Bologna-Empoli 3-1: il Tosco l'ha vista così...

Bologna-Empoli 3-1: il Tosco l’ha vista così…

Forse il più brutto primo tempo da quando Mihajlovic siede sulla panchina rossoblù (Bergamo non fa testo), complice anche un Empoli stranamente falloso e impreciso come un Chievo qualsiasi, ma che ha il pregio di sfruttare un diversivo tattico presentato da Andreazzoli nella prima frazione di gioco: fascia sinistra occupata da Pajac con una punta larga che poi si accentra per attirare Mbaye, e spazio lasciato libero occupato dall’avanzata dell’esterno che si accoppia con Krunic; conseguente superiorità numerica per la cattiva lettura difensiva del Bologna in inferiorità e per la posizione ibrida di Mbaye (indeciso tra la linea da mantenere e l’uscita su Pajac), aiuto del centrocampista di riferimento spesso tardivo, ed ecco qui il gol – un po’ fortuito – dei toscani, complice anche un distratto Skorupski.
I felsinei faticano quindi a riorganizzarsi, tanto che l’Empoli potrebbe raddoppiare, ma sarebbe stato troppo per quanto di poco visto nel primo tempo.
La ripresa comincia stranamente senza nessun cambio né di uomini né di modulo, ma il Bologna appare più vivo: accorcia sugli avversari in fase di non possesso, alza il baricentro (comunque già alto) di qualche metro, aumenta i giri del palleggio alternando le vie centrali e le fasce, collezionando così tiri dalla distanza e corner a ripetizione.
Grazie a questo aumento di pressione gli azzurri sbandano e cadono su uno dei tanti corner battuti a due tocchi (ricordo, per tutti coloro che detestano gli schemi sui piazzati, che è necessario alternare diverse tipologie di battuta) per poi finire k.o. su un missile di Orsolini dal limite.
Mi sono dilungato sulla cronaca perché sul piano tecnico-tattico non è stata, a mio avviso, una partita eccezionale: pochi spunti tecnici di nota e tatticamente solo l’accorgimento empolese descritto in precedenza.
Non mi resta che fare i complimenti a quanti si sono prodigati per raddrizzare una stagione difficile: non è ancora tempo di tirare le somme, ma queste settimane che ci separano dalla matematica salvezza potranno servire alla coppia Saputo-Fenucci per decidere come presentarsi all’incontro con Sinisa e al serbo stesso per definire le richieste da avanzare.
Se son rose fioriranno, altrimenti sarà stato comunque bello.

Tosco – Radio 1909

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