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In Serie A con fatica: ecco il Frosinone

Agguantata la massima categoria in modo rocambolesco, la proprietà ciociara per mantenere la Serie A ha fatto una campagna acquisti basata su due giocatori di grande esperienza come l’esterno mancino Molinaro e il centrocampista sempre mancino Halfredssonn, in aggiunta a qualche ex giovane di buone speranze − non ancora del tutto espresse – come i difensori Capuano, Goldaniga e Salomon, il nostro Crisetig in mediana e l’attaccante Perica. Infine l’incognita Campbell, il cui apporto alla causa è difficile da pronosticare: i suoi trascorsi in club prestigiosi rendono la sua scelta di trasferirsi a Frosinone quantomeno bizzarra.
La prima gara, in casa dell’Atalanta, era proibitiva, sia per la forza che per lo stato di forma avanzato dei bergamaschi, quindi le attenuanti ci sono tutte. La conferma del modulo, il 3-5-2 largamente utilizzato l’anno scorso, è la base dalla quale ha deciso di ripartire mister Longo, che ha dovuto giocoforza cambiare l’assetto offensivo visti gli infortuni di Ciofani, Dionisi e Paganini (calciatore che al sottoscritto piace molto). Ecco allora l’aitante Perica, prospetto interessante di proprietà Udinese, e il tecnicissimo Ciano, dotato di un sinistro di livello notevole sia in corsa che da piazzato. La squadra, comunque, è ancora indecifrabile, trattandosi di un vero e proprio cantiere aperto: solo dopo la sosta potremo avere un quadro più veritiero.
Tra le pieghe della partita contro gli orobici, possiamo notare dall’immagine 1 come, seppur nell’unica occasione che porterà Ciano a colpire il palo (bella la palla in profondità di Molinaro, il numero 28 si libera bene ma non concretizza), si nasconda uno dei problemi, o forse il vero problema della fase difensiva frusinate: si riversano in attacco ben sei giocatori, non adeguatamente scaglionati, la risalita è troppo in linea e lascia i tre centrali difensivi senza adeguata copertura centrale.

Immagine 1

Questo errore porterà i ragazzi di Longo a subire il primo gol. Sulla pressione avversaria (immagine 2) Molinaro perde palla nel tentativo di costruire dal basso lateralmente, mentre i tre mediani si alzano senza dare una linea di passaggio centrale che sarebbe servita anche come copertura preventiva, denotando quindi un cattivo scaglionamento.

Immagine 2

Il Frosinone subisce allora l’uno-due decisivo (immagine 3), con palla a Gomez che riceve a sinistra da Toloi posizionato al limite, zona di campo lasciata colpevolmente scoperta dai centrocampisti gialloblù. Il tentativo di recupero diventa vano perché tardivo.

Immagine 3

Un’ultima annotazione riguarda anche la sistemazione a difesa schierata (immagine 4), dove si nota come su un cross di Gomez ci sia una cattiva lettura da parte della linea, che non scala in maniera adeguata sul lato debole pur avendo un numero sufficiente di calciatori in area. Lateralmente, appena inquadrato sulla parte destra del fermo immagine, sbuca Hateboer, che segnerà. Anche in questo caso lo scaglionamento è errato, così come in varie altre occasioni.

Immagine 4

Riguardo alla fase offensiva c’è poco da dire in quanto è impossibile trarre conclusioni, avendo visto i ciociari all’opera solo in un match e non potendo basarsi sulla squadra dell’anno scorso, che, a parte la categoria differente, schierava sette titolari diversi. Unici rimasti sono il centrale Krajnc, il vertice basso Maiello, l’interno Chibsah e il trequartista-seconda punta Ciano. Per infortuni, come detto, sono fuori gli storici gladiatori Ciofanie e Dionisi, mentre Soddimo siede in panchina pronto eventualmente ad entrare a partita in corso.
Lo scorso anno il gioco del Frosinone si basava sulle individualità, che per la Serie B erano notevoli, e su una certa solidità della retroguardia. Ora i ciociari dovranno cambiare atteggiamento, perché in A sicuramente non potranno ricalcare la passata stagione.

Tosco – Radio 1909

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Foto: Getty Images