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Inter, Spalletti o non Spalletti?

Inter, Spalletti o non Spalletti?

Nella sfida di Coppa Italia con la Lazio, l’Inter ha messo in mostra le solite caratteristiche di formazione bipolare: lenta, pigra compassata nel primo tempo, più energica e abile nel palleggio nella ripresa.
Lasciando da parte l’esito finale del match, i meneghini sono apparsi i soliti dell’era Spalletti, capaci di tutto nel bene e nel male. Così come il loro leader tecnico, che poi tanto leader non è, Nainggolan.
Contro il Bologna mancheranno Politano, giocatore che spesso cambia i ritmi alla squadra, Vrsaljko, Keita e forse De Vrij, ma la rosa interista è talmente profonda che per loro non dovrebbe essere un problema trovare un undici competitivo.
Fino a ieri 4-2-3-1 (non so se Spalletti cambierà qualcosa, vista l’aria che tira riguardo al suo futuro), talvolta mascherato da 4-3-3, dove la posizione di Joao Mario o Nainggolan è spesso ‘spuria’ ma comunque decifrabile.
I nerazzurri sono capaci di improvvise accelerazioni concretizzate il più delle volte da Icardi, oppure di attacchi piuttosto prevedibili dalle fasce, dove Candreva e Perisic non stanno passando il loro momento migliore, anche se per numero di giocate individuali possono ancora garantire una certa continuità.
Massima attenzione a Brozovic, in grado di creare molto partendo dalla linea mediana, sia per le geometrie ad inizio manovra che per le conclusioni dalla distanza sui palloni sputati fuori dalla difesa avversaria, costretta ad abbassarsi nel contenere la verticalità e la fisicità di Icardi e gli uno contro uno degli esterni alti.
Non credo che Mihajlovic, di contro, piazzerà il pullman davanti alla porta, così come non penso che andrà a prendere gli avversari molto alti rischiando farsi infilare nello spazio dietro la linea difensiva.
Immagino che Sinisa avrà lavorato sull’intensità, sulla chiusura degli spazi e sulla lettura delle traiettorie, soprattutto quelle a palla bassa, dalle quali l’Inter fa nascere il proprio gioco. In sequenza: giropalla difensivo, ricerca del terzo uomo largo in fascia, ricezione-uno contro uno, palla dentro a Icardi o a rimorchio per i centrocampisti.
Chiusura e ripartenza sarà il piano partita dei rossoblù, cercando di farlo più alto rispetto al recente passato, per non finire troppo sotto pressione in difesa e avere meno campo da risalire dopo la riconquista della sfera.

Tosco – Radio 1909

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