Bologna al lavoro su entrambe le fasi, prosegue il recupero di Nagy e Okwonkwo

Su un altro pianeta

Non è facile commentare una partita che di fatto non c’è stata, l’unica cosa che si può fare è chiedersene il perché: troppo forte la Juventus, troppo arrendevole il Bologna o entrambe le cose?

È il tuo sguardo che mi fa capire cosa mi puoi fare. Dai, inizia a farmi male (Le Vibrazioni, ‘Su un altro pianeta’, 2003) – «Juventus di un altro pianeta». Parole e musica di Roberto Donadoni, che ha così sintetizzato la sconfitta di domenica durante la rituale conferenza stampa. Potrebbe trattarsi di una disamina quantomai accurata, spiegherebbe perché il Bologna si è prima smaterializzato dal campo per poi essere polverizzato. Analisi troppo dura? Vogliamo difendere l’approccio alla partita dei rossoblù, e continuare a ripeterci che fino alla prima rete subita, tutto sommato, erano rimasti in partita? Facciamolo, ma l’enorme differenza tra Bologna e Juventus sta proprio qua. I felsinei sapevano che sarebbe stata una battaglia impari, pietre e bastoni contro armi d’assalto, ma hanno issato bandiera bianca alla prima difficoltà. «Eh, ma Mirante da qualche partita a questa parte è irriconoscibile». Certo, ma non è una scusante, casomai un’aggravante, qualcosa su cui intervenire prima di perdere altri punti. «Eh, ma nel primo tempo la Juve ha tirato in porta due volte e ha fatto due gol». Ok, ma c’è come una sensazione di déjà-vu. È stato detto lo stesso dei tre gol subiti contro il Crotone (per intenderci, non una squadra che ha in panchina giocatori per un valore di duecento milioni di euro), per la sfortunata conclusione della partita contro l’Inter, dopo aver onorevolmente perso con una sola rete di scarto contro la Roma, quando ci si è arresi all’Atalanta solo a venti minuti dalla fine. Sveliamo un segreto: presi singolarmente possono essere considerati episodi sfortunati da commentare con un sorriso amaro e un «alla prossima andrà meglio», ma la somma dev’essere un campanello d’allarme, non un continuo affastellarsi di scusanti. Al termine di ogni singola partita si è sempre cercato di guardare al bicchiere mezzo pieno, inserendo i risultati ottenuti in una panoramica più ampia basata su budget, ambizioni e programmi e lungo termine. Il proposito però non era quello di nascondersi dietro un dito e continuare a giustificare episodi che sul lungo periodo giustificabili non lo sono più. Se il rischio è che alcuni limiti tecnici e caratteriali, anziché essere messi sotto la lente di ingrandimento, vengano presi come alibi per giustificare una sconfitta, allora è meglio fermarsi in tempo, iniziare a mettere i puntini sulle i ed essere meno indulgenti.

Per vincere occorre che il portiere pari, i difensori difendano, gli attaccanti attacchino e i centrocampisti centrocampistino (Arrigo Sacchi) – Mirante che si lascia scivolare tra le mani una conclusione precisa ma non certo imparabile, Masina e Mbaye che non fermano Douglas Costa e Mandzukic nemmeno una volta, Okwonkwo e Verdi che giocano talmente bassi da sembrare terzini aggiunti, Destro a cui non arriva neanche un pallone. Delle linee guide di Sacchi, domenica il Bologna ha rispettato solo quelle riguardanti la mediana, unica zona del campo in cui ai rossoblù possono essere assegnate delle sufficienze. Poli ha battagliato fino alla fine contro uno dei centrocampo più muscolari del campionato, dai piedi di Donsah e Pulgar sono partiti gli unici due tiri verso la porta di Szczesny. Ma se funziona solo un reparto su quattro, è normale che a fine partita la differenza di tre possa lampeggiare anche sul tabellone luminoso. Dove non si può avere un verdetto matematico-scientifico è alla fatidica domanda che tutti si pongono all’alba di sconfitte come questa, se sia colpa dell’allenatore o di chi scende in campo. Difficile dirlo. Trasferendoci su un piano più umanistico, la filosofia potrebbe suggerire il patteggiamento di ‘in media stat virtus’, che guarda caso rassomiglia tanto all’unica nota positiva del Bologna di due giorni fa. In mediana – e in nessun altro reparto stat virtus.

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