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Bologna-Milan 0-0: caro Pippo ti scrivo…

Caro Pippo, dove eravamo rimasti?
Non lo so, comincio a non capirci più niente.
Prepari una partita difensivamente perfetta, ma alla 16^ giornata non sono ancora riuscito a capire cosa vuoi fare del pallone quando, anche casualmente, ci è consentito averlo tra i piedi.
Bassi e pronti a ripartire come ieri, poi però non ripartiamo mai, perché alcuni uomini li sistemi in campo non propriamente là dove per caratteristiche dovrebbero stare.
Svanberg, ad esempio, così sacrificato dentro ad un contesto tattico che non gli appartiene. Lo svedese è, ad oggi, uno dei pochi calciatori del Bologna con un tasso tecnico discreto, ma tu lo ingabbi nei tre di centrocampo con compiti spiccatamente difensivi.
Parliamo di un puledrino che ha bisogno di liberarsi in agilità nelle metà campo avversarie, non può stare dentro al recinto di un centrocampo dove contare i metri quadrati da coprire.
Anche l’impiego di Santander non è il più funzionale: troppo sacrificato nel far salire una squadra che invece, giocando come ieri, non deve salire ma scendere a folate, solo folate, perché per salire di collettivo bisogna poi anche saperlo fare, avere linee di uscita che ancora non si vedono (comincio a pensare che forse non le hai ancora chiare nemmeno tu in testa, caro Pippo).
‘El Ropero’ sembra un 4×4 utilizzato per trainare la Panda della moglie perché non va mai in moto.
Cambia la batteria della Panda e usa il fuoristrada per quello a cui serve realmente!
Federico deve fare il centravanti, punto e basta. Non alla Andersson, tanto per capirci, ma alla Santander, che è assolutamente capace di attaccare la profondità, oltre che di riempire l’area per la specialità della casa: il colpo di testa verso la porta.
Esatto, verso la porta, non a centrocampo per la spizzata, quella non ce l’ha o gli riesce con risultati alterni. Non è infatti un caso che Santander abbia reso meglio insieme a Falcinelli che in coppia con Palacio.
Altro enigma a cui sarebbe opportuno trovare una soluzione è quello relativo alle fasce, vero motore del 3-5-2, dove non ci sono ancora delle gerarchie ben definite.
La titolarità di Mattiello può anche essere un punto di partenza, ma il fatto di aver alternato quattro calciatori a sinistra dall’inizio stagione non porta di sicuro a dare certezze.
Sull’out mancino sono stati schierati Dijks, Krejci, Mbaye e lo stesso Mattiello, direi quindi che sia arrivato il momento di battezzare un titolare per avere quelle linee di uscita almeno da dietro che ancora non si vedono.
Poi la gestione di Orsolini, Dzemaili e Destro.
Tanti, troppi errori nell’utilizzo di questi tre.
Il numero 7, schierato a centrocampo è un azzardo che non possiamo permetterci: le invenzioni tattiche, quando non si hanno certezze quasi su niente, le lascerei stare.
Lo svizzero non può essere certamente quel giocatore lì, ma ogni volta che lo mandi in campo – se possibile – fa peggio, quindi delle due l’una: o speri nel fato, nel ‘tanto prima o poi tornerà ad essere almeno un atleta’ (adesso non sembra proprio un calciatore, anche lo sguardo è smarrito in un vuoto disarmante), o più prosaicamente fai giocare i più in forma, visto che il tuo mestiere lo prevede, e penso che attualmente il buon Blerim sia il meno in forma dell’intero campionato.
E infine la pantomima Destro.
Ho criticato aspramente il tuo predecessore per la gestione scellerata – non solo sul piano tecnico-tattico – dell’attaccante ascolano nell’ultima stagione, ma tu stai facendo anche peggio. Solo dal punto di vista umano, tecnicamente è impossibile in quanto non lo fai giocare.
Non ti piace? Legittimo.
Ma 4 (quattro) minuti suonano veramente da presa in giro.
Così non si fa!
La risposta in sala stampa, poi, è stata peggio della scelta.
So di essere stato per la prima volta molto severo nei tuoi confronti, ma si era detto che alla fine del girone d’andata si sarebbe cercato di arrivare ad un giudizio. Bene, ormai ci siamo e ammetto di avere più dubbi dopo sedici partite che all’inizio del campionato.
Allora forse erano solo speranze, adesso comincio ad avere delle perplessità.
Il materiale tecnico a tua disposizione sarà anche modesto, ma tu lo stai utilizzando male e la confusione che sto vedendo nella scelta dei piani partita e degli uomini mi sconcerta.
Troppi cambiamenti, soprattutto nell’ultimo periodo, mandano in confusione i giocatori. E non riguardano il modulo, ma l’interpretazione dello stesso.
Ieri abbiamo palleggiato da dietro, oggi no, domani chissà…
Come vedi non ho parlato dei risultati e della classifica. Quelli sono una conseguenza di tutta questa confusione che mi sembra albergare in te.
Spero vivamente che le prossime tre gare possano servire a schiarirti le idee, così da avere un grafico più
limpido anche per i movimenti di mercato.
Ora come ora io non saprei dove mettere le mani, viste le ultime prestazioni.
Ma io, fortunatamente, non conto.

Tosco – Radio 1909

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