Non succede, ma se succede...

Magari l’anno prossimo

Ho lavorato sulla mia mediocrità e questo mi basta, assimilare la purezza del concreto richiede tempo […] magari l’anno prossimo, forse è la volta buona (Egreen, ‘Karma’, 2018) ‒ «La partita interna con il Milan è l’ultima occasione per fare una bella figura contro una big davanti al nostro pubblico». Una semplice constatazione, quella fatta in settimana dall’a.d. rossoblù Claudio Fenucci, e per questo non passibile di alcuna critica. Di considerazioni, invece, se ne potrebbero fare parecchie, partendo dai soliti, spietati, numeri: diciottesima sconfitta in campionato, ottava al Dall’Ara, circa 850 giorni dall’ultima vittoria contro un’avversaria più blasonata. Fu proprio il Milan, quella volta, a cadere a San Siro per mano di Giaccherini.
Quanto tempo è trascorso, da allora… Sotto le Due Torri è stato smaltito l’addio del Giak, passato a fare la riserva nel Chievo attualmente a un passo dalla retrocessione, ci si è innamorati di Simone Verdi, si è temuto di perdere anche lui, infine si è rimandato tutto alla prossima sessione di mercato. Insomma, ultimamente il cuore dei tifosi sussulta solamente per alcuni i movimenti di mercato, mentre l’elettrocardiogramma che monitora la situazione dal campo è prossimo alla perenne linea rasoterra. Il resoconto delle partite tra il Bologna e le grandi del nostro calcio, poi, è un bollettino di guerra che non lascia spazio ad interpretazioni e nemmeno a giustificazioni, per quanto le decisioni arbitrali arrivate nel corso di questi match rendano costantemente la vita dei felsinei più difficile di quanto già non sia.
Da ieri pomeriggio è ufficiale: il popolo rossoblù dovrà aspettare il prossimo anno per poter sperare di mietere qualche vittima illustre tra le mura amiche. Saremo un po’ più vicini alla conclusione della prima fase del progetto Saputo, e un po’ più lontani dall’acquisto di Casteldebole o dall’arrivo di Mattia Destro, baluardi ancora ostinatamente sventolati da chi non vuole ammettere i difetti strutturali dell’attuale Bologna, e predilige guardare sempre e solamente il bicchiere mezzo pieno. Magari nella prossima stagione si farà più profondo il solco che, sconfitta dopo sconfitta, si sta allargando tra una parte della piazza e la società, o magari quello del 2018-2019 sarà un Bologna in grado di arginare l’emorragia di risultati positivi contro le ‘strisciate’ e di competere con ognuna di esse. Già, magari.

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