Il cambiamento tattico di Inzaghi

Il cambiamento tattico di Inzaghi

È fuori discussione che nelle ultime due partite Inzaghi abbia cambiato non il modulo, sempre 3-5-2, ma l’interpretazione dello stesso.
Siamo passati da un atteggiamento di chi attende e riparte (reattivo) quasi esclusivamente in verticale, a quello di chi prova a manovrare (proattivo) partendo dal basso con un gioco di posizione e più orizzontale.
Anche dalle statistiche si evince questa metamorfosi: fino alla 13^ giornata il Bologna era penultimo per possesso palla (42%), davanti al solo Parma, e penultimo per precisione di passaggi riusciti (76%), davanti al solo Frosinone.
Nel match di Empoli possesso palla 53% con precisione di passaggi 84%, mentre a Genova sponda Samp possesso palla 52% con precisione di passaggi dell’82%.
Un ulteriore dato, alquanto significativo, è che in entrambe le gare il Bologna ha prodotto molti più passaggi degli avversari (504 contro 311 al Castellani, 428 contro 353 a Marassi, senza dimenticare che la Sampdoria è tra le prime tre nella classifica dei passaggi tentati e riusciti e anche l’Empoli staziona tra le prime dieci), dimostrando che il gioco tentato fino alle ultime due sfide era frutto di un piano prestabilito e non di un obbligo derivante dallo scarso tasso tecnico della squadra (sicuramente inferiore a tante ma sufficiente per tentare un’impostazione diversa).
Tutta questa marea di numeri, per molti noiosi, è fondamentale nelle analisi degli staff tecnici di tutte le squadre del mondo, tanto che al riguardo, in un’intervista di pochi mesi fa, l’attuale allenatore dell’Udinese Davide Nicola dichiarò che aveva deciso di cambiare modulo e atteggiamento del suo Crotone proprio dopo aver letto certi dati.
Decise di bypassare il centrocampo lanciando sulle punte, perché aveva notato come il palleggio prolungato in fase di costruzione portava alla perdita del possesso in zona rischiosa, tanto da divenire un suicidio tattico (naturalmente in quel Crotone, formazione poco dotata tecnicamente).
Scese da una media di 500 passaggi a partita a 350, cercando di portare la squadra ad allungarsi sugli attaccanti – Falcinelli e Trotta – per andare eventualmente a conquistare seconde palle e far salire la squadra con un pressing molto offensivo.
In pratica, l’esatto opposto di quanto ha fatto Inzaghi di recente.
Infatti, come dai dati sopra riportati e come si è visto anche ad occhio nudo, Pippo ha cambiato proprio la natura del gioco della squadra (purtroppo non cambiando il risultato finale), lasciando – se possibile – ancora più dubbi rispetto ad alcune prove precedenti, dove invece i rossoblù avevano battagliato con le armi dichiarate in estate.
Allora il Bologna sembrava arrembante e piuttosto verticale, solo a tratti nelle rimonte contro Udinese e Torino e nella trasferta di Reggio Emilia (forse la migliore come tenuta mentale), in modo continuo contro l’Atalanta, nonostante la sconfitta.
Questa inversione, dettata probabilmente dal voler tentare vie alternative per sorprendere gli avversari, si era già intravista parzialmente in casa del Chievo e nel derby con la Fiorentina (indipendentemente dai moduli), ma a Genova ed Empoli il cambiamento è stato evidente.
Solo un giornalista, in sala stampa, lo ha fatto notare al nostro allenatore. Ma naturalmente Inzaghi, come da prassi comune a tutti i tecnici (non gliene farei una colpa), non entra mai nello specifico, però la domanda era ben posta.
La precisione del palleggio deriva appunto dal tipo di passaggi che vuoi fare.
Se decidi di attuare un gioco in verticale e in profondità, è chiaro che la precisione viene meno, visto la massiccia presenza di giocatori avversari oltre la palla e le traiettorie più complicate date dalla lunghezza dei passaggi. Al contrario, se decidi di palleggiare in orizzontale nella tua metà campo, la qualità dei passaggi aumenta per la minor presenza di avversari che ti contrastano e per la minor distanza dei passaggi stessi. Siamo all’ABC, ma qualche opinionista si ostina a non comprendere.
Passare dal 76% al 84% è stato facile, prevedibile. E vi dirò di più, se il Bologna volesse potrebbe ulteriormente aumentare questa percentuale, ma a che pro?
In Serie A, i calciatori fanno quello che richiedono gli allenatori, questo concetto deve essere chiaro, e se una squadra aumenta la quantità di passaggi lo fa esclusivamente perché richiesto, così come il calciare lungo e via dicendo.
L’improvvisazione non fa parte di quel mondo, sono professionisti!
Sono davvero curioso di vedere come Inzaghi deciderà di impostare tatticamente la partita contro il Milan, una squadra che si abbassa tantissimo per ripartire in campo aperto, dove ha calciatori capaci di questo.
Tornerà alla prima idea, a mio avviso la più logica, o insisterà nella ricerca di costruzione da dietro?
Tale quesito, che giro a tutti i lettori, potrebbe essere anche motivo di riflessioni per quanto riguarda il mercato di gennaio: inserire nuovi innesti per un calcio reattivo o per un gioco di posizione proattivo?
Però vi prego, non rispondete banalmente che basta comprarli buoni…

Tosco – Radio 1909

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