Vincere a Milano per dire basta alla mediocrità

La vittoria del gruppo, la vittoria di Donadoni

Da Costa 6,5 – Che fosse il 12 più affidabile del campionato, si sapeva già. Oggi ce l’ha ricordato.

De Maio 5,5 – Problemi d’impostazione, a volte veniali, a volte portatori di pericoli mortali. Urge revisione.
Gonzalez 6,5 – Dei tre dietro, è il migliore a usare gli arti inferiori. Guida la difesa con sobrietà e rigore.
Helander 6 – Buona gara, di attenzione e applicazione.

Mbaye 6,5 – Cerca persino le giocate di fino. Carattere e sicurezza, gioca con calma e dà serenità ai suoi vicini di reparto.
Poli 6,5 – Ritmo, pressione, giocata della prima palla. È il leader de facto di questa squadra. Il Bologna ha il suo mediano del futuro.
Pulgar 6,5 – Fa espellere Magnanelli e questo, lo si voglia o no, indirizza il corso degli ultimi dieci minuti. Poi si fa ammonire in maniera ingenua, ma se Donadoni ormai lo schiera regolarmente titolare un motivo c’è.
Donsah 6 – Più appariscente che presente dove serve. Un piccolo passo indietro rispetto a quello che aveva fatto sperare con l’exploit di Benevento.
Masina 6 – Si fa buggerare da Berardi, poi però non ci ricasca più e infila anche un paio di diagonali impeccabili.

Verdi 5,5 – Poco incisivo, ma non è una punta.
Palacio 6 – Recupera una palla, togliendola a Matri, come non farebbe il miglior terzino di questa squadra (già, qual è?). La mira davanti alla porta, però, non è la solita.

Petkovic (26’ st) 7 – Entra nella fase più delicata del match con il giusto piglio e ottime giocate. Il suo apporto vale quanto il gol di Okwonkwo.
Okwonkwo (41’ st) 7 – Donadoni lo striglia per essersi tolto la maglia (con conseguente giallo). Ma cosa si può dire ad un diciannovenne che entra e segna, regalando alla squadra tre punti d’oro?
Taider  (43’ st) s.v. – Solo una presenza in più.

Donadoni 7 – Passa repentinamente al 3-5-2 e ha ragione lui. Un passo indietro nel gioco, tre in avanti in classifica.

Arbitro Tagliavento e assistenti  6,5 – Direzione perfetta.