Ce lo chiede l'Europa

Ce lo chiede l’Europa

Che poi quando sto con te sono più lucido e produco di più, perciò lo vedi anche tu che è l’Europa che ce lo chiede (Dutch Nazari, ‘L’Europa’, 2018) – Il dado è tratto. Lunedì, durante la lettura del discorso che si era preparato per la stampa, Joey Saputo ad un certo punto ha alzato la testa e in favore di telecamera ha ribadito due parole che riassumono perfettamente l’intera conferenza: «Mai più». Mai più un Bologna invischiato nella lotta per non retrocedere, alla costante, estenuante e a volte infruttuosa ricerca di quel punticino utile a migliorare la stagione precedente. È arrivato il momento di sognare, o se non proprio di sognare quantomeno di sdraiarsi più comodi, rilassarsi e godersi il sonno, senza paura di cadere giù dal letto.
Il Bologna versione 2019-2020 terrà sotto il cuscino un biglietto di sola andata per l’Europa, e se non riuscirà a raggiungerla non ci sarà da farne un dramma, l’importante sarà aver evitato i soliti, ricorrenti incubi. Per farlo, cercherà di confermare in blocco alcuni dei principali artefici della cavalcata da 30 punti in 17 partite: l’accordo raggiunto con la Juventus per trattenere almeno un’altra stagione Orsolini sotto le Due Torri è notizia di ieri, i riscatti di Sansone e Soriano sono ormai cosa fatta, per Lyanco ci si siederà al tavolo con un osso duro come Cairo e si valuterà il da farsi, e riguardo la permanenza di Mihajlovic trapela un cauto ottimismo.
In un altro passaggio della conferenza stampa di fine stagione, Saputo era stato chiarissimo in questo senso: «È cambiata la mentalità della società». I pezzi pregiati della rosa si cercherà di trattenerli, e come guida probabilmente si confermerà un tecnico che ha fatto del non accontentarsi mai il suo mantra. Basteranno queste mosse e gli altri innesti promessi per poter anche solo vagheggiare l’idea di agguantare l’Europa League? Chissà, ma d’altronde non è questo l’obiettivo primario individuato dal patron. Quello si chiama ‘parte sinistra della classifica’, e nonostante la tremenda sofferenza da agosto a gennaio è già stato raggiunto nel campionato appena concluso. Sarà proprio il decimo posto la base da cui ripartire, e forse stavolta non servirà un ‘miracolo’ (cit. Sinisa) per salire il gradino successivo.

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