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Rassegna stampa 17/11/2019

Sansone il migliore di un Bologna che avrebbe meritato un esito ben diverso

Skorupski 5,5 – Senza avere colpe decisive, non fa niente per evitare i due gol: sulla punizione di Kolarov non accenna nemmeno un movimento, e sull’incornata di Dzeko resta bloccato in porta e la palla gli finisce addosso. Ma va detto che la respinta avrebbe avuto del miracoloso.

Tomiyasu 6 – Qualche sbavatura in più rispetto alle prestazioni perfette delle prime uscite, ma resta un perno fondamentale di questa difesa, soprattutto per l’intelligenza tattica con cui copre spazi e stoppa potenziali occasioni per gli avversari.
Bani 6 – Sbaglia qualche pallone – rivelatosi innocuo – nel primo tempo, ma nel complesso se la cava piuttosto bene contro un gigante dell’area di rigore come Dzeko.
Denswil 5,5 – Il traversone letale capitalizzato da Dzeko lo sorvola come un satellite. Un grande difensore avrebbe capito il piazzamento giusto prima del cross. C’è ancora parecchio da lavorare.
Dijks 6,5 – Primo tempo sontuoso, poi uno scontro di gioco con Pellegrini lo manda k.o. e Krejci lo sostituisce per tutta la ripresa. Peccato, forse con lui in campo sarebbe andata diversamente.

Medel 6 – Sontuoso per oltre un’ora, poi inizia comprensibilmente a tirare un po’ il fiato. Nei minuti finali ci si aspettava più pressione e cattiveria, ma fin lì aveva dato tutto quello che aveva.
Poli 6 – Uno dei migliori per accortezza tattica, impegno e tenuta, in coppia con Medel imbriglia per lunghi tratti la manovra della Roma. Cala alla distanza.

Orsolini 6,5 – Discese inesauste, palle pericolose, contributi anche in difesa. Una spina continua per la Roma. Presto lo vedremo in azzurro.
Soriano 6 – Conquista il rigore con furbizia, prendendo il tempo a Kolarov. Poi però si divora la palla del 2-1, facendosi alzare sopra la traversa da Lopez un rigore in movimento.
Sansone 7 – Il rigore, l’assist per Soriano che viene atterrato da Kolarov, tante giocate di pregio. Nel pareggio sfiorato dal Bologna c’era stato sempre il suo zampino. Peccato non sia servito.

Destro 5,5 – Ci prova, questo sì. Ma l’impressione è che non sia mai abbastanza. Sciupa un buon contropiede alla fine del primo tempo.

Krejci (1’ st) 5 – Ha l’incombenza di dover sostituire uno dei migliori in campo in una posizione non sua. Dopo 45 minuti sostanzialmente neutri, consente a Pellegrini di mirare al centro dell’area per il cross vincente che decide la partita. In quei casi, nel dubbio, si entra a piedi uniti e si impedisce all’avversario anche di respirare, specie se si è più freschi.
Palacio (35’ st) 6 – Subentra al posto di Poli nell’ultima fase della gara, quando Mihajlovic è convinto di poterla vincere. Muove molta acqua in attacco, ma non quanta ne servirebbe.
Santander (35’ st) 6 – Entra subito in partita facendo espellere Mancini per somma di ammonizioni. Il discusso contrasto da cui parte l’azione finale della Roma lo vede protagonista soccombente. Episodio da rivedere, anche se non cambierà le sorti della gara.

Mihajlovic e collaboratori 6 – Il Bologna limita la Roma nel primo tempo e la mette sotto nella ripresa, crollando fuori tempo massimo in modo ingenuo. Ci sono ancora diverse cose da aggiustare (è normale, siamo a settembre), ma la sensazione è che questa squadra possa giocarsela contro chiunque.

Arbitro Pairetto e assistenti 4,5 – C’è la punizione da cui nasce il vantaggio romanista, così come il rigore del pareggio rossoblù. Per il resto, tanti fischi rivedibili e una ‘gemma’ nel finale: gli ospiti fanno ripartire il gioco due metri più avanti rispetto a dove si era verificato un presunto fallo (molto presunto) di Santander e segnano a tempo già scaduto. Poi chiedono di essere aiutati…

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