Moussa Souare in azione con la maglia del Bologna

Souare: “A Bologna stavo bene ma non mi hanno confermato, ora sono all’Inter”

Nell’estate in cui un giovane guineano di 19 anni, Amadou Diawara, è balzato agli onori della cronaca prima per le sue bizze e poi per il suo passaggio dal Bologna al Napoli, un suo connazionale di un anno più giovane ma molto promettente ha lasciato Casteldebole nel silenzio generale. Stiamo parlando di Moussa Souare, attaccante che nella stagione 2015-2016 ha realizzato 8 gol nel campionato Primavera, 3 nella Coppa Italia di categoria e 1 al Torneo di Viareggio. Nonostante le ottime prestazioni e un trasferimento dal Santarcangelo in prestito con obbligo di riscatto, il club rossoblù ha deciso un po’ a sorpresa di non confermarlo. Pochi giorni fa la notizia del suo approdo all’Inter, dove farà parte della formazione Primavera allenata da Stefano Vecchi. Oggi lo abbiamo contattato per saperne di più e ascoltare il suo parere sulla vicenda.

Moussa, 12 gol con la Primavera nella scorsa stagione non sono bastati per essere confermato al Bologna: perché? «Su questa cosa non posso dire niente, dovete chiedere al Bologna. È vero, ho fatto diversi gol, ma non sono stato confermato. Ringrazio tanto il Santarcangelo che in estate mi ha ripreso con sé e mi ha dato la possibilità di allenarmi con loro anche da svincolato, poi è arrivata la chiamata dell’Inter».

A proposito dell’Inter, com’è iniziata questa nuova avventura e come ti trovi? «Sono davvero molto felice di essere tornato a giocare e ribadisco il mio grazie di cuore al Santarcangelo per l’aiuto che mi ha dato. Qui all’Inter mi trovo bene, per me è una grandissima opportunità, anche se comunque mi avrebbe fatto piacere restare a Bologna».

Dopo la tua partenza hai ricevuto qualche telefonata da dirigenti o ex compagni di squadra? «No, non mi ha chiamato nessuno, e anche io non ho più cercato nessuno. All’inizio mi sono ritrovato da solo e ho davvero temuto di restare senza squadra, poi per fortuna sono stato contattato dall’Inter».

Il tuo trasferimento del 2015 dal Santarcangelo al Bologna non prevedeva un obbligo di riscatto? «Sì, ero in prestito dal Santarcangelo con obbligo di riscatto, che credo sia stato esercitato, però alla fine hanno deciso di non trattenermi. Non so altro».

Peccato, perché con la maglia rossoblù hai lasciato intravedere un grande potenziale. «Non lo so, forse per loro non ero abbastanza bravo. Io a Bologna stavo bene, sia con la squadra che in città, e non è stata una mia scelta quella di andare via, ma sono cose che evidentemente nel calcio possono succedere. Ora sono all’Inter e spero di crescere e migliorare qui a Milano».

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