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Bologna-Cagliari 2-0: il Tosco l'ha vista così...

Bologna-Cagliari 2-0: il Tosco l’ha vista così…

«Dov’è allora vulnerabile la formazione sarda?
In primis faticano a controllare gli inserimenti a centrocampo, soprattutto tra le spaziature che si creano dietro la linea mediana sopra gli esterni bassi: lì, in posizione di rifinitura sul centro-destra o centro-sinistra, non riescono a compattarsi bene, lasciando spesso la linea difensiva in parità numerica, con letture difficili da fare e scelte non sempre azzeccate.
Non sappiamo ancora come si schiererà il Bologna, ma Soriano e Sansone potrebbero risultare finalmente determinanti».
Parto con uno stralcio della presentazione del Cagliari che ho fatto su Zerocinquantuno e Radio1909 sabato scorso per farvi capire che a volte le squadre, quando hanno un gioco codificato, guadagnano in solidità ma diventano ‘leggibili’, e si possono quindi creare giocate ‘su misura’ per sfruttare i loro punti deboli.
Meglio quadrati e scontati o un po’ disordinati ma meno prevedibili?
I team degli allenatori professionisti analizzano in video le partite degli avversari e costruiscono, sulle eventuali carenze, giocate adatte alla partita specifica.
La rete del 2-0 è nata da una (non l’unica) giocata in una zona di campo sempre molto complicata per chi difende con una linea mediana a tre: spesso gli esterni bassi (Pellegrini in grande difficoltà su Orsolini, Srna meno, ma in occasione del raddoppio tutta la fascia destra difensiva del Cagliari collassa prima col tentativo di Palacio poi dinnanzi alla rapidità di Sansone) si trovano soli nel dover affrontare l’avversario, mancando il raddoppio del compagno di centrocampo (data l’inferiorità numerica della propria mediana), ed esattamente in una porzione di campo in zona di rifinitura laterale si è creato l’uno contro uno di Sansone, che ha poi servito Soriano, in taglio, partito dalla parte opposta, che ha definitivamente chiuso una partita per nulla semplice.
I felsinei hanno costruito la vittoria sulle mezze spaziature alle spalle del centrocampo sardo: 23 conclusioni, di cui tante dal limite o appena entrati in area, dimostrano quanto bene sia stata preparata e poi interpretata la gara dagli uomini di Mihajlovic.
I presupposti per il successo erano stati creati su altre giocate simili di Palacio, unitamente ad azioni già viste nel Bologna del nuovo corso, come quelle sull’asse Dijks-Santander e su alcune ripartenze ben congeniate dal trio Palacio-Dzemaili-Orsolini, innescati quasi sempre alla perfezione da un Pulgar in grande spolvero (calciatore che ti accorgi di quanto sia importante quando manca…).
In mezzo, un match abbastanza equilibrato, con un Cagliari per nulla remissivo ma deciso a vendere cara la pelle, che ha pressato alto in virtù della predisposizione tattica del centrocampo a rombo (formato da Barella vertice alto, molto dinamico, e Bradaric vertice basso, molto geometrico e strutturato), e un Bologna più timoroso del solito all’inizio (riferito sempre alla gestione Sinisa), giustamente preoccupato visto la posta in palio.
Allora è servito un rigore casuale ma assolutamente indiscutibile, arrivato da un cross di Orsolini sugli sviluppi di un corner battuto a due (già, a due, scelta spesso criticata, ma variare serve eccome), per sbloccare una sfida che poteva incanalarsi sul pareggio, poi uno Skorupski decisivo insieme alla traversa (finalmente!) e una prestazione anche un po’ ‘sporca’, in certi frangenti, per venire a capo di un’avversaria ostica e ben sistemata in campo.
Prima volta in cui il Bologna di Mihajlovic non finisce con il maggior possesso palla (46% vs 54%), ma nel concreto tira più del doppio rispetto agli avversari (23 a 9), mentre la pulizia del palleggio (74% vs 76%) dimostra come le squadre si siano date battaglia, preferendo la concretezza alla qualità.
In conclusione: col senno di poi, bravo il nostro mister a non farsi ingolosire da cambi modulo solamente per la mancanza di risultati. Quando il gioco non è premiato dal risultato, lo sconforto deve prendere eventualmente solo i tifosi, non chi di mestiere fa l’allenatore.
Insistere sulla qualità delle prestazioni non è mai un errore, mai!

Tosco – Radio 1909

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