Torino-Bologna, sfida piena di ex. In Piemonte solo 2 vittorie rossoblù negli ultimi 10 precedenti

Dzemaili il leader, Verdi l’artista. Non è tutto da buttare questo 2016-2017

Campionato abbastanza mediocre per il Bologna quello appena terminato, fatto di molti bassi e pochi alti ma comunque senza mai soffrire per quanto riguarda il mantenimento della categoria, obiettivo di fatto centrato alla prima giornata di ritorno dopo la vittoria a Crotone. Un piccolo passo indietro rispetto alla passata stagione, che i rossoblù chiusero al 14° posto in classifica a quota 42: quest’anno un gradino più sotto e un punto in meno, con 11 vittorie, 8 pareggi e 19 sconfitte. Partendo da questi dati entriamo nel dettaglio e diamo un voto, del tutto personale, ai giocatori rossoblù e al tecnico Roberto Donadoni.

PORTIERI

Mirante 6 – Un problema cardiaco, poi fortunatamente risolto, lo tiene per quasi tre mesi lontano dal campo. Al rientro, dopo un normale periodo di assestamento avvenuto tra alti e bassi, si riprende i guantoni da titolare e garantisce la solita affidabilità.

Da Costa 6,5 – Ogni volta che viene chiamato in causa svolge egregiamente il suo compito. Serio professionista e ottimo portiere, corona la sua stagione con uno stupendo volo ‘ad Angelo’ per deviare un velenoso mancino di Dybala.

Gomis s.v. – Solo una presenza in Coppa Italia, poi il passaggio alla Salernitana.

DIFENSORI

Ferrari s.v. – In rossoblù non si vede praticamente mai, a gennaio passa in prestito al Verona in Serie B e si mette in luce con 13 presenze e un ottimo rendimento, sia da terzino che da centrale, tanto da attirare l’attenzione del c.t. Ventura che lo convoca per lo stage della Nazionale maggiore.

Helander s.v. – Solo 11 partite all’attivo e una rete a Roma contro la Lazio, poi vari infortuni che di fatto ne compromettono il campionato. Qualcosa di buono lo ha comunque fatto intravedere.

Gastaldello 5 – Dispiace, ma il capitano ha deluso. Un periodo di appannamento piuttosto lungo, qualche momento di nervosismo e diversi svarioni, il risultato è un voto insufficiente.

Krafth 5 – Sembrava potesse essere il suo anno ma via via lo svedese si è perso, senza mai offrire prestazioni davvero importanti.

Maietta 6,5 – Qualche errore lo ha commesso ma per piglio, autorità e senso della posizione non si può non essere generosi con il centrale calabrese. Peccato solo per l’età e i tanti acciacchi.

Masina 5 – La grande delusione. Sì, siamo al corrente dei suoi problemi fisici, ma troppo spesso è incorso in errori che sono costati carissimi alla squadra. Raramente pericoloso in fase offensiva, spesso fuori posizione come esterno di difesa.

Mbaye 6,5 – Non gode di troppa fiducia da parte del tecnico, ma ogni volta che va in campo si disimpegna alla grande. Fa poca differenza il ruolo, che sia centrale o terzino, a sinistra o a destra, Ibra è la lieta novella 2016-2017 in casa rossoblù.

Morleo s.v. – Sempre ai margini della formazione titolare, a gennaio saluta Bologna dopo sei anni e si trasferisce al Bari.

Oikonomou 5 – In lui Donadoni crede poco, così poco da riadattare Torosidis nel ruolo di centrale e relegarlo a ultima scelta del reparto. Diversi errori marchiani nelle prime giornate di campionato, difficilmente rivedremo il greco da queste parti.

Torosidis 6 – Duttilità, esperienza, anche un gol. Nulla di trascendentale, ma l’ex Roma a questo Bologna fa comodo.

CENTROCAMPISTI

Donsah s.v. – Capire dove siano le responsabilità del tecnico e i demeriti del giocatore è complicato, fatto sta che il ghanese non raggiunge i 1000 minuti di gioco. Chiedergli di essere al top nelle pochissime chance che gli vengono concesse, spesso peraltro fuori ruolo,  sarebbe davvero troppo.

