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Bologna-Chievo 3-0: il Tosco l’ha vista così…

Vorrei sgombrare il campo da inutili equivoci: la vittoria del Bologna, per nulla scontata, è non solo meritata ma assolutamente regolare.
No, perché far passare la nostra squadra per quella che ha ricevuto un ‘aiutino’, alludendo così a parentele sgraditissime, come sentito ieri sera in alcuni (mica pochi) commenti dopo la partita, è un esercizio virtuosistico da folli. In questa città c’è gente che non sta bene: sarà l’aria, o forse sarà la besciamella delle lasagne, che a lungo andare produce effetti devastanti nel cervello di troppi tifosi rossoblù…
Come si può pensare che i rigori dati al Bologna siano stati assegnati con leggerezza dal signor Pairetto? E il VAR? Nel caso qualcuno lo avesse dimenticato, gli episodi da rigore vengono ormai sezionati in lungo e in largo, e un’eventuale simulazione sarebbe stata percepita.
Come spesso si vede sui campi della Serie A, gli arbitri non si fanno problemi a cambiare le decisioni una volta richiamati al video.
Quindi?
Tutto regolare: di irregolare ci sono solo le menti di coloro che, nel caso in cui non avessimo battuto il Chievo nonostante una superiorità schiacciante (almeno sei occasioni da rete contro una, barricate da secolo scorso, e una ‘busseria’ d’altri tempi che ha costretto Pairetto a sette gialli e un rosso), oggi avrebbero gridato al mondo qualsiasi cosa di insensato gli fosse passata per il cervello.
Venendo al match, come dicevo sopra, non esiste mai vittoria scontata. Infatti la gara si era ingarbugliata, nonostante un avvio che aveva fatto ben sperare: gol annullato per questione di centimetri (il VAR, appunto, non dormiva), almeno tre palle gol nitide non sfruttate (Orsolini, Palacio, Soriano), un presunto rigore per fallo di mano di Rigoni non concesso (il VAR continuava a non dormire), una mancata espulsione per doppia ammonizione del clivense Leris e un primo tempo che si era chiuso ingiustamente sul risultato di parità.
Nella ripresa i felsinei hanno differenziato la manovra, troppo lenta e compassata fino a quel momento, aumentando i giri e azionando più giocatori sugli esterni. E proprio da giocate più rapide sono scaturiti, in sequenza, i due rigori che hanno deciso l’incontro.
Non è quindi una banalità affermare che, per sbloccare questa sfida, bisognasse azionare i giocatori con capacità di dribbling e forzare le giocate. Infatti i penalty sono nati così: uno contro tutti, prima di Soriano e poi di Sansone, difesa presa in velocità e falli nati per arginare i due attaccanti, che altrimenti si sarebbero presentati a tu per tu con Sorrentino.
Semplice da dire, un pochino più complicato da fare.
Il resto sono chiacchiere da bar. Ma vorrei ricordare che la vendita dei superalcolici, da una certa ora, è vietata: ieri sera, evidentemente, qualcuno ha trasgredito alla regola, e gli effetti dell’alcool sono ancora in giro per le strade, l’etere e il Web.
Hic hic!

Tosco – Radio 1909

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