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Cagliari-Bologna 2-0: il Tosco l'ha vista così...

Cagliari-Bologna 2-0: il Tosco l’ha vista così…

Niente da eccepire su un 2-0 limpido e lineare.
Un gol per tempo e tutti a casa, niente da recriminare. Compreso il possibile secondo giallo a Pisacane, che si è sicuramente aiutato col braccio per contenere Santander, ma basta aver giocato a calcio – anche solo in un campetto di periferia – per sapere che così si fa per prendere posizione durante la corsa e che il contatto è del tutto veniale.
Non attacchiamoci a queste cose per giustificare una prestazione del tutto insufficiente: nell’atteggiamento, nella proposta di gioco e inevitabilmente nel risultato.
Le statistiche, se lette senza aver visto la partita, potrebbero trarre in inganno, ma possesso palla e tiri in porta per impattare i numeri del Cagliari sono arrivati a babbo morto, cioè quando ormai i sardi avevano in mano la partita ed hanno lasciato, giustamente, il pallino del gioco (?) in mano al Bologna.
La squadra di Inzaghi sta cercando un’identità che si è vista solo a tratti e solo in alcune partite, non in tutte. Questione di mentalità, come ho provato a spiegare nel post Juventus, venendo da chi capito e da chi frainteso.
La sconfitta in terra piemontese aveva evidenziato nella forma, non nella sostanza, che il cambio di mentalità non era avvenuto, e alla Sardegna Arena è arrivata la più classica delle conferme.
A Torino si era data la colpa allo strapotere degli avversari, non credo si possa dire lo stesso a Cagliari…
Sono alti e bassi fisiologici per una squadra che ha cambiato quasi tutto l’organico (ieri otto undicesimi erano nuovi) e lo staff tecnico.
Ci sarà da preoccuparsi invece se la dirigenza non prenderà provvedimenti nei confronti di coloro, giocatori o allenatore, che non si prodigano per tenere alto il livello di tensione o non si dimostrano all’altezza. Non si possono accettare senza far nulla tante sconfitte, e cinque in otto gare sono già troppe a mio avviso.
La rosa è stata costruita per un calcio di grinta, carattere, fisicità, palle insomma, per cercare un gioco coraggioso, verticale, quasi spregiudicato, il tutto azzerando le gerarchie e non facendo sconti a nessuno. Bene, continuo a vedere poco di tutto ciò o quantomeno solo a sprazzi, non sufficienti per portare a casa almeno dei punti.
Con questi calciatori e con le scelte fatte in estate non si può fare altro. Se si gioca sottoritmo, o anche al ritmo degli avversari, si rischia di perdere da tutti. Se invece si alza il livello d’intensità e si alternano palla a terra e palla alta per andare ‘a rimbalzo’, lottando come dei leoni, allora si possono fare cose discrete, anche impensabili.
Parlare di tattica o ‘pippe’ varie non ha senso se le caratteristiche dei giocatori che hai cercato in sede di costruzione della squadra poi non si vedono in campo.
Ha senso parlare del cattivo scaglionamento in campo dei calciatori quando quasi tutti i contrasti a centrocampo li ha vinti il Cagliari?
Ha senso parlare di squadra troppo lunga quando è la difesa a stare bassa, probabilmente per scelta del mister che non vuole dare profondità agli avversari, ma che non trova elementi pronti a scalare le marcature per disattenzioni, incassando il primo gol con errori in serie (Calabresi non temporeggia su Castro, quindi Danilo si stacca da Joao Pedro)?
Tecnico e dirigenti, soprattutto questi ultimi, compreso il presidente (una strigliata ogni tanto non guasterebbe, la faccia buona non paga sempre), dovrebbero tenere alto il livello di tensione e quindi di attenzione: non ci si può rilassare mai, e per far questo a volte conta farsi sentire, alzando la voce e sbattendo i pugni sul tavolo, prendendo provvedimenti e soprattutto non demandando tutto ciò al solo allenatore.
È tutto l’ambiente che deve cambiare mentalità, tutto!
Svestire l’abito ‘buono’ ed elegante del We Are One e indossare il vestito da lavoro, la tuta unta da officina, qui c’è solo da sporcarsi le mani e non da pettinare le bambole (cit.).
E allora, dopo la partita contro il Cagliari torno a ripetere: fuoco e desiderio o pugnette e gazzosa? Chissà se questa volta sono stato più chiaro…

Tosco – Radio 1909

© Riproduzione Riservata

Foto: Getty Images