Nagy 6 – Il ragazzo ungherese dimostra di saper stare in campo e di avere ampi margini di miglioramento, sia da regista che da mezzala. Allergico al gol ma diligente, combattivo e molto elegante.

Pulgar 5,5 – Alterna discrete prestazioni a vuoti clamorosi, fino a perdere la testa con espulsioni che costano care alla squadra. Il cileno può e deve crescere, soprattutto come perno centrale davanti alla difesa, ma per ora resta un punto interrogativo.

Rizzo s.v. – Le qualità sembra averle, ma 489 minuti in campo sono davvero troppo pochi per valutarlo. Gli infortuni gravano su di lui come un macigno, ragazzo fragile e sfortunato.

Dzemaili 7,5 – Autentico leader: 8 reti realizzate (9 contando anche la Coppa Italia), la giusta dose di grinta e poi corsa, sacrificio, professionalità e classe al servizio del compagni. Vederlo partire alla volta di Montreal dopo neanche una stagione è un boccone amarissimo da mandare giù, sostituirlo sarà impresa ardua.

Taider 6 – Inizia bene, confermandosi centrocampista di quantità e qualità, poi un infortunio al menisco gli nega la Coppa d’Africa e gli complica la stagione. Segna 3 gol, l’ultimo di pregevole fattura alla Juventus. Il prossimo anno, per il franco-algerino, dovrà essere quello della definitiva consacrazione.

Viviani 5,5 – Abilissimo nel calciare le punizioni (2 gol), buona la visione di gioco, il suo difetto principale è la lentezza. Nella batteria dei centrocampisti ci può stare eccome, ma non ai 5 milioni chiesti dal Verona per riscattarlo.

ATTACCANTI

Destro 6 – Perché 11 gol sono pur sempre 11 gol. Spesso indispone per il suo caracollare nella terra di nessuno, ma a sua difesa va detto che chiunque in questo Bologna faticherebbe a metterla dentro. Senza dimenticare il serio infortunio patito lo scorso anno e il complicato recupero.

Di Francesco 6,5 – Chi l’ha voluto ci ha visto bene. 4 reti giocando pochissimo, uno scatto bruciante e una corsa difficile da arrestare. Figlio d’arte, se il ragazzo continuerà su questa strada potrà fare anche meglio di papà Eusebio.

Floccari s.v. – Donadoni, dopo averlo espressamente richiesto nel gennaio 2016, lo accantona. Lui va alla Spal e la trascina in Serie A con 7 gol decisivi in 16 partite.

Krejci 6 – Non sa segnare, questo il grosso limite dell’ala ceca. Fondamentale però come assist-man, e alla fine risulta essere il giocatore più utilizzato da Donadoni, con ben 37 presenze su 38.

Mounier s.v. – Una bella doppietta contro il Verona in Coppa Italia e poco altro. Da gennaio in prestito all’Atalanta, dopo un intermezzo turbolento al Saint-Étienne.

Okwonkwo s.v. – Poche apparizioni, ma è indubbiamente un giovane su cui puntare fin da subito.

Petkovic s.v. – All’ex Trapani non viene dato abbastanza minutaggio per dimostrare il suo reale valore.

Sadiq s.v. – Sempre ai box, fin dal suo arrivo da Roma. Probabilmente uno degli acquisti più sbagliati di sempre.

Verdi 7 – Per certi versi impressionante, destro o sinistro non fa differenza. Avesse trovato più continuità, senza incorrere in un grave infortunio traumatico e in vari fastidi muscolari, oggi parleremmo di campionato perfetto. Un gioiellino da non lasciarsi sfuggire.

ALLENATORE

Donadoni 5 – Ha faticato nel tenere in mano le redini di una squadra che troppo spesso si è afflosciata su se stessa, e quando viene a mancare il carattere le colpe principali sono del tecnico. Il suo 4-3-3 appare spesso ingessato e prevedibile, vero è che in fase di mercato non sono state quasi mai esaudite le sue richieste. Ma questa non deve essere una scusante.

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