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Andreazzoli + Iachini = combinazione vincente?

Andreazzoli + Iachini = combinazione vincente?

L’Empoli delle ultime tre giornate ha dimostrato – un po’ fortunosamente contro l’Udinese, meritatamente contro Atalanta e Spal, quest’ultima dominata per un’ora buttando poi via la vittoria per eccesso di sicurezza – che tra il bel gioco tutto fraseggio e uno-due per vie centrali di Andreazzoli (poco concreto in serie A) e quello più ampio e spiccio di Iachini (sicuramente più efficace) c’è forse l’essenza del calcio: l’alternanza di concetti diversi possono diventare la sintesi perfetta.
L’intelligenza di mister Iachini si percepisce quando, pronti via, rileva la squadra dal suo predecessore e alla prima uscita mantiene l’assetto tattico simile, togliendo una punta per un centrocampista in più, ma sempre con la difesa a quattro.
Batte l’Udinese ma, probabilmente, sa di avere avuto tanta fortuna, quindi durante la sosta decide di puntare sul modulo a lui più caro e forse anche il più congeniale per il momento dei toscani, un classico 3-5-2 con due fattori determinanti: Bennacer con mansioni di palleggiatore a tutto campo e La Gumina con compiti di prima punta.
Queste due mosse, di fatto, hanno consentito di sfruttare il primo per la sua capacità di far variare il gioco, e il secondo per la sua forza fisica in grado di allungare la linea difensiva avversaria, permettendo a Caputo di agire in campo aperto in un ruolo totalizzante (nel senso che fa veramente di tutto). Iachini ha così creato due fonti di gioco sempre a disposizione di chi ha il pallone, sul breve Bennacer e sul medio-lungo Caputo.
Completano l’assetto tre centrali difensivi con discrete doti d’impostazione, soprattutto Silvestre, e due esterni diversi ma che si compensano in assoluto: a sinistra l’anziano Pasqual (vederlo calciare con quel mancino è ancora uno spettacolo) o in alternativa l’altrettanto esperto Antonelli, a destra e il giovane Di Lorenzo, così così tecnicamente ma che spinge sempre tanto, forse anche troppo. Proprio lì, alle spalle degli esterni, il Bologna potrebbe trovare qualche soluzione per far male ai toscani.
A centrocampo, gli interni che compongono la linea mediana insieme a Bennacer sono il giovanissimo Traoré (classe 2000) e il già più rodato Krunic (1993). Tanta gioventù, corsa e tecnica, insomma, con Acquah e Capezzi discrete alternative e Zajc, trequartista in rampa di lancio nella precedente gestione, ora un po’ sacrificato causa nuovo schema. Proprio come Orsolini da noi, tutto il mondo è paese…
Ammetto che questa squadra mi piace molto, dalla linea mediana in avanti hanno giocatori giovani molto futuribili e di sicuro avvenire.
Al netto della partita contro il Bologna, sono veramente curioso di vedere dove li potrà portare Iachini, che sfruttando il buon lavoro del suo predecessore ha mantenuto la caratteristica delle imbucate per vie centrali aggiungendo la capacità dell’ampiezza, con la salita fino fino in fondo dell’esuberante Di Lorenzo a destra, e quella meno profonda ma più precisa di Pasqual sul lato opposto.
Nota dolente per gli azzurri il trio difensivo, molto lento nelle chiusure in campo aperto ma comunque capace di districarsi bene negli ultimi sedici metri se adeguatamente protetto dai centrocampisti.
Forse potremo metterli in difficoltà proprio con le armi che dovevano essere quelle del Bologna progettato in estate: ripartenze in campo aperto, profondità alle spalle dei laterali, e in fase di non possesso soffocando l’uscita bassa dei palleggiatori.
La partita di Sassuolo potrebbe dare qualche spunto in merito, perché adesso alcune giocate dell’Empoli somigliano parecchio a quelle dei neroverdi: amano palleggiare molto, anche dal basso, pare che Iachini quel difetto lì (ammesso che sia un difetto) non glielo abbia ancora tolto.
Magari…

Tosco – Radio 1909

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