Genoa-Bologna 0-0: il Tosco l'ha vista così...

Genoa-Bologna 0-0: il Tosco l’ha vista così…

Giuro, nessun rammarico.

Nessun rammarico perché il Bologna ha giocato anche stavolta solo per vincere, interpretando bene la gara, controllando gli avversari fino a che questi non hanno esaurito la loro spinta propulsiva (volenterosa ma poco qualitativa), per poi prodursi in un finale fatto di occasioni e buone giocate, denotando un volta in più quanta mentalità vincente sia insita dentro la mente di questo gruppo.

Un piccolo cambiamento tattico, dovuto alla ricerca degli accoppiamenti per portare il pressing su ogni singolo avversario, ha di fatto costretto ad abbassare un po’ il raggio d’azione di Soriano (capace comunque di procurarsi il rigore e avere l’occasione più nitida della serata), creando così, di fatto, un 4-3-3 comunque dinamico, senza snaturare troppo la fase di transizione attiva che, anzi, è sembrata quasi beneficiare di un Medel molto ordinato, avendo sempre ai suoi lati due appoggi sicuri.

Ma il vero segreto della buona prestazione di Marassi è stata la linea difensiva: alta, precisa, attenta, mai impaurita dall’uno contro uno.

Denswil implacabile su Kouame (tranne in un frangente ad inizio ripresa), così come Bani, che ha costretto Pinamonti ad una serata di sbuffi. Un po’ di apprensione sulle fasce, più per una questione di modulo che per altro, è arrivata dalle sortite di Barreca, comunque sempre contenuto da Tomiyasu.

Il giapponese ha tratto vantaggio dallo schieramento a due punte del Grifone, potendo farsi vedere più volte anche in fase di spinta e di appoggio alle azioni d’attacco sulla destra, mentre sulla corsia opposta il troppo criticato Krejci ha affrontato bene Ghiglione, e i due si sono annullati a vicenda.

Mi complimento con Mihajlovic e i suoi collaboratori che, incuranti delle continue sollecitazioni che arrivano da gran parte dell’opinione pubblica bolognese, se ne infischiano bellamente e vanno dritti per la loro strada. «La punta da doppia cifra col gol addosso» non ce l’hanno, ma il Bologna comunque di gol ne segna e di occasioni ne crea tante, alternando nel ruolo di prima punta Palacio o Destro con Santander come subentrante. E il vice di Dijks (turnover permettendo, visto le tante partite ravvicinate).è Krejci e basta, come da evidenti gerarchie decise in quello che rimane il luogo sacro per eccellenza nel calcio: lo spogliatoio

Se così decidono avranno le loro giuste ragioni, come peraltro le prestazioni e i risultati stanno lì a dimostrare (non mi sembrano degli autolesionisti, insomma). Il resto sono chiacchiere da bar.

Difficile storcere il naso davanti ad una prestazione del genere in un campo storicamente difficile come Marassi sponda Genoa: il Bologna ne esce con tante certezze in più perché questa è stata finalmente una partita ‘normale’, non viziata da espulsioni, quindi molto interessante anche da un punto di vista statistico: ad esempio il possesso palla del 55%, di cui più della metà trascorso nella porzione di campo avversaria. Numeri non banali, se rapportati al 65% delle prime tre partite, condizionate da quasi tre tempi su sei giocati in superiorità numerica.

In conclusione, resto sempre convinto che questa squadra ci darà delle soddisfazioni, e che le delusioni saranno più per le mancate vittorie che non per dei pareggi scroccati in qua e in là per la penisola.

Tosco – Radio1909

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