Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Il cambio di modulo, un falso problema che potrebbe diventare un problema

Il cambio di modulo, un falso problema che potrebbe diventare un problema

Nell’ansia di mancanza di risultati (Inzaghi ne è colpevole solo in parte), l’opinione pubblica bolognese si addentra in un territorio che definire spinoso è poco per chi non ha né le competenze né le capacità analitiche per valutare il reale potenziale di una rosa di calciatori, le sue prospettive, quanto futuribile possa essere e come si è arrivati alla definizione della stessa.
Ragionare di pancia in base alla scarsità dei risultati può essere concesso al tifoso, ma non all’addetto ai lavori, che essendo tale dovrebbe avere le capacità di cui sopra. Ma siccome ultimamente c’è un proliferare di cosiddetti opinionisti che si addentrano in tali discorsi senza aver mai frequentato neanche un corso per allenare i bambini all’oratorio, cercherò di fare un po’ di chiarezza in maniera il più semplice e oggettiva possibile.
Il Bologna è stato costruito su precisa indicazione del nuovo allenatore, cercando giocatori funzionali non solo al 3-5-2 ma ad un certo ‘modo’ di interpretare lo stesso modulo. E questa rosa, ripeto rosa, nella sua totalità è quindi assolutamente ben costruita, per atletismo, fisicità, numero di alternative nei ruoli caratteristici, alternanza di giocatori esperti e giovani, e anche tasso tecnico: da tanti ritenuto insufficiente, andrà valutato solo quando la squadra potrà lavorare a pieno regime, avendo cioè acquisito quelle tante sfumature che alla fine fanno la differenza.
Il tasso tecnico di un calciatore, se detta così, è un po’ come il sesso degli angeli. In realtà è un insieme di componenti tra cui contano certamente il palleggio, il controllo e tutte le sue derivazioni, la conduzione e il dominio del pallone. Ma anche il sapersi smarcare senza palla, ad esempio, è un fondamentale, il problema è che pochi ne conoscono l’importanza, quando invece è indispensabile proprio per definire se un calciatore è di livello qualitativo alto o meno.
Senza addentrarmi sulle caratteristiche del ‘modo’ in cui Inzaghi vuole sviluppare il modulo, l’organico ha precisamente due giocatori per ogni ruolo e un paio di jolly, Orsolini a centrocampo che può fare la mezzala o l’esterno alto e Okwonkwo che può fare l’esterno o la seconda punta. Quindi sei centrali difensivi per tre maglie, così come sei centrocampisti per tre posti, poi due punte centrali, due seconde punte, due esterni di piede destro e due esterni di piede sinistro, più i sopracitati jolly: ventidue calciatori di movimento più i portieri.
Questa rosa potrebbe anche sopportare la difesa a quattro,, avendo degli esterni più terzini che ali. Quindi Mattiello a destra e Dijcks a sinistra, con Mbaye che può sostituire entrambi, e non dovrebbero sorgere particolari problemi. In mezzo sei centrali per due posti sarebbero una bizzarria, ma lì si tratterebbe eventualmente di sfoltire a gennaio. Ad eccezione di Danilo e Calabresi, che per caratteristiche sarebbero quelli a soffrire di più la nuova sistemazione, gli altri non dovrebbero avere problemi, e se ricordate la coppia Gonzalez-Helander fece bene all’inizio della scorsa stagione.
Tra i cambi moduli ipotizzati ci sono appunto quelli che prevedono la difesa a quattro. Dunque, partendo dalla linea difensiva, il classico 4-4-2 − vista la conformazione di questa rosa – sarebbe complicato soprattutto per la costruzione della linea mediana. Diventerebbero fondamentali come titolari Orsolini quarto di destra a centrocampo (non proprio il suo ruolo) e Krejci dalla parte opposta, ragazzo in evidente difficoltà che si prenderebbe il posto più per una questione di modulo che non per meriti. Quattro fra i sei centrocampisti interni, ipotizzando Pulgar e Dzemaili titolari, starebbero in panchina, e cioè Donsah, Nagy, Poli e Svanberg. Nel calcio ci sta tutto, ma a me sembra follia. Se poi si vuol pensare di dirottare sulle fasce uno tra Svamberg e Donsah, o addirittura proporre Dijks più alto, allora parliamo di altro e ci addentriamo nella sfera del tirare a sorte. Per le mie capacità intuitive direi modulo impensabile, sicuramente qualcuno avrà altre idee ma tant’è.
Il 4-3-3 sarebbe invece più logico per la configurazione del centrocampo, che ricalcherebbe quello attuale, quindi sei uomini per tre posti, e del terzetto offensivo, dove Santander occuperebbe la posizione di punta centrale, Orsolini la fascia destra e Palacio, compatibilmente col suo stato di salute, quella sinistra. In questo caso ci sarebbero un ventaglio di alternative interessanti, ad esempio Okwonkwo che potrebbe agire su entrambe le corsie laterali, mentre Falcinelli come sostituto di Santander o perché no in fascia sinistra in staffetta con Palacio, un ruolo che l’anno scorso ha ricoperto qualche volta nella Fiorentina di Pioli con buoni esiti (non in termini di reti). Resta il solito equivoco Destro, che potrebbe andare a sostituire o ad affiancare ‘El Ropero’ in certi spezzoni di partita.
Il 4-2-3-1, modulo sulla bocca di molti, è una derivazione del 4-4-2, e le difficoltà sarebbero le stesse che ho descritto prima, ecco perché lascerei perdere.
Insomma, con la linea a quattro dietro l’unico modulo possibile, a mio avviso, è il 4-3-3, altre soluzioni mi sembrano problematiche. Le opzioni con la difesa a tre, forse le più logiche, nella prossima puntata.
To be continued…

Tosco – Radio 1909

© Riproduzione Riservata