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Danilo in parte con il gruppo, Mattiello prosegue allenamenti differenziati

Bologna-Inter 0-3: il Tosco l’ha vista così…

Due quadre in cerca d’identità, nel primo tempo partita bloccata ma gradevole, se non altro per l’intensità e la voglia di vincere di entrambe. Poi, nella ripresa, sia Bologna che Inter si allungano, si sfidano abbassando la guardia e, come spesso succede in questi casi, chi le prende è il più debole. Ma non me la sento di incolpare Inzaghi sui cambi, se non li avesse effettuati sarebbe stato accusato di immobilismo. Mancava un quarto d’ora alla fine: quando doveva farli i cambi, durante il recupero? Ha dimostrato coraggio, forse incoscienza, ma si è ribellato anche ad un po’ di malasorte che non sta certamente aiutando i rossoblù. Sì, anticipo la facile obiezione che la sfiga si attacca ai tristi. Bene, Pippo cerca di battere anche la malasorte e quella si combatte col coraggio, con la volontà, non con la codardia e la paura di osare.
La squadra in realtà sta crescendo, sia da un punto di vista fisico che nei tempi di gioco, manca ancora pulizia nel palleggio e una miglior lettura delle situazioni. Si prova il tiro da lontano quando si potrebbe scaricare sulle fasce per riempire meglio l’area (ad esempio Dzemaili), ci si accentra palla al piede, perdendola, quando sarebbe più opportuno appoggiarsi su un compagno per salire con più uomini (ad esempio Falcinelli).
Non sarei nemmeno così spietato nei confronti dello svizzero, calciatore che al sottoscritto non è mai piaciuto troppo sin dai tempi del Torino, ma che è l’unico − purtroppo − ad arrivare con una certa frequenza in zona tiro. Vorrà pur dire qualcosa? Pulgar, ragazzo da me difeso fin dai tempi di Corvino, quando veniva spacciato per un pacco, cosa sta dando in questo momento al centrocampo? Un po’ d’interdizione, certamente, ma nulla o quasi in costruzione: passaggi banali, appoggi ai difensori e mai, mai un’iniziativa personale, un lancio sugli esterni coi giri contati, una palla smistata sulle punte. Dovrebbe essere lui il nostro faro, l’iniziatore della manovra, l’uomo che sceglie da che parte giocare e su chi farlo.
E allora, cerchiamo di osservare in maniera corretta le partite, senza la cecità dettata dal tifo o dalla delusione. Tutti, chi più chi meno, hanno ampi margini di miglioramento (compreso il mister), ma era un prezzo da pagare e si sapeva. La strada è lunghissima e chi ci dà per morti adesso avrà ancora tanto fiato e tempo da sprecare. Il Bologna è vivo e lo ha dimostrato ampiamente, tenendo testa in maniera dignitosa ad una formazione che ha un valore della rosa otto volte superiore al nostro. Sì lo so, a Sassuolo hanno perso, ogni tanto perdono anche loro e mai contro di noi… Non ci casco, vedete?
Questi, purtroppo, sono i numeri, veramente impietosi e contro i quali non ci si può fare niente. Non scaleremo mai questo tipo di posizionamento, mai, Saputo o non Saputo, e la vittoria contro le corazzate della Serie A sarà sempre un evento casuale, per noi e per gli altri club della stessa fascia. Il resto è solo chiacchiericcio. Piuttosto fa male, parecchio, vedere tanti sostenitori avversari riempire il Dall’Ara, lasciato mezzo vuoto da sedicenti tifosi bolognesi, capaci poi di lamentarsi che lo stadio nuovo sarà solo di 28 mila posti o giù di lì. E chi ci dobbiamo mettere dentro? Gli interisti di ieri? Ne basta uno da 20 mila e ringraziare.
«Con squadre scarse non si riempono gli stadi, caro Tosco!». Ma anche stare a casa e vomitare astio sui social, sai che soddisfazione…

Tosco – Radio 1909

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