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Il Sassuolo di De Zerbi, quel solco già tracciato

Il Sassuolo di De Zerbi, quel solco già tracciato

Come avrete ormai intuito, quando devo presentare gli avversari del Bologna qui su ZO parto quasi sempre dall’allenatore, e il Sassuolo ha già preso la forma del proprio mister, o quanto meno ci si avvicina molto. Si nota ancora qualche incertezza nella costruzione della manovra dal basso, ma sicuramente col tempo anche questo aspetto migliorerà. Sono solo nove partite anche per De Zerbi, così come per Inzaghi, quindi serve pazienza. Per il resto, la mano del tecnico bresciano si vede già, e ne sono la riprova i tanti gol segnati e gli altrettanti subiti (quarto miglior attacco, quarta peggior difesa).
Naturalmente la fase difensiva risente della manovra rivolta alla creazione di gioco, l’abbandono delle posizioni di partenza per creare superiorità, soprattutto sulle fasce, lasciano la retroguardia ‒ a tre o a quattro che sia ‒ in difficoltà numerica, e quindi di difficile lettura per i difensori, chiamati spesso ad intervenire in corsa a ritroso con conseguente perdita di contatto, sia con la posizione stessa che con l’avversario.
Ad oggi il più in difficoltà risulta essere Ferrari, calciatore capace di difendere bene a ridosso dei sedici metri ma abbastanza vulnerabile in campo aperto. Meglio Magnani, vera sorpresa di questo inizio di stagione per resa e affidabilità (ricordo che il Sassuolo lo ha prelevato dalla Juventus con la stessa formula di Orsolini, diritto di riacquisto per i bianconeri a 12 milioni di euro). Completano il reparto altri due interessanti giovani, il brasiliano Marlon, in prestito dal Barcellona con obbligo di riscatto in base alle presenze ma diritto di recompra per i catalani, e l’uruguaiano Lemos, in prestito con diritto di riscatto dal Las Palmas.
Sulle fasce, molto bene a destra l’ormai collaudato Lirola (i neroverdi lo hanno riscattato per 7 milioni dalla Juve, che evidentemente non lo riteneva all’altezza delle proprie ambizioni; chissà se ci hanno visto bene i ‘gobbi’, che però di solito sbagliano raramente), mentre sulla sinistra è stato centrato ‒ per ora ‒ un acquisto o meglio un prestito secco, sempre dalla solita Juventus, che si sta rivelando molto funzionale, Rogerio Da Silva (alla fine si scoprirà che Carnevali prenderà il posto di Marotta). Ancora un po’ indietro nel percorso di crescita Adjapong, anche se sono certo che il ragazzo riuscirà a ritagliarsi un certo spazio durante i lunghi mesi invernali.
Il centrocampo funziona da propulsore per le folate degli attaccanti, con Duncan e il giramondo franco-marocchino Bourabia interni, e in regia l’esperto Manganelli o l’esuberante Locatelli. Sensi ormai si sta ritagliando un ruolo da jolly, sostituendo di fatto l’eventuale assente di turno.
Venendo poi al trio di attaccanti, ricordando che De Zerbi raramente rinuncia alle tre punte, il solo Berardi gode della titolarità indiscussa, mentre sulla fascia opposta (cioè a sinistra) trovano posto il ‘nostro’ di Francesco o un altro giocatore di indiscusse qualità ancora poco espresse, quel Djuricic già allenato a Benevento l’anno scorso e in prestito secco dalla Sampdoria. Il ruolo di prima punta se lo contendono invece un sorprendente ‒ in quel ruolo ‒ Boateng e il sempre funzionale Babacar, centravanti scomodo come pochi da affrontare perché spigoloso e molto pericoloso nelle aree affollate.
Quindi, come si può notare, la costruzione della rosa sembra molto in divenire, fatta di alcuni prestiti importanti e alcune scommesse da vincere. Tocca ovviamente a De Zerbi plasmare questa squadra molto interessante ma anche molto complicata, a mio avviso, da decifrare. Ecco perché non mi sono troppo addentrato troppo in discorsi tattici: ho guardato svariate volte il Sassuolo in queste prime gare e non mi sono mai fatto un’idea precisa di quello che potrebbero arrivare a fare. Non so se sia un bene o un male ma tant’è, io la palla di vetro non ce l’ho.
La vera certezza in mano alla dirigenza di Squinzi è che, dall’arrivo in Serie A con Eusebio di Francesco, i neroverdi hanno avuto sempre l’idea di fare un calcio proattivo, e dopo la separazione dal tecnico abruzzese hanno tentato prima con Bucchi (sostituito con il pragmatico Iachini ma solo per sistemare il campionato scorso senza troppi danni) e adesso con De Zerbi di ricalcare quel tipo di calcio, che non è sempre garanzia di risultati ma lo è certamente in termini di spettacolo. Queste mi sembrano le migliori capacità dei dirigenti sassolesi, al netto di prestiti e robe varie: avere idee chiare sul tipo di calcio che si vuol proporre. Di Francesco, Bucchi e De Zerbi, infatti, hanno idee simili, e il Sassuolo continua a lavorare su quel solco.

Tosco – Radio 1909

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Foto: sport.sky.it