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Confusione tattica e tanto altro: ecco la Roma

Confusione tattica e tanto altro: ecco la Roma

Dopo la cessione di Nainggolan e Strootman, i giallorossi faticano a trovare nuovi equilibri a centrocampo, complice anche la sempre meno performante condizione di capitan De Rossi. La squadra dello scorso anno era abituata a risalire il campo portando palla, più che attraverso il fraseggio, e i calciatori ceduti e erano tra i migliori interpreti di questa filosofia. Adesso la Roma deve trovare nuove linee di gioco e, viste le caratteristiche dei sostituti (il giovane Pellegrini e il compassato Nzonzi), era inevitabile ipotizzare alcune difficoltà a riguardo.
Gli assalti dalle retrovie sono ancora molto continui con Kolarov e Florenzi, e davanti non manca certo qualità con i vari Dzeko, vero perno attorno al quale ruota tutto l’attacco capitolino (immagine 1), El Sharawy, Under, Perotti e Kluivert, che danno tanta profondità.

Immagine 1

Tuttavia, come detto, è la mediana il vero tallone d’Achille romanista: lento nell’impostare e pigro nel rientrare, tanto che a Madrid mister Di Francesco ha deciso di buttare nella mischia anche il giovanissimo Zaniolo per provare a vivacizzare tutto il reparto. Un reparto che comprende anche Cristante e Pastore, capaci eventualmente di giocare sottopunta.
Pensare che questa rosa possa avere dei problemi fa sorridere, eppure ad oggi pare così. Oltre a questi difetti in fase d’impostazione, si aggiungono anche problemi difensivi, in particolare una certa approssimazione nelle letture a retroguardia schierata (immagine 2) e spaziature errate tra i singoli non sempre adeguate alle situazioni, che portano la difesa ad essere infilata in velocità (immagine 3).

Immagine 2

Immagine 3

Naturalmente è tale e tanta la qualità dell’organico (valore complessivo circa 370 milioni di euro, cioè cinque volte quella del Bologna), che anche adesso la Roma riesce comunque a rendersi pericolosa e a trovare il gol con discreta facilità, ma questo è un altro discorso.
Le difficoltà sono talmente evidenti che non è ancora stato battezzato non solo l’undici titolare, ma neanche l’assetto tattico, che oscilla tra il 4-3-3 della prima giornata contro il Torino e il 3-4-1-2 della seconda contro l’Atalanta (per poi rimediare al doppio svantaggio con un 4-2-3-1 ultra offensivo), creando un po’ di confusione sia nei giocatori che in tutto l’ambiente.
La speranza dei rossoblù è di trovarsi di fronte una squadra ancora afflitta da questi problemi tattici e ora anche psicologici, e che nel frattempo si cominci a vedere una crescita in termini di condizione atletica, utile per affrontare formazioni così strutturate sia tecnicamente che fisicamente. Ricordo infatti la rosa della Roma è la più ‘grande’ di tutta la Serie A, avendo un’altezza media di 185,75 centimetri, ma anche il Bologna non scherza con i suoi 184,65 centimetri. Almeno sotto l’aspetto della fisicità non abbiamo nulla da invidiare ai giallorossi.

Tosco – Radio 1909

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