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Edera in gruppo e disponibile per Firenze, Destro inizia la riabilitazione sul campo

Bologna-Genoa 1-1: il Tosco l’ha vista così…

Bologna-Genoa è stata una bella partita, con tante novità non solo di formazione. Partiamo comunque da quest’ultima per descrivere un Bologna che ha tracciato un solco nuovo: gioca chi sta meglio e chi va ‘alla pugna’, gli acciaccati pronti a subentrare solo a partita in corso.
Quindi dentro Mattiello al posto di Dijks a fronteggiare Lazovic e Mbaye sulle tracce di Kouame, coppia centrale e trio di centrocampo confermati come nel secondo tempo di Milano, tutto diverso o quasi in prima linea: Edera e Palacio sugli esterni, Destro in mezzo.
I rossoblù sono partiti bene andando in vantaggio, ma la vera novità è il tipo di calcio che Mihajlovic ha deciso di proporre. Contro l’Inter, infatti, avevamo visto una squadra reattiva, che pur giocando reagiva a quello che proponevano gli avversari, ieri invece si è visto il tentativo ‒ ancorché allo stato embrionale ‒ di un calcio proattivo, di posizione, per nulla casuale, con un Pulgar sempre più inserito nel nuovo corso a formare insieme a Poli una coppia ben assortita.
Unica pecca il non essere riusciti a trovare quasi mai Soriano libero fra le linee, a onor del vero piuttosto intasate. L’ex Torino sembra l’unico calciatore in grado di creare gioco anche contro difese schierate, puntando la linea avversaria per poi cercare una giocata risolutiva (Edera, Palacio e Sansone, appena raddoppiati, scaricano).
Occorre che Sinisa trovi il modo di liberare più spesso il numero 21, costringendo i compagni anche a forzare qualche giocata: troppo importante la sua qualità in quella zona di campo, laddove la linea difensiva avversaria non può uscire e la linea mediana è ormai stata superata.
Lì si possono vincere le partite, con un giocatore come Soriano.
Il Bologna ha palleggiato da dietro con una costruzione bassa della manovra volta alla ricerca di uomini liberi sopra la prima linea di pressione avversaria, il giro palla non è stato un possesso sterile per calciare lungo in alternativa di soluzioni, ma al contrario si è cercato col possesso anche di conquistare campo costringendo i liguri ad arretrare il proprio baricentro.
È nato così il gol di Destro, con un sovraccarico di uomini sulla nostra fascia sinistra, pallone mosso con i tempi giusti per far disallineare la difesa del Grifone (lungo-dietro-sopra), infine palla dentro per il taglio della punta in mezzo ai due centrali.
Evidente anche l’errore di lettura del portiere Radu, ma bravo il Bologna a muovere con calma e precisione la sfera tra le linee.
Reazione del Genoa che non è tardata ad arrivare e supremazia territoriale che ha portato qualche apprensione di troppo alla retroguardia felsinea.
Il gol di Lerager nasce da un corner regalato da Mattiello, che avrebbe potuto leggere meglio la situazione difensiva partendo in anticipo e controllando l’avversario e la traiettoria, così da mettere il pallone in fallo laterale e non sul fondo.
Sugli angoli inutile recriminare, i gol si prendono e si fanno: al Meazza abbiamo vinto con i nerazzurri che marcavano a uomo, noi abbiamo incassato la rete marcando a zona. Non c’è bisogno di aggiungere nulla, né di dare colpe al portiere.
Sapete che non sono un grande estimatore di Skorupski (lo ritengo un portiere decisamente normale, né più né meno), ma su una traiettoria ad uscire ha deciso si stare in porta, mentre a Milano su traiettorie a rientrare ha preso tre palloni in mezzo all’area. Una scelta fatta probabilmente insieme allo staff e ai compagni, che suppongo siano a conoscenza che il proprio estremo difensore si muove di conseguenza alla traiettoria.
Se dobbiamo trovare per forza un colpevole, cerchiamolo nel cattivo allineamento dei difensori sulla linea dell’area piccola.
Ripresa con canovaccio simile alla prima parte, ma finale in crescendo dei rossoblù nostrani che fa recriminare per una mancata vittoria e nel contempo fa ben sperare per il futuro.
Teniamoci la discreta prestazione e il fatto che questa squadra sembra avere un’idea di un calcio proprio, fatto in casa, autarchico, dunque meno condizionabile dagli avversari. Anche se sarà complicato, ad esempio nelle prossime due gare, pensare di poter controllare la partita come fatto ieri.
A Roma e con la Juve saremo obbligati a partite più simili alla trasferta di Milano, ma come abbiamo visto i punti si fanno quando si riesce, le tabelle sono del tutto inutili e il Bologna del nuovo ciclo regala sensazioni positive.

Tosco – Radio 1909

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