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Bologna-Udinese 2-1: il Tosco l'ha vista così...

Bologna-Udinese 2-1: il Tosco l’ha vista così…

Partita tutto sommato divertente tra due squadre per nulla speculari.
Bologna ormai chiaramente votato ad un calcio verticale, fatto di palloni profondi per la ricerca poi di scambi ravvicinati (vedi gol di Santander) o di combinazioni sulle fasce cercando la superiorità numerica (vedi gol di Orsolini).
Di contro l’Udinese con una manovra più corale, forse anche più bella per quel che può contare, con allunghi palla al piede di Fofana e De Paul, particolarmente ispirati, e un’inedita vocazione al tiro dalla distanza, creato dalla capacità balistica di Mandragora e dei sopracitati ma anche da interessanti schemi di smarcamento senza palla. Mister Velázquez sembra avere idee, sarà interessante osservare gli sviluppi della sua carriera.
Tuttavia, per noi è ancora più interessante constatare i progressi della formazione di Inzaghi, capace adesso di verticalizzare con un certo ritmo per tutti i novanta minuti, concedendosi poche pause, dentro le quali comunque si difende con discreto ordine.
Migliorata anche la capacità di coprire il campo in modo più compatto, più armonico, con salita dei giocatori più sincronizzata, con maggior facilità di ‘trovarsi’ sia negli spazi stretti che in campo aperto.
Bene anche la tenuta morale del gruppo (preventivamente battezzato come scarso da una critica presuntuosa, come sottolineato da Inzaghi in conferenza stampa), che ha dovuto superare la mancata assegnazione di un calcio di rigore netto su Svanberg e il gol del vantaggio friulano, nato da una disattenzione di Krejci, troppo lento a leggere la situazione che si era creata alle sue spalle.
I rossoblù hanno risposto come meglio non avrebbero potuto, dimostrando una crescita mentale notevole, reagendo di nervi, gambe e cuore. Lo ha rimarcato anche il mister nel post partita, indicando come solo la gara di Torino fosse stata interpretata male dai suoi ragazzi. Quindi non solo il sottoscritto aveva notato poco fire and desire in casa della Juve…
Ieri il Bologna hanno ripreso il suo cammino di squadra alla ricerca di una nuova identità, fatta di tanta corsa verticale e di strappi continui, potendo poi appoggiarsi a quello che sta diventando il vero regista offensivo dei felsinei, quel Federico Santander sul quale – così come sull’intera rosa – si erano fatte facili e becere ironie.
Il numero 9 sta dimostrando di essere un signor calciatore al netto dei gol, e in tanti dovranno ricredersi. «Santander sa giocare bene al calcio» (citazione mia, vamolà).
In più c’è un organico che appare meno debole di quanto sembrasse a qualcuno e molto profondo: le assenze di Donsah, Helander, Palacio e Poli e le scelte di panchinare Destro, Gonzalez e soprattutto Pulgar non hanno tolto nulla alla squadra, anzi, probabilmente stanno fortificando un gruppo dentro al quale tutti dovranno sentirsi importanti ma nessuno indispensabile.
Principi fondamentali per ottenere risultati che Inzaghi sta facendo emergere in modo determinante, le scelte di ieri ne sono la riprova.

Tosco – Radio 1909

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