Dalla parte di Marco

Di Vaio: “È il momento di dare fastidio alle big. Destro-Verdi la coppia del presente e del futuro”

Il derby dell’Appennino all’orizzonte, con l’obiettivo di giocare un brutto scherzo alla Fiorentina, continuare la striscia di risultati utili e regalare un pomeriggio speciale ai tanti tifosi rossoblù che invaderanno il Franchi.  Domenica allo stadio ci sarà anche il presidente Joey Saputo, che il giorno dopo presenterà la nuova ala del centro tecnico di Casteldebole, un altro passo importante verso un futuro radioso. È un Bologna che ha voglia di crescere, dentro e fuori dal campo, e oggi per fare il punto della situazione abbiamo intervistato in esclusiva il club manager Marco Di Vaio.

Marco, iniziamo dal rettangolo verde e da una sfida mai banale, quella con la Fiorentina: c’è da rinfrescare la vittoria del 2010, firmata da te e Gimenez… «Arriviamo a questa partita nel momento giusto, consapevoli che andremo a giocare su un campo difficile ma con tanta voglia di fare bene e dare continuità agli ultimi due risultati. Quest’anno siamo un po’ mancati nelle sfide contro le cosiddette grandi, quindi andiamo alla ricerca di qualcosa di nuovo e stimolante per tutta la squadra».

Quella preoccupazione che sembrava frenare un po’ i giocatori, di cui più volte tu e anche Donadoni avete raccontato, è finalmente scomparsa? «Spesso la consapevolezza del proprio valore passa attraverso risultati importanti e magari inaspettati, cosa che quest’anno di fatto ci è capitata solo con Inter e Lazio all’andata. Come dicevo pocanzi, c’è la voglia di tirare fuori una bella prestazione a Firenze, perché i ragazzi sanno che il rendimento contro le prime della classe è stato un po’ il neo della stagione. Nei match con le nostre dirette concorrenti abbiamo sempre disputato gare di buon livello e portato a casa parecchi punti, ora è il momento di invertire la rotta e provare a dare fastidio anche alle big».

E per cominciare, la presenza di tanti tifosi rossoblù al Franchi non può che essere d’aiuto: gli ultimi due successi hanno riportato entusiasmo, e il vuoto lasciato al Mapei Stadium sembra già un lontano ricordo… «Il lavoro di tutti noi, dentro e fuori dal campo, è finalizzato a far felice i tifosi. Sapere che tanta gente verrà al Franchi, a distanza di tre settimane da quando accaduto a Reggio Emilia, è sicuramente uno stimolo e una responsabilità in più. Il pubblico di Bologna, comunque, non ha mai smesso di sostenerci, quello del Mapei Stadium è stato un episodio isolato che peraltro ha fatto riflettere molto la squadra. Due domeniche fa, nel secondo tempo contro il Chievo, la spinta del Dall’Ara è stata fondamentale per ribaltare il risultato, e alla fine i ragazzi erano molto felici di aver regalato una bella soddisfazione alla tifoseria».

A Firenze ci sarà anche il patron Joey Saputo, che tu conosci meglio di tanti altri: qual è il suo stato d’animo attuale, il suo livello di soddisfazione per come stanno andando le cose? «Il suo entusiasmo iniziale non è cambiato di una virgola, anzi, si sente sempre più preso da questo progetto. Sta iniziando a vedere i primi risultati del nostro lavoro, un lavoro che come abbiamo sempre detto dovrà procedere per gradi secondo una precisa programmazione, e che quindi richiede pazienza. La sua idea di club sta pian piano prendendo forma e questo lo rende orgoglioso, ha una gran voglia di fare e la trasmette sia alla dirigenza che alla squadra ogni volta che viene a Bologna, ci regala serenità, è una figura estremamente importante per tutti noi».

Intanto lunedì prossimo verrà presentata la nuova ala del centro tecnico Niccolò Galli, un altro traguardo importante raggiunto in breve tempo. «Gli investimenti sulle infrastrutture sono uno dei punti essenziali del progetto. Questa proprietà, in appena due anni, ha già reso più bello e confortevole lo stadio, ha acquistato il centro tecnico, lo ha ampliato e modernizzato per favorire il lavoro sia della Prima Squadra che di tutto il settore giovanile, queste cose fanno capire bene in che direzione stia andando il club. Guardiamo al futuro, guardiamo ai giovani, abbiamo tanti ragazzi che giocano in Nazionale e portano il nome del Bologna in giro per il mondo, Saputo sta poggiando delle basi che dureranno per tanto tempo e permetteranno alla società di crescere nel modo giusto».

A proposito di nazionali, martedì sera Simone Verdi ha fatto il suo debutto in maglia azzurra. Dall’interno vi state rendendo conto di quanto questo ragazzo sia amato e faccia sognare i tifosi? C’è la volontà di farlo diventare il simbolo del Bologna? «Noi siamo stati i primi a credere veramente in Simone, eravamo certi che potesse fare bene. Peccato solo per quell’infortunio, senza di quello sarebbe stato ancora più decisivo, visto come aveva iniziato il campionato. Lui ha dichiarato amore a questa società, dimostrando riconoscenza verso chi gli ha dato una grande opportunità in un momento un po’ particolare della sua carriera, e noi siamo molto felici di questo. È un giocatore importante e amato da tutti, così come peraltro è amato Destro, nonostante quest’anno abbia attraversato periodi non facili, ma Bologna è così e io la conosco bene, la piazza ha bisogno di rispecchiarsi in calciatori importanti, soprattutto d’attacco. Mi auguro che anche Mattia possa tornare a far sognare la gente con i suoi gol e continuare a formare insieme a Simone una coppia d’oro per il club, in grado di portare risultati e trascinare sempre più pubblico allo stadio, in primis i bambini: questi due ragazzi sono volti importanti per il presente e il futuro della squadra».

Al di là di quello che sarà il suo futuro, di cui parlerete insieme a Saputo nei prossimi giorni, vi aspettavate un exploit del genere da parte di Dzemaili? «Penso che neanche lui si aspettasse una stagione così, Bologna però fa questo effetto e io l’ho provato sulla mia pelle, lo stesso discorso può essere fatto per Baggio, Signori, Gilardino, Giaccherini e tanti altri. Questa piazza ha un’innata capacità di rigenerare i giocatori, specialmente quelli dell’età di Blerim, che fin qui ha disputato un campionato fantastico e ritengo che possa concluderlo migliorando ancora».

Da quasi un anno l’area tecnica è nella mani del ‘tridente’ Bigon-Di Vaio-Donadoni: come procede il vostro lavoro e come vanno le cose fra voi? «Operiamo in grande sintonia, ognuno con il suo carattere e le sue idee ma con grande rispetto dei ruoli e delle competenze altrui, questo penso sia fondamentale. Il nostro obiettivo primario come gruppo di lavoro è quello di crescere e migliorare sempre di più nel presente, parallelamente alla squadra, ma come detto stiamo anche poggiando le basi per un domani importante, per realizzare passo dopo passo il progetto che ha in mente Saputo. Un progetto stimolante e ambizioso che vuole assicurare al club un futuro all’altezza del suo blasone».

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