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Augsburg-Bologna 2-3: il Tosco l'ha vista così...

Augsburg-Bologna 2-3: il Tosco l’ha vista così…

Continuo a vedere linee di gioco consolidate, giocate automatizzate, risalite del campo palla al piede improntate sulla forza di Dijks e Orsolini e sulla tecnica di Sansone, Palacio e Soriano. Insomma, a me sembra sempre il Bologna delle 17 giornate di Mihajlovic.

Ottimo segnale, perché non sta scritto da nessuna parte che quanto intrapreso verrà poi replicato. Chi finisce bene un campionato ricomincia altrettanto bene il successivo: no, il calcio non è sempre così, sarebbe troppo semplice.

Noi invece siamo sulla strada giusta, al netto dei risultati e di alcune imperfezioni difensive che lasciano il tempo che trovano: è la qualità del gioco che mi da tante certezze.

Quella non si inventa, non si compra al mercato, bisogna lavorarci e lavorarci sodo: solo così arrivi ad avere a portata di mano ‘il tuo gioco’, una sorta di coperta di Linus utile per ripararsi nei brutti momenti.

Col gioco ne vieni sempre a capo, con altre qualità meno.

Una squadra può essere fisica, atletica o temperamentale, ma se non si appoggia al fraseggio e alla tecnica non va troppo lontana.

La partita di ieri ne è stata la prova: inizio da squadra di categoria superiore, poi calo fisico e forse di concentrazione, ma i rossoblù ne sono venuti a capo col gioco, tornando in possesso del palleggio attraverso le solite trame.

Secondo me è proprio questo il vero aspetto di cui essere contenti: si gioca a calcio.

Il Bologna ha tanta tecnica a disposizione, e quando la distribuisce nel modo giusto riesce a distendersi sempre molto bene sul campo. Se non arriva subito al tiro è capace anche di palleggiare nella metà campo avversaria, cercando la superiorità numeriche sulle fasce, per far entrare un centrocampista a rimorchio, aspettando la sovrapposizione da dietro o centrale di un esterno, o per servire il taglio di Soriano e della punta centrale.

Insomma, tante soluzioni per aprire la scatola della difesa avversaria. Cosa che riesce quasi sempre: i tre gol a partita, quasi di rito, sono lì a dimostrarlo.

L’ultima annotazione riguarda Skov Olsen: anch’io come tutti voi mi sono stropicciato gli occhi sull’azione del pareggio di Svanberg, dove il danese ha fatto un gioco di prestigio attirando a se tre avversari per poi scaricare all’accorrente Donsah, sottolineando una volta di più che le aspettative su di lui sono giuste. Da qui a pensarlo titolare al posto di Orsolini, però, ce ne passa molto.

Ricordiamoci bene di quanto e di cosa è capace Riccardo: fase difensiva, ripartenze, spizzate di testa sui lanci obbligati dalla difesa, uno contro uno per creare superiorità numerica, una fisicità a volte strabordante e gol, tanti gol. Per panchinare ‘Orso’ non basta uno bravo a fare alcune cose, bensì uno capace di fare tutto questo.

Non voglio certamente sminuire le qualità di Skov Olsen, che sono talmente cristalline da lasciare ben sperare, ma la Serie A per ora è ancora roba di Orsolini, il giovane danese potrà essere un’utilissima alternativa. Di tempo a disposizione per farsi apprezzare ne ha e ne avrà ancora tanto.

Tosco – Radio1909

© Riproduzione Riservata

Foto: bolognafc.it