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Mihajlovic smentisce se stesso, a Bergamo il Bologna decide di non giocare

Mihajlovic smentisce se stesso, a Bergamo il Bologna decide di non giocare

Skorupski 6 – Paradossalmente incolpevole su tutti i gol, che piovono per inettitudine altrui. Sventa persino diverse volte il quinto.

Calabresi 4 – Il meno coinvolto nel tracollo del reparto. Spiace vederlo condividere responsabilità non sue in un ritorno in campo tanto atteso quanto frustrante.
Gonzalez 2 – Mezzo venduto ai Galaxy, va in campo titolare al posto di Danilo, in nome di un turnover che non è in grado di onorare né per motivazioni personali né per carisma. Il modo con cui Zapata lo irride sottoporta è quasi comico. O tragico, pensando alle conseguenze che avrà questa sconfitta nel morale della truppa.
Lyanco 3 – Mihajlovic lo aveva eletto leader della difesa. Ma un leader non spalanca la strada all’attaccante, lasciando libero il lato di tiro. Cosa che fa per due volte, dimostrando di colpo tutta la sua immaturità, fin qui ben mascherata.
Krejci 2 Uscendo dal pullman, prima della partita, è l’unico che ride sotto la pioggia. E già da questo s’intuisce l’andazzo. In campo ci va per decisione altrui. Il che lo esonera da ogni responsabilità. Come sempre, chi esegue un compito di cui non può essere all’altezza deve rifarsi al mandante. Ovvero a chi l’ha comprato.

Nagy 3 – Se qualcuno l’ha visto, lo segnali alle autorità competenti.
Pulgar 4 – Dal centro del campo dirige la Waterloo senza sporcarsi le mani. Il che forse è anche peggio.
Donsah 3 – Invisibile e incolpevole, dopo più di otto mesi lontano dalla ribalta. Già solo l’idea di schierarlo titolare in una partita del genere denuncia le ambizioni con cui era entrata in campo questa squadra.

Orsolini 5 – Segna con evidente complicità del portiere, che parte in ritardo su un calcio di punizione parabile in qualsiasi stato psicofisico.
Falcinelli 4 – Sbaglia un gol sottoporta, nell’unica mezza occasione concessa al Bologna. Poi nella ripresa non capitalizza un contropiede in cui si ritrova quasi a tu per tu col portiere.
Sansone 3 – Diafano al limite dell’impercettibilità. Il classico caso di giocatore che funziona se funziona la squadra. E non viceversa.

Valencia (18’ st) s.v. – Insignificante e svilente comparsata a partita già decisa.
Paz (22’ st) s.v. – Entra al 67’ al posto di Gonzalez (grazie, arrivederci), e sul 4-1 cos’altro puoi fare se non un inutile cameo?
Poli (38’ st) s.v. – Pronto per il Chievo, si spera.

Mihajlovic 4 – Le partite si devono giocare (diceva). Non darle perse in partenza, cosa che questa formazione, per tre quarti rimpinzata di riserve, suggeriva già alla partenza. Allestimento imbarazzante e irrispettoso nei confronti di tutti: da chi ha fatto 500 chilometri andata e ritorno sotto la pioggia fino a chi è rimasto senza parole davanti a Sky.

Arbitro Rocchi e assistenti 6 – Gara che si sarebbe potuta disputare anche senza direttore.

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Foto: Getty Images