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Chievo-Bologna 2-2: il Tosco l'ha vista così

Chievo-Bologna 2-2: il Tosco l’ha vista così

Parto dalla fine: il pareggio me lo tengo stretto (come avevo dichiarato nell’articolo di presentazione del Chievo), nonostante sia paradossalmente l’unica nota parzialmente positiva di una partita che potevamo anche perdere. Ho scritto ‘anche’, perché per come si era messa il pareggio è giusto e pure guadagnato, visto lo svantaggio dopo la rimonta gialloblù.
La prestazione del Bologna fa segnare purtroppo un passo indietro su quasi tutti i fronti: il gioco latita, tatticamente non siamo stati capaci di ‘accorciare’ sugli avversari in fase di non possesso, e non siamo riusciti nemmeno ad accendere la scintilla emotiva pur avendone avuto la possibilità, sia nel trovare casualmente il vantaggio che agguantando il pareggio con l’unica azione ben congegnata di tutta la gara.
Questi due episodi sono rimasti tali dentro ad un match neanche troppo difficile da interpretare: squadre speculari, centrocampo avversario muscolare e non di palleggiatori che andava aggredito più alto, prima che riuscisse ad innescare i quinti, che infatti ci hanno creato non poche difficoltà, soprattutto il giovane Kiyine.
Tutto ciò è stato fatto poco e male, e il Chievo ha trovato alcune geometrie migliori delle nostre meritando il pareggio, anche se nell’occasione del rigore (un po’ generoso) la casualità ha giocato un altro brutto scherzo ai felsinei.
Adesso è tempo di un primo check-up, cercando di capire perché pochi alti e così tanti bassi al netto della modestia dell’organico a disposizione di mister Inzaghi. Con tutto il rispetto che ho sempre dimostrato di avere per le altre squadre, compreso il Chievo (basta leggere il pezzo di sabato), non credo che alcuni organici che ci precedono in classifica – vedi Parma, Genoa o Spal – abbiano calciatori tanto superiori ai nostri, quindi bisogna che Pippo trovi altri equilibri o soluzioni alternative che la rosa propone.
I gol di ieri, quello contro l’Atalanta, il primo contro l’Udinese e il primo contro la Roma, sono scaturiti da situazioni di attacco a difesa avversaria schierata, quindi non in transizione. Dunque è ipotizzabile che provando un calcio di attacco posizionale, e non fatto solo di ripartenze, qualche chance in più potremmo averla, e in tal caso un giocatore come Orsolini può essere determinante. Di conseguenza si può pensare ad uno schieramento alternativo al 3-5-2 sin dall’inizio e non solo a partita in corso, nel quale inserire il giovane numero 7.
È solo un esempio di come dirigenti e allenatore potrebbero lavorare durante la sosta per trovare una soluzione prima della lunga pausa invernale, che potrà essere – si spera – più serena di questa oppure malinconicamente triste e con un mercato da portare avanti in affanno.
Credo che questa rosa e questo allenatore possano fare e dare di più. Non tanto, ma qualcosa certamente sì.

P.S.: a coloro che mi criticano a prescindere per il semplice fatto che continuo a tenere una linea diciamo ‘filo-saputiana’, vorrei ricordare che i miei interventi su ZO sono sempre e solo di natura tecnica, riguardano cioè gli avversari che affronteremo e come ho visto la partita, non a difesa di qualcosa o qualcuno.
Per le polemiche esistono tanti articoli più generici, vedi rassegna stampa o altro, dove dar sfogo alle più o meno giuste rimostranze nei confronti della proprietà. La riconoscenza che provo per il patron del Bologna non fa di me il suo confidente né tantomeno il suo portavoce. Insomma, sprecate tempo ed energie.
Diverse sono invece le critiche nel merito, che accetto e leggo sempre attentamente. Aggiungo e concludo: storpiare il cognome delle persone è esercizio infantile, da bambini dell’asilo.

Tosco – Radio 1909

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