Differenze

Nessuna conseguenza

Di quel che è stato non resta nessuna conseguenza (Fiorella Mannoia, ‘Nessuna conseguenza’, 2016) – Perché si riesca ad attribuire loro il giusto peso, le scelte di formazione operate da Mihajlovic contro l’Atalanta dovranno passare dal più antico dei setacci: il tempo. Se il Bologna riuscirà a battere il Chievo e soprattutto non risentirà moralmente e aritmeticamente della brutta sconfitta di Bergamo, allora il serbo sarà stato un attento gestore del materiale umano a sua disposizione. Al contrario, se disgraziatamente i rossoblù dovessero mancare l’appuntamento con la vittoria contro l’ultima in classifica, già lunedì notte Sinisa verrebbe spinto senza tante cerimonie sulla graticola della critica. Quel che già oggi è certo, è che giovedì sera il tecnico felsinei si è assunto un bel rischio, sconfessando se stesso e il suo credo per novanta minuti ed evidenziando la poca profondità di un organico che, privato dei suoi titolari, è affondato nel giro di quindici minuti.
Al termine della gara, quando gli è stato chiesto se temesse che una sconfitta così pesante potesse rappresentare un forte contraccolpo psicologico, Mihajlovic ha negato fortemente, asserendo di aver visto negli occhi dei suoi ragazzi «la luce giusta», quella che ti fa tornare al campo d’allenamento l’indomani come se nulla fosse successo. L’ha detto con la certezza di chi non sbaglia una previsione del genere, l’ha detto l’allenatore che (sarà un caso) nella conferenza della vigilia aveva in qualche modo messo le mani avanti, avvisando la piazza che prima o poi la squadra sarebbe potuta incappare in un brusco passo falso: «Non siamo dei robot, so che potrebbe arrivare la partita in cui non saremo capaci di dimostrare quello che sappiamo fare, spero solo che arrivi il più tardi possibile o comunque non negli appuntamenti cruciali».
Un virgolettato che, riletto ora, sa tanto di profezia, la dichiarazione di un allenatore che nei giorni precedenti aveva già parlato con alcuni uomini chiave della rosa e aveva capito che non sarebbe riuscito ad averli a disposizione per tutti e tre i match da disputare in una settimana. Da qui il turnover estremo per la sfida contro l’Atalanta, continuando nel mentre a coltivare la convinzione che la sua squadra, la sua vera squadra, potrà battere il Chievo al Dall’Ara e rimettere il naso fuori dalla zona rossa per la seconda volta in sette giorni. Se tutto andrà come disegnato dal mister, lunedì sera Dzemaili e compagni torneranno ad avere tre compagini dietro di sé così com’era stato dopo Bologna-Sassuolo, con la differenza che le avversarie avranno due partite in meno su cui contare per poter recuperare. Altro che ‘nessuna conseguenza’: per quanto azzardata e dolorosa, la mossa di Sinisa potrebbe aver fatto raccogliere ai rossoblù il dividendo più importante della loro stagione.

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