Nagy saluta Bologna su Instagram:

Bologna-Lazio 0-2: il Tosco l’ha vista così…

Devo per forza di cose fare una premessa, perché durante la trasmissione del post partita su Radio1909 mi sono arrivate molte critiche, garbate per quanto possibile, derivanti dal fatto che il sottoscritto non è particolarmente critico nei confronti di Inzaghi.
Ora, io devo cercare di analizzare le partite con la ‘disinvoltura’ di chi la vede senza essere tifoso, con una certa dose di distacco, tenendo in considerazione tanti fattori, come ad esempio la forza degli avversari, le problematiche legate alla contingenza del momento, la casualità o meno di certi episodi e così via.
Se facessi in altro modo, non sarei in linea con ciò che mi è stato chiesto, sarebbe solo il parere arrabbiato (spesso) o entusiasta (poco) di un tifoso, valido quanto il vostro ma uno dei tanti.
Per questa rubrica mi è stato chiesto altro: fare critica. Non inveire, né tantomeno (magari!) esultare e gioire.
Le reazioni al termine della gara d ieri le ho trovate esagerate per quanto si è visto in campo (diverse sono le giuste proteste per quattro anni orrendi, ma questa è un altro discorso), dove la disparità tra le due formazioni era talmente evidente che sperare di fare punti rientrava solo nel fatto che nel calcio ci sta ‒ quasi ‒ tutto.
Vorrei però rammentare che, avendo ormai la Lazio incontrato tutte le altre squadre impegnate nella lotta salvezza, i biancocelesti le hanno battute tutte tranne il Chievo, contro cui hanno pareggiato (Empoli, Udinese e appunto Bologna piegate in trasferta, Frosinone, Spal, Genoa e Cagliari all’Olimpico).
Questo per correttezza d’informazione, perché sembra che abbiamo perso da una squadretta, ma a me non è parso così.
I ragazzi di Inzaghi, partiti col classico 3-5-2, sono stati sempre in partita. Certo, hanno avuto la pecca di non reagire dopo lo svantaggio, ma nel secondo tempo (anche grazie all’ingresso di Palacio prima e Orsolini poi) hanno aumentato i giri dopo il passaggio al 4-3-3 e qualche affanno agli avversari lo hanno creato, pur senza impensierire il portiere avversario. Così come pochi pensieri ha avuto Skorupski, ad eccezione di una deviazione in corner su tiro telefonato di Luis Alberto nel primo tempo.
Purtroppo la manovra, come tante altre volte, è apparsa farraginosa se non stantia: non ci riescono più le accelerazioni, quelle che a metà girone d’andata parevano diventate il vero oggetto del gioco di Inzaghi, mentre la fase difensiva sembra reggere tutto sommato bene.
E ha ragione da vendere Pippo quando dice di essere arrabbiato per aver subito due gol su calcio piazzato, perché non rientra(va) nelle negatività della sua squadra.
Anche nella prima mezzora il Bologna aveva tenuto testa agli avversari con una sufficiente padronanza, ma non era mai riuscito a ripartire con i giri giusti, incappando sempre in un controllo mal riuscito, in un pallone pigro o comunque in qualcosa che rallentava la manovra.
Ecco, a mio avviso, il vero problema dei rossoblù: bisogna aumentare decisamente la qualità tecnica e dinamica del centrocampo. A tal proposito, a difesa di Inzaghi, c’è da aggiungere che sta scontando l’assenza cronica di Donsah, la pessima condizione di uno Dzemaili che neanche il suo più grande detrattore avrebbe immaginato in questo stato, e un Pulgar che definire a mezzo servizio è un complimento.
Difesa e attacco potrebbero trovare giovamento da un centrocampo più tecnico e dinamico.
Ora spogliatevi dai panni del tifoso e immaginatevi telespettatori un po’ annoiati che vi siete guardati questa partita ma tifate altro.
Sapete cosa avreste detto alla fine? Beh, la Lazio ha poi vinto per due corner!
Perché, che mi crediate o meno, ieri è andata così, il Bologna ha prodotto la stessa identica prestazione vista contro Milan e Parma.
Scusate se questo articolo può apparire troppo indulgente nei confronti della squadra e del suo allenatore, ma io devo fare questo. Chi mi ascolta in radio sa perfettamente che non mi sottraggo a prendere posizioni diverse, più o meno opinabili, ma qui faccio un altro mestiere.

Tosco – Radio 1909

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