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Il Bologna crolla, non si salva nessuno

Il Bologna crolla, non si salva nessuno

Skorupski s.v. – Due gol presi su calcio piazzato, indipendenti dalla sua reattività e dal suo posizionamento.

Calabresi 5 – Un’ammonizione di nervi (tesi) e una partita in cui si fa travolgere dalla mediocrità generale.
Danilo 5 – Passeggia qua e là, senza dar prova di dirigere a dovere il reparto. In qualità di leader della difesa, i due gol da palla inattiva lo chiamano in causa per responsabilità indiretta.
Helander 5 – Si fa mangiare in testa da Luiz Felipe, e non solo in occasione del gol. Quando Skorupski lo serve per cominciare l’azione ci si commuove per l’ottimismo del portiere.

Mattiello 5 – Inadeguato al ruolo di cursore offensivo, quasi meglio in difesa. Ed è tutto dire.
Svanberg 5 – Una sola giocata di qualità. Il resto è un piattume in linea con la tendenza generale.
Nagy 5 – Uno scialbore disarmante. In regia non ci si può presentare così smilzi e fisicamente inconsistenti.
Poli 5 – Nessun mordente nell’azione, in ritardo nelle palle fondamentali, nullo nella fase propositiva.
Krejci 4 – La dormita sul 2-0 di Lulic è solo il coronamento negativo di una partita insulsa, che ci fa chiedere, allibiti, cos’abbia visto Bigon per portarlo in Italia e propinarcelo per tre anni di fila.

Okwonwko 4 – Tanto fumo e zero arrosto, ma almeno nella prima mezzora mostra di avere più voglia dei compagni.
Santander 4 – Gioca talmente indietro che è quasi inutile chiedergli di proporre qualcosa in attacco. Lo schema ‘lancio lungo per Santander’ viene smascherato subito.

Orsolini (16′ st) 5,5 – Nessuna influenza positiva sulla partita. La carta del jolly subentrante è ormai sbiadita.
Palacio (20′ st) 5,5 – Solo dopo un po’ di minuti ci si accorge del suo ingresso in campo
Destro (37′ st) s.v. – Il solito cameo di 9 minuti scarsi, che ormai pare solo un insulto, se non fosse che guadagna quasi 2 milioni a stagione e quindi l’insulto è solo rivolto a noi che guardiamo.

Inzaghi 4 – Chissà se dopo un girone quasi completo avrà ancora il coraggio di tirare in ballo: a) il gruppo nuovo che deve conoscersi; b) la crescita graduale, che vede solo lui; c) le partite che restano per recuperare. Il suo ciclo, mai iniziato, è già finito, senza aver lasciato la minima traccia di gioco. Mai così tante partite senza vittorie dal 2004-2005, anno della penultima retrocessione.

Arbitro Pairetto e assistenti 5 – Il primo tempo finisce addirittura con diversi secondi d’anticipo. Tra falli fischiati e ammonizioni, il metro di giudizio del direttore di gara non è propriamente equo. 

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