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Il Bologna non molla mai, come il suo allenatore: Tomiyasu superstar, Soriano croce e delizia

Il Bologna non molla mai, come il suo allenatore: Tomiyasu superstar, Soriano croce e delizia

Skorupski 7 – Una partita quasi da spettatore, poi nel finale la paratissima su Missiroli che evita la beffa e vale da sola il voto in pagella.

Tomiyasu 7,5 – Ma quanto è forte questo ragazzo? Corsa, tecnica, attenzione, grinta, personalità. Dovremo dargli anche il tempo di sbagliare, ma le prime sensazioni fanno gridare al grande acquisto.
Danilo 6,5 – Leader nato, in ogni circostanza fa pesare la sua esperienza e la sua astuzia. E l’intesa con Denswil migliora a vista d’occhio.
Denswil 6,5 – Duelli rusticani a ripetizione con Petagna, cliente scomodo. Un errore che poteva costar caro (salvato da Danilo), poi quasi impeccabile in fase difensiva e sempre pulito quando chiamato a far ripartire l’azione dal basso.
Dijks 6 – Vista la stazza e la muscolatura importante, ‘il Trattore’ ha bisogno di altro tempo per carburare a pieno. Nel primo tempo soffre la velocità e le imbucate di D’Alessandro, nella ripresa sale di ritmo e scodella anche un paio di cross dei suoi.

Medel 6 – Subito titolare causa infortunio a Kingsley, il cileno si piazza davanti alla difesa e inizia a dirigere l’orchestra alla sua maniera, mordendo caviglie e giocando palloni puliti, senza strafare. Si farà voler bene, anzi, ha già iniziato.
Poli 6,5 – L’etichetta di guerriero comincia a stargli stretta, perché dai suoi piedi partono spesso suggerimenti precisi (un filtrante per Orsolini da applausi) o conclusioni velenose. Sa fare davvero tutto.

Orsolini 7 – Di lui si può pensare quello che si vuole, ma la certezza è una sola: ‘Orso’ fa sempre qualcosa di decisivo. Rigore procurato a Verona, assist al bacio per Soriano oggi, oltre alla solita vivacità e a tante conclusioni pericolose.
Soriano 6,5 – Difficile trovare un voto capace di fotografare bene la sua prova, volitiva ma terribilmente imprecisa fino al 94’. I gol facili non li ama, ormai è chiaro, ma quello sbagliato oggi supera ogni immaginazione. Poi la testata vincente, bella e pesante come un macigno, e allora un salomonico 6,5 non glielo leva nessuno.
Sansone 6,5 – Partenza in sordina e crescita imperterrita lunga tutto l’arco del match. Classe e rapidità, è una spina nel fianco della difesa estense. Si procura anche un rigore solare, ma ormai il protocollo VAR è una barzelletta.

Destro 6 – Cantatore ha colpito davvero, fisicamente Mattia sembra rinato. Corre, rincorre, pressa, costringe gli avversari all’errore e va due volte vicinissimo al gol. Appuntamento solo rimandato.

Santander (17′ st) 6 – Ha il merito di sfiancare ulteriormente la retroguardia ospite usando bene il suo fisico. Segna anche, ma in fuorigioco.
Dzemaili (26′ st) 6 – Rileva un esausto Poli e si cala subito bene nello spirito della partita.
Palacio (36′ st) 6 – Giochi di prestigio vicino alla bandierina per far scorrere il cronometro, con tre spallini avvinghiati a lui: spettacolo.

Mihajlovic 7,5 – Vicino o lontano, la squadra lo segue, gioca come vuole lui e ha il suo spirito, con ancora grossi margini di miglioramento. Merita ogni singolo applauso e ogni singolo coro, non solo per la sua straordinaria forza d’animo ma anche e soprattutto per quanto è bravo a fare il suo mestiere. Quello che ama tanto e che nessuna maledetta malattia riuscirà a portargli via.

Arbitro Di Bello e assistenti 4 – Una direzione tutto sommato sufficiente rovinata da una decisione che va contro ogni regolamento, protocollo e logica: come può non essere da rigore il mani di Cionek che ostacola Sansone?

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