È sempre il Bologna di Sinisa: Palacio, Poli, Soriano e Tomiyasu sugli scudi, brilla anche Kingsley

Diversivi tattici

Non è mia abitudine commentare le prestazioni fornite nelle prime amichevoli, soprattutto contro squadre di categorie decisamente inferiori, ma la partita di ieri ha visto alcune interessanti sfumature che mi sembrava giusto condividere con voi.

Al di là della mancanza di almeno due titolari certi, Pulgar e Orsolini, e di altrettanti calciatori importanti come Santander e Poli, lo schema offensivo (ripeto a scanso di equivoci: offensivo) dei rossoblù è variato quantomeno rispetto a quello iniziale previsto da Mihajlovic durante la passata stagione: si può tranquillamente affermare che oggi il Bologna usa il 3-4-3 o, per essere ancora più precisi, il 3-4-2-1 (l’immagine 1, tratta da Bologna-Cagliari, dimostra che si è già usato questo schema come alternativa).

Immagine 1

La posizione di Dijks è praticamente sulla stessa linea dell’opposto Palacio (immagino lì Orsolini in futuro), i due centrocampisti si allineano anch’essi per poi scomporsi solo quando uno dei due riceve palla, Sansone e Soriano agiscono da esterni per poi accentrarsi lasciando campo per le sovrapposizioni dalle retrovie, e i centrali difensivi sono chiaramente disposti a 3, allargando a sinistra Denswil e sul lato opposto Mbaye, con Danilo perno centrale per far partire l’azione dal basso.

Si sono notate anche molto bene le ‘catene’, quella di destra Mbaye-Palacio-Soriano e quella di sinistra Denswil-Dijks-Sansone, con Dzemaili e Donsah bravi a correggere eventuali eccessi di zelo in qualità di equilibratori, utili anche nelle marcature preventive in caso di perdita del possesso.

Facile eccepire che per la qualità degli avversari e per la mancanza di alcuni titolari si sta forse sperimentando qualcosa, ma tendo ad escludere ciò, conoscendo il lavoro che viene fatto in ritiro: raramente si deroga a quelli che sono i dettami base, al contrario si forzano le situazioni proprio perché si instaurino più certezze possibili. Le rifiniture si faranno oltre, praticamente a campionato iniziato, e infatti non è un caso che tante squadre necessitino di alcune giornate per oliare gli ingranaggi.

Altro aspetto non di poco conto: Mihajlovic e i suoi collaboratori, in sede di allestimento della stagione, quando cioè hanno cominciato ad immaginare il gioco da proporre, avranno certamente valutato tutti gli aspetti, tra i quali non va sottovalutato quello di essere uguali ‒ e quindi facilmente prevedibili ‒ all’anno prima. Potendo lavorare con due mesi di preparazione e non di fretta come quando subentrarono, avranno pensato di sfruttare al meglio le caratteristiche dell’intera rosa, apportando modifiche tali da far rendere ancor più e meglio il maggior numero di calciatori a disposizione e con un assetto tattico parzialmente rivisto, così da risultare appunto anche meno prevedibili.

Un esempio su tutti, la posizione di Soriano e Sansone. Il primo, nel campionato scorso, molto attivo nella fase di pulizia del palleggio in aiuto a Pulgar ma raramente decisivo sotto porta: con questa sistemazione potremo vederlo più spesso in zona tiro o rifinitura. Il secondo, invece, fino ad oggi molto sacrificato in fase di non possesso come quarto di centrocampo, adesso forse un po’ più alto per avere meno campo da percorrere quando si passa alla transizione offensiva e quindi, anche per lui, più facilità di arrivare alla conclusione o all’assist.

Chiaramente in difesa posizionale la squadra si ricompatta con la linea difensiva a 4 e tutti gli altri calciatori sotto la linea della palla ad attuare pressione e densità, ma le novità in fase di possesso mi sembrano decisamente interessanti.

Potrei anche azzardare le motivazioni che hanno portato a tale cambiamenti: oltre, come detto, al voler essere meno prevedibili (avendo già incamerato lo schema della scorsa stagione, che si può sempre riproporre), c’è ora è la possibilità di avere rotazioni più consone alle caratteristiche dei nuovi arrivati.

Partiamo da Denswil: piede molto educato e capacità di far partire l’azione con estrema precisione, si adatta benissimo anche se deve difendere dietro a Dijks in attesa del suo rientro, ti facilita una manovra ampia dal basso, paradossalmente anche meglio di Lyanco. Sarà da verificare in fase difensiva e nel gioco aereo rispetto al brasiliano, ma a livello tecnico non lo farà per nulla rimpiangere.

A centrocampo potrebbe venir inserito Svanberg, che andrebbe a chiudere le rotazioni in mediana insieme a Pulgar, Poli, Dzemaili, Schouten e Donsah (6 per 2 ruoli). Naturalmente, se dovesse uscire uno di questi (considero già altrove Nagy e Kingsley), ci sarebbe un’entrata, ma già così a me sembra un reparto ben assortito.

Infine, in prima linea, si potrebbe configurare un attacco con Soriano, Destro e Sansone e, come alternative, Skov Olsen, Santander e Palacio, con l’argentino capace come abbiamo visto ieri di fare addirittura il vice-Orsolini largo a destra.

La strada tracciata mi sembra un po’ diversa da quella della passata stagione, ma ricordate che ormai si parla di moduli fluidi e il nostro Bologna ne è un esempio tipico: lo staff di Sinisa si dimostra all’altezza della situazione anche in questo, motivato non solo in campo ma anche concettualmente, attento cioè allo sviluppo tattico del calcio moderno e non ancorato a schemi mentali sorpassati.

Non c’è il regista, tanto per dirne una, perché non esiste più quel ruolo nel calcio di oggi, ma due mediani che si alternano a fare il vertice basso. E ancora, l’interscambio continuo fra esterno della mediana ed esterno offensivo per creare dei 2 contro 1 sul quarto difensivo avversario. Potrei continuare, sono davvero molto attratto da questo modo di fare calcio così innovativo e devo complimentarmi con gli addetti ai lavori, interpreti principali di prestazioni sul campo che porteranno lontano.

Speriamo che i calciatori, soprattutto i più esperti, si mettano a disposizione degli assistenti senza se e senza ma, in attesa del professore.

Forza Sinisa e forza Bologna!

Tosco – Radio1909

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Foto: bolognafc.it