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Con Baroni un Frosinone difficile da decifrare

Con Baroni un Frosinone difficile da decifrare

Cosa ci possiamo aspettare da un allenatore che è arrivato da sole quattro partite, non ha rivoluzionato tatticamente niente e soprattutto non è riuscito a far cambiare piglio alla squadra? Stesso 3-5-2 di Longo, stesse – poche – linee di gioco e stessi difetti di prima.
Il mercato sta portando qualcosa, ad esempio Valzania e Viviani per rinforzare un centrocampo inadeguato per la categoria in cui Cibsah sembra un extraterrestre, mentre in attacco Pinamonti ha alzato il tasso tecnico ma predica nel deserto e la difesa si regge sul nulla dei vari interpreti, che pur cambiando non trovano continuità.
Trotta e Simic sono altri due acquisti proprio delle ultime ore, forse li vedremo in campo o forse no, ma non so che tipo di resa possano avere nel breve periodo.
Tornando a Baroni, pronti via ha inanellato due risultati confortanti, pareggio a Udine col Milan, per poi regalare la prima e unica vittoria al Chievo e farsi umiliare in casa da un’Atalanta strepitosa come sempre, ma cinque gol sono tanti.
L’allenatore toscano potrebbe allora pensare ad un cambio di modulo, visto che in carriera ha sempre preferito la difesa a quattro, aggiungendo un attaccante in più al fianco del rientrante Ciofani, con Pinamonti e Ciano sottopunta: un 4-3-2-1 dinamico ma che andrebbe ad indebolire una retroguardia che fa già acqua da tutte le parti.
Insomma, è un prenderci…
Ma pensiamo a noi e alle nostre tribolazioni, che non sono da meno.
A Ferrara si è intravisto ciò che potrebbe riservarci il girone di ritorno, ovvero un Bologna più qualitativo, con qualche arma in più in zona di rifinitura e conclusione, ma con una fase difensiva ancora molto rivedibile: fare il 4-3-3 alzando la linea del centrocampo in pressione senza alzare con le giuste distanze la linea difensiva è un suicidio tattico.
Domenica scorsa a Ferrara si sono viste anche nel primo tempo, pur giocato discretamente, queste distanze troppo dilatate tra i reparti. Ho ancora negli occhi almeno un paio di situazioni in cui gli avversari ci hanno infilato sul pressing errato con difesa troppo bassa, non pagate a caro prezzo per pura casualità (vedi confettino di Antenucci in bocca a Skorupski a metà primo tempo).
Non andrei a prenderli alti col rischio di subire un contropiede anche casuale, il Frosinone è una squadra che ‘si ammazza da sola’.
Se ricordate, l’anno scorso affrontammo il Benevento (che aveva già esonerato Baroni) proprio come adesso il Frosinone, alla seconda di ritorno, con i sanniti in recupero ma fondamentalmente all’ultima spiaggia: contropiede e palo di uno scatenato Guilherme, quindi gara accorta dei rossoblù sbloccata da Destro e giocata poi sul velluto.
Con la sfortuna di quest’anno, quel palo si trasformerebbe probabilmente in gol, e dopo sarebbero guai grossi…
Allora lasciamoli palleggiare e colpiamoli in ripartenza, facciamo quello che fanno le squadre più forti contro di noi, che spesso ‘ci ammazziamo da soli’.

Tosco – Radio 1909

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