Rassegna stampa 29/08/2020

Il futuro di Sinisa

Avrete notato come già da qualche giorno i giornali, le radio e le TV che dedicano spazio alle vicende del Bologna stiano facendo ipotesi più o meno logiche sul futuro di Sinisa Mihajlovic.
Bene, immagino che le certezze sul fatto che l’allenatore serbo saluterà la compagnia se Saputo non gli darà garanzie di un certo tipo derivino solo da semplici deduzioni o fantasie.
Credete che questi esegeti del pensiero sinisiano abbiano avuto un colloquio con lui o con il suo entourage? Impossibile, il suo staff è impenetrabile. Fonte? Io che lo so.
Allora avranno avuto ‘sbisci’ da chi ne cura, diciamo così, gli interessi? Improbabile, anche se non impossibile. Fonte? Io che lo so.
È un pochino più facile avvicinare procuratori e ‘azzeccagarbugli’ vari, che amano inquinare le acque per poter così ravanare nel torbido: ci vivono, ci sguazzano. Ma nessun procuratore ti direbbe mai la frase: «Se Saputo non alza il budget, il mio assistito prende e se ne va!». Semmai farebbe allusioni del tipo: «Ci sono parecchie squadre interessate al mio assistito, per cui il progetto dovrebbe essere interessante ecc.».
Quindi, come vedete, nulla di nuovo.
Fin dal suo arrivo a febbraio si sapeva che Mihajlovic aveva delle proposte dall’estero per la prossima stagione. Avrebbe potuto comodamente aspettare e ripartire a luglio, ma si è voluto rimettere in corsa perché stanco di non lavorare.
La sua avventura qui da noi, qualora dovesse concludersi con la tanto agognata salvezza, potrebbe essere aperta a qualsiasi tipo di scenario: una sua permanenza (auspicabile), un suo arrivederci per progetti diversi, come già da lui dichiarato quando si è presentato (possibile), o per progetti più ambiziosi (ad oggi ancora sconosciuti).
Tuttavia, il solo fatto che il mister potrebbe andarsene non andrebbe visto come un ridimensionamento delle ambizioni del Bologna: quelle, da quando siamo tornati in Serie A, sono state talmente basse che ridimensionarle risulterebbe esercizio impossibile.
Semmai, le giuste ambizioni di un tecnico arrivato al momento clou della sua carriera (tenendo conto dell’età, dell’esperienza e dei risultati di questa parentesi bolognese) potrebbero non combaciare con quelle del Bologna prossimo venturo: io immagino che l’obiettivo del club possa essere la parte sinistra della classifica, ma magari Sinisa preferisce guidare una squadra che provi a centrare almeno l’Europa League, con un occhio alla Champions.
Come vedete, entrambe le parti sono pronte ad ambire a traguardi migliori rispetto al recente passato (perché quello di Sinisa è fatto di panchine in lotta per un piazzamento europeo, mentre quello del Bologna solo di salvezze il prima possibile), ma tali traguardi potrebbero comunque non combaciare.
Se così sarà, tanti ringraziamenti, un pochino di giusto dispiacere per ciò che poteva essere e non è stato, ma avanti con idee più chiare e uomini diversi in cabina di regia. Quello deve essere il vero obiettivo del nuovo corso: fare meglio, con o senza Mihajlovic.
Di allenatori bravi ce ne sono tanti in giro, così come di calciatori, bisogna solo saperli scegliere. Il difficile, semmai, è proprio scegliere chi dovrà scegliere, ma questo è un altro discorso.
Allora, piuttosto che di Sinisa, parliamo di chi sarà il nuovo direttore generale o sportivo, insomma colui che dovrà tracciare il nuovo solco all’interno dell’area tecnica. Mi sembra un pochino più importante dell’allenatore e dei giocatori: quelli arrivano di conseguenza.

Tosco – Radio 1909

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