Pescara corsaro a Bologna solo nel 1987, l'ultimo precedente è il pareggio della promozione in A

Sansone: “Bologna mi ha fatto sentire a casa, ricorderò per sempre il gol della promozione”

Minuto 37 di Bologna-Pescara: passaggio al centro di Acquafresca, intervento in spaccata di Torreira, palla che rimane lì, sinistro secco sotto la traversa a infilare Fiorillo. Martedì 9 giugno 2015, quello appena segnato da Gianluca Sansone è il gol che di fatto vale Serie A, anche se da lì al triplice fischio se ne vedranno di tutti i colori, uno spettacolo per cuori forti. Dopo Marronaro, Bresciani e Marazzina, anche il nome del bomber di Potenza va ad aggiungersi alla lista dei giocatori che hanno impresso il proprio sigillo su una promozione dei rossoblù dalla cadetteria al massimo campionato italiano. Solamente sei mesi sotto le Due Torri per Sansone, sufficienti però per entrare nella storia del club, con 23 presenze e 7 reti, quasi tutte decisive. Oggi, a distanza di 528 giorni da quella magica notte, lo ritroviamo in forza al Novara, con lo stesso mancino chirurgico e la stessa voglia di andarsi a prendere la categoria che più si addice al suo talento.

Gianluca, qual è la prima cosa che ti viene in mente pensando a Bologna? «Senza alcun dubbio l’ambiente e l’atmosfera che si respira al Dall’Ara prima delle partite, e l’entusiasmo contagioso del pubblico rossoblù».

L’adrenalina e la gioia per quel gol bellissimo e fondamentale, sotto la Curva Bulgarelli, sono ancora vive in te? «Assolutamente sì, penso sia il gol più importante della mia carriera, lo ricorderò per sempre».

Quanto ti rende orgoglioso sapere di aver scritto, insieme ai tuoi compagni di allora, una pagina molto importante nella storia del club rossoblù? «È veramente una soddisfazione immensa aver contribuito al raggiungimento di un traguardo così importante per un club altrettanto grande come il Bologna».

Come ti sei trovato sotto le Due Torri, seppure per un breve periodo? «Davvero benissimo, conoscevo già l’ambiente emiliano per aver giocato a Sassuolo ma devo dire che a Bologna il feeling con la gente è stato forte sin dall’inizio e non è mai venuto a mancare, mi sono sempre sentito a casa mia».

In quei primi mesi della gestione della gestione Saputo c’era già la sensazione, tra voi giocatori, che le cose per il Bologna stessero cambiando davvero in grande? «Quando sono arrivato io la gestione Saputo era iniziata appunto da qualche mese, ma si vedeva già che il presidente aveva le idee molto chiare, e la testimonianza sono proprio le ottime cose che sta facendo sia a Bologna che a Montreal».

Oltre a Federico Casarini, che attualmente gioca con te a Novara, senti ancora qualcuno di quella squadra? In particolare, hai più avuto contatti con i due allenatori, Diego Lopez e Delio Rossi? «Non ho più sentito nessuno degli allenatori, mentre fra i compagni sento ogni tanto il mitico Gennaro Troianiello».

C’era o c’è ancora un po’ di rammarico per non essere stato riscattato dal Bologna e non aver quindi potuto disputare la Serie A con la maglia rossoblù? «Sono contento di quello che ho fatto in rossoblù. Le ragioni del mio mancato riscatto bisognerebbe chiederle al club, ma ormai è acqua passata».

Nella scorsa stagione a Bari 32 presenze in B, 5 gol e un sogno promozione svanito nel turno preliminare dei playoff proprio contro il Novara: cosa ti porti dentro dell’esperienza in Puglia? «Non avevo mai giocato in una piazza così calda, la passione che trasmettono i tifosi del Bari è indescrivibile. È stato un grande dispiacere non riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati, ma nonostante tutto conserverò sempre un bel ricordo della passata stagione e di una città dove ho ancora tanti amici».

Quest’anno una nuova avventura a Novara, in una società ambiziosa che da tempo è anche un modello di organizzazione: quali sono i tuoi obiettivi personali e quelli di squadra per il campionato 2016-2017? «Il mio obiettivo personale è quello di fare meglio possibile con questa maglia, per raggiungere prima di tutto la salvezza. Una volta tagliato questo traguardo potremo eventualmente pensare ad altro».

Di nuovo in gol, la scorsa domenica contro il Frosinone, dopo oltre due mesi: nonostante la sconfitta, ti sei finalmente tolto un peso? «Per me il gol è solo la ciliegina sulla torta, io sono contento prima di tutto quando gioco bene, mi diverto in campo e riesco ad aiutare la squadra. Poi è chiaro che, osservando il mio curriculum, i tifosi si aspettino sempre tanti gol, ma segnare non è il mio pensiero primario».

Come ti trovi in città e nello spogliatoio, con mister Roberto Boscaglia e i nuovi compagni? «Mi sono trovato bene fin da subito perché tutto l’ambiente è molto accogliente e familiare, dai compagni di squadra al mister, fino allo staff sanitario e ai magazzinieri».

Sei soddisfatto della tua carriera fin qui o ritieni di aver ottenuto meno occasioni importanti di quanto effettivamente meritavi, soprattutto in Serie A? «Non ho alcun rimpianto: a 18 anni giocavo in Eccellenza, a 25 ho raggiunto la massima serie, penso che ognuno di noi raccolga ciò che ha seminato, nel calcio come nella vita».

Per concludere, un saluto o un pensiero per i tifosi del Bologna, che ti ricordano sempre con grande affetto. «Li ringrazio per l’affetto che non mi hanno mai fatto mancare, spero che quanto ho fatto in campo con addosso la maglia rossoblù sia stato all’altezza della loro passione e del loro attaccamento. Gli faccio un grosso in bocca al lupo!».

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