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Bologna-Villarreal 3-4: il Tosco l'ha vista così...

Bologna-Villarreal 3-4: il Tosco l’ha vista così…

Partita che al sottoscritto è piaciuta poco: tanta confusione tattica sia da parte nostra che dei nostri avversari, che essendo squadra ‘possessocentrica’, come quasi tutte le compagini iberiche, avrebbero dovuto e potuto fare meglio in virtù di un organico superiore per valore complessivo della rosa, di un undici iniziale praticamente titolare e di una preparazione quasi ultimata al cospetto di un Bologna ‘sperimentale’.

Per noi, di contro, tanta, troppa difesa posizionale bassa: morbida in Denswil, incapace di alzare il livello di aggressività della linea, statica in Bani, in difficoltà nell’uno contro uno, impercettibile in Mbaye, che fa spesso ‘la sua gara’ dimenticandosi dell’allineamento, ingiudicabile nei due mediani davanti alla difesa, tanto volenterosi quanto improvvisati e di conseguenza spaesati.

Per fortuna che i quattro moschettieri là davanti sono della stessa categoria degli avversari spagnoli (il Villarreal è squadra più attrezzata dei rossoblù e lo sarà anche quando compreremo ciò che ci serve in mediana, il gap a livello di valutazione è per ora incolmabile) e fanno vedere lampi di gioco efficaci che, unitamente a sprazzi di furore agonistico in mezzo al campo e all’orgoglio del non voler soccombere, portano il Bologna a meritare forse anche un pareggio, risultato che per cifra tecnico-tattica non ci stava.

Finisce allora giustamente con la vittoria degli spagnoli, i felsinei fanno comunque una discreta figura ma io ho preferito di gran lunga le partite in Austria e Germania, compresa la prima anche se persa: la squadra mi era sembrata più lineare, più compatta, con tratteggi di calcio codificato, mentre sabato sera ho visto tanto caos, un calcio estemporaneo e vinca chi ne fa di più.

Non voglio dilungarmi sull’assenza di un centrocampista di livello tecnico superiore perché i dirigenti lo sanno certamente meglio di me, mentre sottolineo come le conferme siano arrivate dai soliti che non deludono mai: Palacio, Soriano, Sansone e Poli. Gli altri, chi per posizione in campo non propria, chi per ritardo di condizione, chi per difficoltà di ambientamento, devono ancora lavorare tanto.

A livello tattico ha funzionato la ri-aggressione appena perso palla, il riuscire ad arrivare al tiro con pochi passaggi, una discreta capacità da parte di Sansone e Soriano nell’aiutare ad uscire in palleggio i centrali difensivi, e poi la catene di destra e soprattutto quella di sinistra hanno lavorato bene.

In attesa del rientro in pianta stabile dei titolari Poli e Dzemaili, che potranno dare alternative nel palleggio per avere più soluzioni in fase e di costruzione e di interdizione, è del tutto inutile commentare una linea mediana composta in fase di possesso da due ragazzi del ’99 che diventavano tre in fase di ripiegamento: la Serie A non è un campionato under 23, lo sappiamo tutti e lo sa anche il Guru (cit.), inutile ricordarglielo tutti i giorni con articoli ansiosi, ripetitivi e  stucchevoli.

Basta stare calmi e presto vedremo il Bologna che ha fatto così bene le ultime 17 partite dello scorso campionato. Se poi qualcuno ha voglia di cercare il male dappertutto, esistono delle cure specifiche: sono un po’ costose, non le passa la mutua, però aiutano.

Tosco – Radio1909

© Riproduzione Riservata

Foto: bolognafc.it