Sempre e Comunque
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Meno rimpalli, più autocritica

Il fuoco di Pippo

Il bello del rileggere a distanza di un po’ di tempo ciò che si era scritto, è trovare che non erano solo sciocchezze, al contrario di altri che invece straparlano di niente e arrivano dopo la puzza. Ma tant’è, la vita è fatta così. Com’era pure l’adagio? Chi ha pane non ha denti…
Parlavo di fire and desire qualche settimana fa, soprattutto nel post Juve, e in tanti a ribadire che «ai vol i zugadur»… Poi un Genoa, peraltro reduce da un cambio di allenatore, va a Torino, cerca di stare dentro la partita, va sotto come noi, resta attaccato con i denti e scrocca un punto per manifesta cappella della difesa bianconera, ma Bessa era lì (Bessa, non Piatek).
Qualche Bessa lo abbiamo anche noi, oppure mi venite a raccontare che di Bessa nel Bologna non ce ne sono?
Bisogna sempre e solo starci, dentro alle partite.
E infatti, dopo la gara di domenica scorsa, sono arrivati quelli del ‘sempre dopo la puzza’, che si sono accorti adesso che questa squadra deve giocare sempre con la bava alla bocca. Ma dai? Una scoperta da illuminati!
E perché non giocano così dall’inizio? Altra domanda da geni incompresi. Perché ci sono gli altri, gli avversari, che a volte ‒ purtroppo spesso ‒ sono più bravi, e a te non resta che aspettare che mollino un po’ la presa per poter venir fuori alla distanza.
Difficilmente il Bologna di Inzaghi, da un punto di vista di corsa e tenuta atletico-mentale, cala rispetto agli avversari, ma solo se scende in campo non come contro Juventus e Cagliari (pugnette e gazzosa).
Non parlatemi di crampi e robe varie perché anche da altre parti sono messi allo stesso modo, e neanche di squadra lunga e altre sciocchezze del genere. Leggete, informatevi, su Internet adesso si trova di tutto, uscite dalla bolla Bologna: fuori c’è un mondo come il nostro.
Il Toro domenica era a pezzi come noi e infatti è crollato sul piano psicofisico. Se avete visto Sampdoria- Sassuolo, dopo un primo tempo a buon ritmo, entrambe nel secondo hanno praticamente smesso di correre.
Siti di statistiche ne trovate a decine, i rossoblù corrono come gli altri, però devono farlo con più cattiveria, con più ‘fotta’ come diciamo noi sotto le Due Torri, e allora ecco che si colma il gap tecnico e si torna al fire and desire, ad un modo altro di interpretare il calcio.
Ho letto proprio su Zerocinquantuno un forumista che scriveva: «Mi sono più entusiasmato più per il 2-2 di domenica che per il 3-0 contro il Benevento dell’anno scorso». In questo post è racchiuso il cambio di passo che deve avere l’ambiente Bologna.
E infatti, pur con tante difficoltà, in sole nove partite abbiamo stravolto due tendenze che negli ultimi campionati parevano essersi fossilizzate: abbiamo battuto una big e rimontato da situazioni di svantaggio.
Quando io parlavo di fire and desire o pugnette e gazzosa a cosa mi riferivo? Proprio a questo!
Niente da fare, c’è chi ci arriva prima e chi insegue.
Lo so, sboroneggio, ma in un mondo dove fanno opinione personaggi che in tasca hanno forse il patentino per guidare lo scooter, almeno io in tasca ho quello da allenatore, e allora permettetemi di alzare la cresta ogni tanto.
Nel calcio prima degli schemi vengono le motivazioni, le regole dello spogliatoio, la mentalità che con fatica (perché solo, e ribadisco solo) sta provando a dare Inzaghi.
Pippo va supportato e tutelato da chi può farlo, ovvero i dirigenti e Saputo, perché sta provando a cambiare il mondo Bologna. E allora aiutatelo, aiutiamolo, così che possa lavorare in un ambiente sereno. Non siate schiavi di un risultato, liberatevi dall’ossessione che una vittoria cancella ogni cosa mentre una sconfitta fa crollare tutto il castello.
Non è così, ci vuole tempo per cambiare le cose e Pippo ci sta provando con tutte le sue forze. E il fuoco l’ha già acceso.

Tosco – Radio 1909

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