora un d.s.? «Direi il giusto. Se, come credo, l’accordo con Sabatini c’è e si libererà soltanto tra un mese abbondante, si può intanto iniziare a lavorare sottotraccia. Se invece c’è davvero la possibilità che Sabatini alla fine non venga liberato dalla Roma, il rischio sarebbe quello di aver perso un mese ad aspettare certamente l’uomo giusto, ma che se poi non arrivasse potrebbe causare qualche difficoltà nell’andare su altri d.s. che non è detto ti aspettino tutto questo tempo. Immagino abbiano garanzie, per cui anche se l’arrivo di Sabatini dovesse arrivare ufficialmente a fine giugno o inizio luglio, cambierebbe poco: sul mercato si può lavorare anche a fari spenti».

Che bilancio si può fare di questo anno e mezzo di Corvino? Alcuni acquisti si sono certamente rivelati azzeccati mentre probabilmente da altri ci si aspettava un po’ di più «Direi che ha fatto un ottimo lavoro, soprattutto per il tipo di budget che ha avuto l’anno scorso e che gli è stato dato in fasi diverse.  Secondo me ha fatto un’ottima squadra, gli era stato chiesto di rifondare il Bologna e di salvarsi. Ha rifondato il Bologna – visto che ha preso tutti giocatori nuovi a parte quei pochi reduci dalla B come Masina, Morleo e Oikonomou – facendo anche ottimi acquisti. Alcuni giocatori, poi, come Crisetig e Pulgar, non si possono bocciare a priori perché non c’è stato ancora ad oggi il tempo di aspettarli e vedere quello che possono valere: tra qualche anno si potrà dire se sono stati acquisti sbagliati o meno. Credo che abbia lavorato molto, molto bene».

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Foto: Valentino Orsini