3 è un numero magico

3 è un numero magico

Three is a magic number. Yes it is, it’s a magic number (Bob Dorough, ‘Three Is a Magic Number’, 1973) – Un istante dopo aver segnato il primo gol ufficiale del Bologna 2019-2020, Andrea Poli alza tre dita verso la tribuna. Una dedica della quale in mixed zone non vorrà svelare i destinatari, ma anche un numero che si posiziona a metà tra la premonizione e il marchio di fabbrica. Tre, come i gol totali che il Bologna avrà segnato a fine partita al Pisa e che nelle ultime settimane aveva rifilato anche a Schalke 04, Augsburg e Villarreal. Le prime tre reti di questa stagione nuova di zecca, dopo che la scorsa si era conclusa con una vittoria sul Napoli, guarda caso, per 3-2.
L’intera gestione Mihajlovic, da questo punto di vista, presenta numeri straordinari. Nelle 17 gare ufficiali in cui il Bologna è stato guidato dal serbo (o dal suo staff, come nel caso del freschissimo successo in Coppa Italia), sono state ben 7 le volte in cui rossoblù hanno segnato almeno 3 reti. I 22 gol totali raccolti dai felsinei in quelle occasioni sono stati frutto di 3 autoreti, 2 marcature di difensori (Dijks contro il Chievo e Lyanco contro il Parma), 8 centri di centrocampisti (4 di Pulgar, 2 di Poli, 1 di Dzemaili e Soriano) e 9 timbri del pacchetto offensivo (con Orsolini ad insaccare la sfera per 5 volte e Santander per 2, a cui vanno aggiunte le singole apparizioni di Destro e Sansone).
Fino a che il Bologna riesce ad arrivare in porta con tanta eterogeneità, ottiene risultati da lustrarsi gli occhi: 6 vittorie e 1 pareggio nelle 7 gare prese in analisi, e una differenza di +13 tra reti segnate e subite. Quando, al contrario, il peso dei gol grava solamente sugli attaccanti, il panzer rossoblu si trasforma in una monovolume.
Nelle restanti 10 gare targate Sinisa, i felsinei hanno infatti bucato la porta avversaria solamente 10 volte, ben 7 delle quali per merito di un giocatore offensivo: 3 gol per Destro e 1 ciascuno per Santander, Sansone, Palacio e Orsolini, mentre le restanti 3 segnature portano la firma di Pulgar (2 volte) e Soriano. In questo campione di gare, il Bologna ha ottenuto 11 punti (una media da semplice salvezza, decisamente insolita per Mihajlovic), frutto di 3 vittorie, 2 pareggi e ben 5 sconfitte, e ha fatto registrare un saldo negativo di -3.
Stando a questi numeri, trova conferma il concetto secondo cui si ottengono risultati di gran lunga migliori quando tutta la squadra contribuisce attivamente a entrambe le fasi, piuttosto che ragionando per compartimenti stagni. Insomma, quando il Bologna fa quadrato non ce n’è per nessuno, quando si spezzetta per il campo diventa invece vulnerabile. Una buona notizia, in un momento in cui è proprio sulla compattezza del gruppo e l’unità d’intenti che giocoforza Dzemaili e compagni si sono trovati a dover lavorare. Se i rossoblù riusciranno a trasferire in campo, sotto forma di applicazione tattica, lo sforzo mentale fatto nelle ultime settimane, la premonizione di Poli potrebbe avverarsi sempre più spesso.

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Foto: bolognafc.it