Rassegna stampa 31/05/2019

Canzone del maggio

 

Convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco (Fabrizio De Andrè, ‘Canzone del maggio’, 1973) – Venti punti in diciannove partite. Ma come, il recente bottino del Bologna non era di ventitré punti in tredici gare? Certamente, e infatti la statistica non si riferisce ai rossoblù, bensì al loro tecnico. Più nello specifico, ai punti che Mihajlovic ha raccolto nell’arco della sua carriera in panchina durante il mese di maggio. Nonostante negli ultimi anni si sia affermato come una guida più che credibile, Sinisa ha nelle ultime sfide stagionali un vero e proprio tallone d’Achille.
Alla sua prima avventura come allenatore, iniziata nel 2008-2009 proprio sotto le Due Torri, a giocarsi dei punti a maggio non ci arriva nemmeno: ingaggiato all’11^ di campionato per sostituire Arrigoni, viene poi esonerato alla 31^, il 14 aprile, e tocca a Papadopulo trainare il Bologna verso una soffertissima salvezza.
Anche all’inizio della stagione seguente non trova una squadra disposta ad ingaggiarlo, ma dopo quindici giornate il Catania si ritrova fermo a nove punti, e il presidente Pulvirenti decide che è arrivato il momento di cambiare: fuori Atzori, dentro il serbo. Quest’ultimo non solo riesce nell’arduo compito di salvare gli etnei, ma chiude addirittura la stagione in bellezza, con un maggio da imbattuto frutto di tre risultati utili consecutivi contro Juventus, Bologna e Genoa (rispettivamente pareggiando 1-1 le prime due e vincendo 1-0 l’ultima).
L’ottimo lavoro svolto in Sicilia gli vale la chiamata della Fiorentina per l’annata 2010-2011, che la Viola conclude al nono posto e durante la quale Sinisa riesce a centrare una serie di otto risultati utili consecutivi, rimanendo imbattuto da febbraio ad aprile. Nemmeno all’interno di una stagione complessivamente positiva, però, maggio sorride al nativo di Vukovar. La Fiorentina inaugura il mese travolgendo quella che allora era una grande Udinese (quarta alla fine), ma nelle successive tre partite raccoglie solamente due punti, perdendo con l’Inter e pareggiando contro il Bologna e il già retrocesso Brescia.
Rimane a Firenze anche la stagione seguente, la più breve della sua carriera: viene esonerato all’11^ giornata, dopo aver perso contro il Chievo, e rimpiazzato da Delio Rossi.
Si reinventa due anni più tardi, subentrando dopo dodici turni alla guida della Sampdoria per sostituire proprio Delio Rossi: salva la squadra addirittura con cinque giornate d’anticipo, ma come spesso gli capita a maggio appassisce anziché fiorire, finendo per raccogliere un solo punto nelle ultime tre partite.
Il campionato 2014-2015, vissuto sempre nella Genova blucerchiata, è straordinario. Mihajlovic conduce la Samp fino al settimo posto e fa esplodere Eder, che a fine anno si meriterà anche una chiamata in Nazionale. Ma il suo maggio? Dopo un’intera annata a passo europeo, vede uno scarnissimo bottino di cinque punti in altrettante sfide.
Per la terza e purtroppo non ultima volta in carriera, nel 2015-2016 non riesce a portare a termine l’incarico, quello sulla panchina del Milan, arenandosi alla 32^ giornata. Chiamato per la prima – e anche in questo caso non ultima – volta a prendere il posto di Filippo Inzaghi, Mihajlovic è dunque costretto a svestire il rossonero nei primi giorni di aprile.
Prima di rimpiazzare nuovamente Pippo, a cui è fatale l’imbarcata casalinga contro il Frosinone, il serbo transita sulla sponda granata di Torino e ci resta un anno e mezzo: nel 2016-2017, a maggio, conferma la media salvezza che è abituato a tenere in questo periodo dell’anno, strappando quattro punti in quattro partite. L’anno successivo gli viene concesso di allenare per un solo girone, costretto poi a lasciare il posto a Mazzarri.
E nel 2019, che maggio vivrà il Bologna? Nelle sue ultime dichiarazioni, il mister è stato chiarissimo: è il momento di essere ambiziosi e di non concentrarsi sulle squadre ormai alle spalle, bensì su quelle da sorpassare. Affinché i rossoblù possano effettivamente riuscire a migliorare ulteriormente la loro classifica, Sinisa dovrà riuscire a sfatare un tabù che dura da più di una decade. E a giudicare dal mezzo miracolo che hai già compiuto, lavorando alla grande insieme ai suoi ragazzi, questo potrebbe essere davvero l’anno giusto.

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