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Salvatori:

Salvatori: “Con Falletti e Avenatti il Bologna ha fatto un grande affare”

Una discreta carriera da giocatore, fra Serie B e Serie C, e una grande carriera da dirigente. Quando si parla di calcio e di mercato, Fabrizio salvatori non è esattamente l’ultimo arrivato: responsabile del settore giovanile prima a Napoli e poi a Palermo, direttore sportivo a Pesaro, Pistoia, Ascoli, Perugia, Torino, Bologna, Padova e infine Trapani, dove purtroppo è incappato in una retrocessione beffarda e dolorosa. Oggi lo abbiamo contattato per farci raccontare le sue sensazioni e per parlare dei prossimi acquisti del Bologna, in particolare Cesar Falletti e Felipe Avenatti, avversari proprio del club siciliano e di Salvatori nell’ultimo campionato cadetto.

Fabrizio Salvatori, perché non sei rimasto a Trapani? «Perché sono una persona seria».

In che senso? Se fossi rimasto non lo saresti stato? «No, avrei pensato solo ai soldi e io non l’ho mai fatto. È un girone che non conosco, e ho preferito non mettere in difficoltà la mia società. Il presidente mi ha invitato a restare, ha insistito, ma io gli ho detto che era meglio così».

Solo per un fatto di riconoscenza? «Sì, perché questo girone di Lega Pro lo vinci solo se lo conosci bene, compreso tutto quello che c’è sotto e quello che c’è dietro. Con me il Trapani non avrebbe vinto.

Sei una mosca bianca… «Purtroppo le mosche bianche non vengono apprezzate. Ho vinto a Torino e sono rimasto a casa. Ho vinto a Bologna e sono rimasto a casa, e tu sai come sono andate le cose. Ora non ho vinto, sono retrocesso ma volevano che restassi, però ho deciso di rimanere a casa ugualmente».

Sei ancora deluso per come è finita? «Sai, abbiamo fatto una grande rimonta, poi abbiamo perso le ultime tre partite. Abbiamo pensato che saremmo stati salvi battendo il Cesena e abbiamo giocato per vincere, senza considerare che sarebbe stato comunque importante non perdere. Mi fermo qua».

Cosa vuoi dire? «Mi lasciano molti dubbi i risultati di alcune partite, non voglio pensare che ci siano state delle truffe».

Non vuoi pensarlo, ma lo pensi… «Guarda, quello che è successo negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti, i processi che ci sono stati lo dimostrano».

Sei una mosca bianca anche in questo senso… «Sono fatto così, mi sono sempre comportato in modo corretto e leale, evidentemente se ho perso ho sbagliato qualcosa anch’io. Ma non posso fare quello che non ho mai fatto e non farò mai».

Hai giocato contro Falletti e Avenatti, cosa ne dici? «Il Bologna ha fatto un grande affare».

Sei diplomatico… «Assolutamente no, dico la verità, per me Falletti e Avenatti sono due buoni giocatori, il Bologna può fare plusvalenze importanti. Falletti è più pronto per la Serie A rispetto ad Avenatti, ma quest’ultimo ha tutte le potenzialità per diventare un attaccante importante».

Lo dicevi anche di Petkovic. «Bruno era e resta un buon giocatore, se il Bologna avrà la pazienza di aspettarlo vedrete quello che farà. E lo stesso discorso vale appunto per Avenatti».

Avenatti e Petkovic si somigliano? «Fisicamente sì, poi Petkovic è più forte tecnicamente, mentre Avenatti si muove da grande centravanti. Ha un limite per ora, si fa mettere i piedi in testa nonostante il suo fisico imponente, quando capirà che nel calcio bisogna essere cattivi sarà inferiore solo a pochi altri. Ve l’ho detto, per me il Bologna ha fatto un’operazione intelligente. E vi accorgerete di quanto è bravo Falletti».

È più forte di Falco? «È molto più completo, ha grandissima qualità e una tecnica eccezionale, tra le linee sa essere decisivo».

È più trequartista che esterno, ci sembra di capire… «Io l’ho visto giocare sempre tra le linee, non so se potrà adattarsi al ruolo di esterno. Certo è che Falletti può avere un grande futuro anche in Serie A. Se non sbaglio lo voleva Gasperini all’Atalanta, ed è stato accostato pure al Napoli. Quanti anni di contratto gli ha fatto il Bologna?».

Ancora non si sa, intanto posso dirti che ha fatto quattro anni a De Maio e Gonzalez. «Sono due buoni giocatori, soprattutto De Maio mi piace molto, ma se devo dire la mia…».

Certo, qual è la tua opinione? «Non voglio mettere il naso in casa altrui, in fondo ognuno si comporta come vuole, io però gli avrei fatto un contratto biennale. Ma questo è solo il mio modo di agire, magari il Bologna ha fatto la scelta giusta, certo è un rischio per la società. Perché a quell’età non devi fare la pensione ai giocatori».

E di Poli cosa pensi? «Quest’anno non ha giocato tanto, ma quello che ha fatto alla Sampdoria e poi al Milan evidenzia quanto sia un giocatore importante. Se nei primi due anni lo è stato per il Milan, a maggior ragione lo sarà anche per il Bologna. Porterà corsa, mestiere ed esperienza, nonostante sia ancora giovane. Non è Dzemaili, la gente non si aspetti da lui le stesse cose, ma come persona e come giocatore Poli ha lo stesso spessore».

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