Più di così

Più di così

Un buonissimo Bologna per quasi un’ora di gioco, sabato sera a Torino, poi l’ingresso di Douglas Costa, novello Diavolo della Tasmania, e il risultato che viene completamente ribaltato in venti minuti. Certo, se Rugani fosse stato espulso, forse Allegri non avrebbe potuto scoprire così tanto la sua squadra inserendo il brasiliano per Matuidi. E chissà, in quel caso, se la Juventus sarebbe riuscita a rimontare i rossoblù con tanta facilità…

Più di così, non so più cosa dare […] più di così, che cosa vuoi che faccia? (Mina, ‘Più di così’, 1984) – Più di così, al Bologna, non si sarebbe potuto francamente chiedere. In vantaggio per più di venti minuti di gioco su un campo, quello dell’Allianz Stadium, proibitivo per chiunque, i rossoblù sono poi capitolati nel secondo tempo, complici sfortuna, imprecisioni e qualche decisione arbitrale rivedibile. A dirla tutta, i felsinei possono recriminare per un episodio avvenuto ancor prima della rimonta juventina, il fallo da rigore di Rugani su Crisetig che avrebbe potuto generare un cartellino di tonalità più scura, rispetto al giallo effettivamente comminato. Trovandosi in inferiorità numerica, è legittimo credere che Allegri avrebbe dovuto ponderare le sostituzioni, e forse l’ingresso di Douglas Costa – ovvero colui che ha di fatto spaccato la partita – avrebbe come minimo potuto essere più tardivo. A questo va aggiunta la più che sospetta spinta di Khedira ai danni di Keita in occasione del 2-1, un contatto che – misteriosamente – deve essere stato considerato ininfluente. Complici queste due interpretazioni arbitrali, la ‘Vecchia Signora’ ha avuto vita facile, e nonostante lo spavento iniziale causatole dalla rete del solito Verdi, non ha dovuto fare altro che alzare il ritmo nella ripresa per avere ragione di un Bologna ben messo in campo, ma impossibilitato ad arrestare il cingolato bianconero.
Al di là del risultato, ciò che salta agli occhi analizzando la prestazione dei rossoblù è l’importanza per la squadra del già citato Verdi, capace di offrire un contributo che va ben oltre l’aver trasformato un calcio di rigore. Simone è stato l’unico, date anche le contemporanee assenze di giocatori dalle indubbie qualità tecniche come Palacio, Destro, Orsolini e Di Francesco, ad offrire dei lampi di luce e a prendersi sulle spalle un attacco altrimenti asfittico. Non sono ancora chiarissimi i piani del Bologna per la finestra di mercato estiva, e non è dunque il caso di mettere il carro davanti ai buoi. Tuttavia, consapevoli dell’operato degli ultimi tre anni, è verosimile immaginare come non siano stati messi in preventivo investimenti da capogiro. Se sotto le Due Torri non si può ancora sognare l’arrivo di uno di quei nomi che, da solo, porterebbe in dote la sottoscrizione di qualche centinaio di abbonamenti in più, che sia almeno chiaro come non ci si possa assolutamente permettere di perdere chi è diventato, oltre ogni aspettativa, il vero uomo simbolo del progetto Saputo.
La conferma di un grande talento del nostro calcio deve essere la base su cui costruire la rosa e la stagione 2018-2019, quella che per il fantasista pavese potrebbe valere una maglia da titolare anche in Nazionale, e in cui il Bologna dovrà proseguire il suo lento ma costante percorso pluriennale. Si blindi Verdi, dunque, ma si faccia anche il possibile per meritarsi la sua permanenza, assemblandogli attorno una squadra nella quale non possa e non debba essere sua l’unica fiammella di talento da cui dipendere. Di Francesco e Orsolini, in questo senso, sono due buoni punti di ri-partenza, mentre Palacio e Destro, per due ragioni diverse, due grossi punti interrogativi. Sul primo pesa la carta di identità, sul secondo un rapporto con Donadoni fatto più di ombre che di luci. Non si vive di solo attacco, però, e sarà dunque importante allestire un undici credibile e veramente competitivo contro qualsiasi avversaria. Venissero rispettate queste indicazioni, potrebbe veramente nascere una squadra di cui essere fieri e capace di lasciarsi alle spalle più di due anni di anonimato e batoste negli scontri con le big.

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Foto: bolognafc.it