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Fiorentina-Bologna 0-0: il Tosco l'ha vista così...

Fiorentina-Bologna 0-0: il Tosco l’ha vista così…

«Non c’è più un modulo fisso» (cit. Mihajlovic, conferenza stampa alla vigilia di Fiorentina-Bologna).
Adesso che lo ha detto anche Sinisa possiamo smetterla di parlare di moduli di gioco e discutere, semmai, di principi di gioco?
Ecco che il concetto ‘non c’è più un modulo fisso’ significa che contano appunto i principi di gioco, e di conseguenza i moduli diventano fluidi (‘Moduli fluidi: dove sta andando il calcio’, un mio articolo del 14 marzo per chi fosse interessato).
«Non abbiamo creduto di poterla vincere» (cit. Mihajlovic, conferenza stampa al termine di Fiorentina-Bologna): evidentemente i principi non collimano sempre con le intenzioni, ma questo è un altro discorso.
Ieri al Franchi si sono affrontate due squadre guidate da allenatori che amano praticare un calcio virtuoso, non speculare, e alla fine la partita è stata anche interessante: Mihajlovic non ha rinunciato a schierare giocatori con spiccate attitudini offensive, mentre Montella ha ridisegnato una Fiorentina con minor palleggio per vie centrali rispetto alla versione di Pioli, ma con un uso più frequente delle fasce in fase di rifinitura.
Superiorità numerica in mediana sfruttata al fine di trovare liberi gli esterni per i viola, raddoppi di marcatura e difesa posizionale conseguente per i rossoblù.
Questo canovaccio non è mai stato sovvertito per l’incapacità dei ragazzi di Sinisa di tramutare in qualcosa di (pro)positivo le rare occasioni avute, dando anzi maggior convinzioni agli avversari, in totale controllo del campo.
Non possiamo di certo lamentarci del punto conquistato: quella di ieri è stata l’unica gara della gestione Sinisa in cui il Bologna non ha mai dato l’impressione di poterla vincere (non mi sono dimenticato Bergamo, lì il mister ha deciso ‒ giustamente o meno ‒ di non giocarla proprio), anche se quel possibile rigore su Palacio dovrebbe far ragionare quei fenomeni che hanno avuto da ridire sulla presunta generosità di Pairetto contro il Chievo: il giorno che la classe arbitrale sarà benevola appositamente col Bologna il calcio non sarà più lo stesso, si giocherà con le mani e a zoppo galletto…
Cosa obiettare sul poco gioco di ieri?
Troppo basso il baricentro, 47 metri nel primo tempo e 44 nel secondo (i famosi 30 metri in più rispetto a Inzaghi ma anche a Donadoni, mi vien da ridere… Altro mio articolo, del 20 marzo: ‘La favola dei 30 metri di baricentro più alto’), troppo bassi Sansone e Orsolini per incidere, troppo impreciso Soriano nel far ripartire la manovra, e un Palacio lasciato al suo destino.
Aggiungiamoci marcature preventive un po’ labili e i viola sempre con la possibilità di giocare comodamente a due tocchi, ed ecco che tutto è diventato molto difficile.
Quindi prendere su e portare a casa, che è tutto oro colato.
«Non ho visto nessun calo fisico» (cit. Mihajlovic, sempre al termine del match). E allora inutile parlare di preparazione fatta durante la sosta per arrivare a fine campionato più brillanti e così via: a sette-otto giornate dalla fine quello che hai hai, il resto lo fanno la testa, i maroni e al bus dal cul

Tosco – Radio 1909

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Foto: sportmediaset.mediaset.it