Empoli-Bologna 2-1: il Tosco l'ha vista così...

Empoli-Bologna 2-1: il Tosco l’ha vista così…

Seconda trasferta consecutiva con un Bologna che prova a giocare un calcio diverso per dare continuità alla partita contro la Samp, e purtroppo seconda sconfitta. Meno sonante della scorsa, certo, ma i punti sono sempre zero e il rammarico tanto, per un mancato pareggio che considerando la partita sarebbe stato giusto ma che non avrei firmato in partenza (figuratevi la sconfitta).
Ancora 3-5-2 e ancora tanto palleggio dal basso, come le statistiche soprattutto del primo tempo stanno a confermare (65% di possesso e 7 tiri contro 2), ma la gara ci vede andare sotto alla prima e unica giocata offensiva dei nostri avversari, con uno scambio uno-due scontato ma eseguito alla perfezione dalla coppia La Gumina-Caputo.
La reazione dei rossoblù c’è, ma purtroppo tanta mole di gioco produce solo uno striminzito gol a ridosso dell’intervallo, su gran giocata di Palacio rifinita in rete da un Poli più in palla di altri (poi tolto a metà ripresa per Svanberg, mah).
Della formazione iniziale stride la conferma di Krejci in fascia sinistra, reo a mio avviso di non incidere quasi mai in entrambe le fasi: non dà sicurezza alla difesa e non produce nulla se non qualche cross scolastico in avanti.
Bene invece Nagy, contrariamente al mio pensiero (non lo farei mai giocare, non mi piace), che dà ordine e geometrie di fronte ad un centrocampo avversario dinamico ma poco fisico che non lo va a contrastare spesso, e lui è bravo nel liberarsi della schermatura degli avversari per far partire le giocate dal basso dei felsinei.
Il resto è più o meno andato secondo previsioni, per cui si poteva pensare ad una ripresa sulla falsariga del prima frazione.
E invece no.
La ripresa è più equilibrata come possesso palla ma è l’Empoli che si fa vedere più volte in zona tiro, e infatti appena l’intensità del Bologna cala (e cala quasi sempre), ecco la solita vaccata difensiva che ci punisce oltre i demeriti.
Il forcing finale, come quasi tutti i forcing, è solo caos, e così arriva il k.o. numero 8 in 15 partite.
I cambi a partita in corso, certamente discutibili (ma si sa, quando si perde tutto è relativo), non producono nulla, se non un colpo di testa di Svanberg pericoloso ma alto, mentre Dzemaili è ormai un ectoplasma, purtroppo non ha nemmeno più le sembianze del calciatore.
Falcinelli ha avuto troppo poco tempo per incidere, mentre altre potenziali soluzioni presenti in panchina non sono per il momento contemplate da Pippo (i motivi li saprà poi lui).
Numeri impietosi, che solo le tante partite ancora mancanti riescono parzialmente a rendere sopportabili.
Così a caldo non so davvero cosa stia passando nella testa dei dirigenti, che nel post partita hanno – se possibile – complicato ulteriormente una situazione già poco bella di per sé.
Le frasi di Bigon, che non confermano al 100% Inzaghi, lasciano aperti tanti scenari che non fanno di certo bene ad un ambiente bisognoso di certezze e non di teste rotolanti. Quelle non hanno mai portato da nessuna parte, servono semmai per placare la sete di vendetta degli eterni frustrati.
Ci sono momenti in cui è meglio serrare le fila piuttosto che offrire su un vassoio d’argento la testa del primo malcapitato. Di teste da far saltare ce ne sarebbero talmente tante che quella di Pippo non servirebbe a niente.

Tosco – Radio 1909

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